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Pisanello

pittore e medaglista italiano
Pisanello, Madonna della Quaglia (1420 circa)

Pisanello, pseudonimo di Antonio di Puccio Pisano (ante 1390 – 1455 circa), pittore e medaglista italiano.

Indice

Citazioni sul PisanelloModifica

  • Crediamo sia ben fondato quel giudizio che considera discendente in linea diretta dai medesimi [i pittori Altichiero da Zevio e Jacopo d'Avanzo] un artista nel senso più compito della parola, onore non solo di Verona ma dell'Italia tutta, vogliamo dire il ben noto Vittor Pisano[1] detto il Pisanello, che visse ed operò durante la prima metà del XV secolo. Se la di lui celebrità al dì d'oggi è dovuta principalmente alla sua assoluta supremazia nell'arte del lavorar di medaglie, ciò proviene per un verso dalla straordinaria valentìa da lui mostratavi e dal carattere fiero onde que' suoi bronzi sono improntati, per l'altro dalla mala sorte toccata alle sue maggiori imprese di pittura, che andarono tutte distrutte per le vicende dei tempi. (Gustavo Frizzoni)

Adolfo VenturiModifica

  • È probabile che, dalla maturità in poi, applicatosi specialmente ad eseguir medaglie, il Pisanello lasciasse frammentarie le ricerche dei moti dell'espressione e della vita umana. Oltre i disegni d'animali, tengono il primo posto quelli de' ritratti che dovevan servirgli a modellar medaglie.
  • Rispetto al Fabrianese [Gentile da Fabriano] il Pisanello sembra un improvvisatore, il quale da ogni cosa che lo circonda, e più che da sé stesso e dai suoi simili, tragga dalla vita degli animali i motivi dell'arte. Cani d'ogni specie, cavalli e muli, scimmie, animali rari e comuni, uccelli visti a volo per le valli o addestrati alla caccia, formano ogni sua delizia. Vero pittore d'animali, ne spia gli istinti ne traduce rapidamente le forme, le abitudini, i moti, ne rende i peli, le piume, le chiazze del colore della pelle, li figura ne' più variati e fuggevoli aspetti; se non gli riesce di sorprenderli di fronte, li persegue a tergo pian piano con la punta d'argento o la penna.
  • [Commentando l'affresco San Giorgio e la principessa nella chiesa di Santa Anastasia a Verona] Qui veramente il Pisanello mostrò la gran novità dell'arte sua, il talento di attore: non la scena di sangue e di morte, ma il momento d'ansia, il silenzio drammatico dell'ultimo momento d'attesa, che precede la folgore e lo scoscio della tempesta.

NoteModifica

  1. Chiamato, a volte, Vittore Pisano per un'erronea tradizione che risale al Vasari (Dizionario biografico degli italiani).

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