Friedrich Schelling

filosofo tedesco

Friedrich Wilhelm Joseph von Schelling (1775 – 1854), filosofo tedesco.

Friedrich Schelling nel 1848

Citazioni di Friedrich SchellingModifica

  • Infatti, cos'altro è la materia, se non spirito spento?[1]
  • Io non ho mai avuto intenzione di sapere cosa propriamente Kant abbia voluto dire con la sua filosofia, ma solo ciò che avrebbe dovuto dire secondo il mio punto di vista, se voleva dare intima coerenza alla sua filosofia.[2]
  • La Natura deve essere lo Spirito visibile, lo Spirito la Natura invisibile.[3]
  • La natura è vita che dorme.[4]

Aforismi sulla filosofia della naturaModifica

  • Vedere il finito solo in quanto dissolto nell'infinito è lo spirito della scienza nella sua analisi del particolare; contemplare l'infinito nel finito, nella piena comprensibilità del finito stesso, è invece lo spirito dell'arte. (§ 13, p. 26)
  • La ragione non può essere descritta a qualcuno: è essa stessa che deve descriversi in qualcuno e attraverso qualcuno. (§ 31, p. 31)
  • Nulla, assolutamente nulla, è dunque in sé imperfetto; al contrario, tutto ciò che è appartiene, nella misura in cui è, all’essere della sostanza infinita, alla cui natura appartiene semplicemente per il fatto che essa è. E questa la sacralità di tutte le cose. La più piccola è altrettanto sacra della più grande, sia in virtù della sua intima infinitezza, sia perché non potrebbe essere annientata, quanto al suo eterno fondamento e al suo essere nel Tutto, senza che questo Tutto infinito non venisse esso stesso annientato. (§ 224, p. 85)

Sistema dell'idealismo trascendentaleModifica

  • La tendenza necessaria di tutte le scienze naturali ha luogo quindi dalla natura all'intelligente. Ciò, e nient'altro, si trova alla base dello sforzo verso l'introduzione della teoria nei fenomeni naturali.
    Il supremo perfezionamento della scienza naturale consisterebbe nella compiuta spiritualizzazione di tutte le leggi naturali in leggi dell'intuire e del pensare. Devono scomparire completamente i fenomeni (l'elemento materiale) e rimanere soltanto le leggi (l'elemento formale). Di qui si conclude che tanto più la legalità irrompe nella natura stessa, altrettanto si dissipa il velo, gli stessi fenomeni si fanno più spirituali e infine cessano del tutto. I fenomeni ottici non formano altro che una geometria le cui linee son tracciate dalla luce e questa luce medesima è già di una materialità ambigua. Nei fenomeni del magnetismo scompare ormai qualsiasi traccià materiale e dei fenomeni della gravitazione, che i fisici stessi credettero di poter comprendere soltanto come azione direttamente spirituale, rimane esclusivamente la loro legge, la cui attuazione nel macrocosmo costituisce il meccanismo dei moti celesti.
    Perfetta teoria della natura sarebbe quella in cui la natura si dissolvesse in un'intelligenza. (Introduzione, p. 55)
  • Come simultaneamente il mondo oggettivo aderisca a rappresentazioni in noi e rappresentazioni in noi al mondo oggettivo è incomprensibile se non esiste tra i due mondi, l'ideale e il reale, un'armonia prestabilita. Epperò questa armonia prestabilita non è a sua volta neanche pensabile se l'attività mediante la quale è prodotto il mondo oggettivo non è originariamente identica a quella che si esterna nel volere, e viceversa. (p. 69)
  • La natura inizia senza consapevolezza e termina coscientemente; la produzione non è conforme a fini, bensì lo è certo il prodotto. L'io, nell'attività di cui stiamo parlando, deve iniziare con coscienza (soggettivamente) e finire nel privo di coscienza od oggettivamente: l'io è cosciente secondo la produzione, privo di consapevolezza quanto al prodotto. (p. 551)

Incipit di Le età del mondoModifica

Dio, nella sua saggezza, ha avvolto di fitte tenebre sia la fine dei tempi futuri che il principio di quelli passati.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Citazioni su Friedrich SchellingModifica

  • La filosofia di Hegel pel suo contenuto si riscontra con quella di Schelling. Entrambi professano una filosofia, il cui fondamento è l'identità del pensiero e dell'essere, dell'ideale e del reale, della ragione divina e della ragione umana. Se non che Schelling presenta il suo principio assoluto, come un'intuizione intellettuale, mentre Hegel lo presenta, come l'assoluto concetto, il puro pensiero. (Raffaele Conforti)
  • Nel movimento di reazione a Hegel, il problema dell'essere è giunto con Schelling al punto in cui sarà ripreso più tardi da Heidegger. (Karl Löwith)
  • Schelling ha contribuito ulteriormente a costruire il ponte mai compiuto intendendo la rivelazione come forma superiore del mito; ma là dove si sarebbe dovuto inserire la pietra finale, egli fu insicuro, gli sfuggì la misura delle distanze. (Hans Urs von Balthasar)
  • Spacciare il proprio assoluto [quello di Schelling] per la notte in cui, come si suol dire, tutte le vacche sono nere, è l'ingenuità dovuta alla vacuità di conoscenza. (Georg Wilhelm Friedrich Hegel)

NoteModifica

  1. Da Primo abbozzo di un sistema di filosofia della natura, a cura di Gigliola Grazi, Cadmo editore, Roma, 1989, p. 288.
  2. Da Panorama della più recente letteratura filosofica, 1797.
  3. Da Introduzione alle Idee per una Filosofia della Natura, in L'empirismo filosofico e altri scritti, traduzione di Giulio Preti, La nuova Italia, Firenze, 1967, p. 47.
  4. Da Sull'anima del mondo.

BibliografiaModifica

  • F. W. J. Schelling, Aforismi sulla filosofia della natura, a cura di Giampiero Moretti, Luigi Rustichelli, traduzione di Luigi Rustichelli, EGEA, Milano, 1992. ISBN 88-238-0152-4
  • Friedrich Wilhelm Joseph Schelling, Sistema dell'idealismo trascendentale, traduzione di Guido Boffi, Bompiani, Milano, 2006. ISBN 88-452-5595-6

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