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Gustavo Frizzoni

storico dell'arte italiano

Gustavo Frizzoni (1840–1919), critico d'arte italiano.

Indice

Citazioni di Gustavo FrizzoniModifica

  • Il Beltraffio in confronto [con Andrea Solario][1] ha un fare più grandioso, un ombreggiare più largo, ma meno corretto nel disegno e riesce spesso imperfetto ed impacciato nel modellato delle mani. (da Le Gallerie dell'Accademia Carrara in Bergamo, pp. 50-51)

Arte italiana del RinascimentoModifica

  • Maestro Giovanni Donadio Mormando, che viene qualificato per architetto e costruttore di organi, è una di quelle figure di artisti che si desiderebbero vedere tratte fuori dalle nebbie del mito in cui rimasero fin qui avvolte, poi che il merito suo pare stia quasi in ragione inversa della scarsezza delle notizie che di lui si hanno. (p. 38)
  • [...] se gli storici dell'arte napoletana ci presentano il loro più valente pittore del XVI secolo, Andrea Sabatini da Salerno, come diretto allievo del divino urbinate[2], i criterii e gli argomenti loro, come già altre volte vedemmo, non sono tanto stringenti e sicuri da non aver a soffrire eccezione e da escludere in noi l'opinione che le relazioni sue col Sanzio siano piuttosto da attribuire alla mediazione del versatile ed elegante lombardo Cesare da Sesto. (p. 61)
  • [...] Andrea Sabatini più di ogni altro esplica nell'operato suo certe qualità veramente meridionali; in ispecie un modo spontaneo e facile di esprimere i concetti pittorici che lo qualifica per un vero improvvisatore dotato di un naturale senso artistico e capace di felici ispirazioni, alle quali egli sa dar corpo con grazia non comune, mentre in complesso poco si cura del finito e del corretto nella esecuzione. (p. 66)
  • Il nome di Giovanni Antonio de' Bazzi[3] è da citare senza alcun dubbio fra quelli dei più poetici ingegni che si distinsero nel campo dell'arte in Italia nel secolo d'oro del Rinascimento. Lombardo di nascita come di sentimento e di scuola, essendo passato, giovane sempre, in Toscana e a Roma, ebbe la fortuna di trovarsi a contatto coi migliori pittori di quei paesi. La sua mente per felice disposizione naturale seppe da queste condizioni trarre tanto profitto da lasciare memoria per certi rispetti quasi di un altro Raffaello nelle sue numerose opere di pittura. (p. 97)
  • Al nome e alla operosità del Francia-Bigio[4] e di Andrea del Sarto poi si associa quello del Pontormo, artista ingegnoso, disinvolto disegnatore, che per larghezza e facilità di mano non è secondo a nessuno, se non al suddetto Andrea. (p. 255)
  • A noi pare che anco astrazion fatta dai modi particolari per cui si distinguono l'uno dall'altro i due pittori, vi sia tanta diversità nella natura loro, da non doverli confondere; perché mentre il Bronzino tiene qualcosa del freddo, del determinato e del finamente aristocratico, il Pontormo invece, come scolaro di Andrea del Sarto, è più molle e più sfumato, e nel suo modo di concepire manifesta in genere una natura prettamente borghese. (p. 267)
  • [...] crediamo sia ben fondato quel giudizio che considera discendente in linea diretta dai medesimi [i pittori Altichiero da Zevio e Jacopo d'Avanzo] un artista nel senso più compito della parola, onore non solo di Verona ma dell'Italia tutta, vogliamo dire il ben noto Vittor Pisano detto il Pisanello, che visse ed operò durante la prima metà del XV secolo. Se la di lui celebrità al dì d'oggi è dovuta principalmente alla sua assoluta supremazia nell'arte del lavorar di medaglie, ciò proviene per un verso dalla straordinaria valentìa da lui mostratavi e dal carattere fiero onde que' suoi bronzi sono improntati, per l'altro dalla mala sorte toccata alle sue maggiori imprese di pittura, che andarono tutte distrutte per le vicende dei tempi. (pp. 301-302)

NoteModifica

  1. Andrea Solari, o Solario (1470 circa – 1524), pittore italiano.
  2. Raffaello Sanzio.
  3. meglio conosciuto come il Sodoma.
  4. Francesco di Cristofano, detto il Franciabigio (1482 circa – 1525), pittore italiano.

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