Paul Erdős

matematico ungherese

Paul Erdős, nato Pál Erdős (1913 – 1996), matematico ungherese.

Paul Erdős nel 1992

Citazioni di Paul Erdős

modifica
  • Dei socialisti francesi hanno detto che la proprietà privata è un furto. Io penso che sia una seccatura.[1]
  • Se tornassi in vita fra mille anni chiederei se l'Ipotesi del continuo ha trovato una soluzione. Supponiamo di possedere un'intelligenza infinita: potrebbe decidere se l'Ipotesi del continuo è vera o falsa? La maggior parte dei logici credono che non sia possibile. Sì, l'Ipotesi del continuo è in un certo senso indecidibile. Ma è concepibile che un'intelligenza infinita possa deciderla, perché è concepibile che esistano metodi di dimostrazione che noi non possiamo capire, ma che un'intelligenza superiore capirebbe. Non dico che tali metodi esistono. Non dico neppure che credo che tali metodi esistano, ma potrebbero esistere.[2]

Attribuite

modifica
A mathematician is a machine for turning coffee into theorems.
[Citazione errata] La citazione è in realtà di Alfréd Rényi, anche se viene spesso erroneamente attribuita a Paul Erdős. Probabilmente l'errata attribuzione deriva dal fatto che Erdős ripeteva spesso la frase citando Rényi e dal fatto che molti matematici, tra i quali lo stesso Erdős, frequentavano regolarmente le caffetterie di Budapest, Praga e Parigi.[3]

Citazioni su Paul Erdős

modifica
  • Erdős ha una strabiliante capacità di abbinare i problemi alle persone giuste. Per questo tanti matematici traggono vantaggio dalla sua presenza. (Béla Bollobás)
  • Erdős fece per la prima volta matematica all'età di tre anni, ma negli ultimi venticinque della sua vita, dopo la morte della madre, le dedicava diciannove ore al giorno, tenendosi in piedi con dieci-venti milligrammi di benzedrina o Ritalin per volta, caffè forte e compresse di caffeina. «Un matematico» amava dire «è una macchina per trasformare caffè in teoremi.» Quando gli amici lo esortavano a prendersela un po' più calma, la sua risposta era sempre la stessa: «Ci sarà tempo per riposare sotto terra».
  • Il suo motto non era «una donna in ogni porto», ma «una dimostrazione in ogni nazione». Fece matematica in più di venticinque paesi diversi, sviluppando importanti dimostrazioni in posti fuori del mondo, e pubblicandole a volte su riviste altrettanto oscure.
  • Un metro e sessantacinque circa di altezza, cinquantanove chili di peso, Erdős aveva l'aspetto avvizzito e cadaverico di un tossicodipendente, ma i suoi amici sostengono che era gracile e macilento già ben prima di iniziare a prendere anfetamine. *Aveva i capelli bianchi, e lunghi baffi a cavatappi gli spuntavano da angoli diseguali del volto. Di solito indossava una giacca grigia a righine, pantaloni scuri, una camicia o una giacca da pigiama rossa o senape, e dei sandali o delle curiose scarpe di cuoio ungheresi a forellini, fatte apposta per i suoi piedi piatti e i suoi tendini deboli. Tutto il guardaroba gli stava in un'unica valigetta, e rimaneva ancora spazio per una mastodontica radio. Aveva così pochi vestiti che chi l'ospitava era costretto a lavargli calze e mutande più volte alla settimana.
  • Erdős amava far matematica ascoltando musica, e spesso lo si poteva vedere ai concerti mentre prendeva freneticamente appunti in un quaderno, incapace di contenere l'eccitazione datagli da un'idea nuova. Nonostante fosse un grande collaboratore e odiasse star solo, aborriva il contatto fisico. Era il piacere mentale a sostenerlo, un piacere che alimentava con una dieta di caffè e compresse di caffeina.
  • Erdős era un monaco della matematica che si sbarazzava di tutti i propri beni personali per timore che lo distraessero dalla sua missione. Regalava tutto il denaro che guadagnava agli studenti o come premio per chi forniva le risposte alle tante questioni che poneva.
  • Mentre a Selberg[4] piaceva lavorare da solo, Erdős viveva di collaborazioni. La sua figura curva, in sandali e abito completo, era familiare nelle sale professori dei dipartimenti di matematica di tutto il mondo. Lo si poteva vedere ripiegato sopra un block-notes, con un nuovo collaboratore accanto, mentre indulgeva alla sua passione: creare e risolvere problemi numerici. Pubblicò più di millecinquecento articoli scientifici nel corso della sua vita, un'impresa fenomenale. L'unico matematico ad aver scritto più di lui è Eulero.
  1. Citato in Paul Hoffman, L'uomo che amava solo i numeri (The Man Who Loved Oly Numbers), traduzione di Massimo Parizzi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1999, p. 10.
  2. Citato in Paul Hoffman, L'uomo che amava solo i numeri (The Man Who Loved Oly Numbers), traduzione di Massimo Parizzi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1999, p. 208.
  3. Cfr. (EN) Bruno Schechter, My Brain is Open: The Mathematical Journeys of Paul Erdős, 2000, p. 15 e p. 155, ISBN 0-684-85980-7 e (EN) Albert-laszlo Barabasi e Jennifer Frangos, Linked: The New Science Of Networks Science Of Networks, Basic Books, 2014, p. 16. ISBN 0465038611
  4. Atle Selberg (1917-2007), matematico norvegese.

Altri progetti

modifica