Oracolo

essere o un ente considerato fonte di saggi consigli o di profezie
Consultando l'oracolo (J. W. Waterhouse, 1884)

Oracolo, profezia o ente di consiglio, autorità infallibile, solitamente di natura spirituale.

Citazioni di oracoliModifica

  • Ch'io possa star lontano dalla pugna al Termodonte, | e dell'aquila al pari assistervi dall'alto delle nubi. | Ché piange il vinto e il vincitore muore.[1][2]
Tῆς ἐπὶ Θερμώδοντι μάχης ἀπάνευθε γενοίμην, | αἰετὸς ἐν νεφέεσσι καὶ ἠέρι θηήσασθαι. | κλαίει ὁ νικηθείς, ὁ δὲ νικήσας ἀπόλωλε.
τὴν δ᾽ ἐπὶ Θερμώδοντι μάχην μένε, παμμέλαν ὄρνι· | τηνεί τοι κρέα πολλὰ παρέσσεται ἀνθρώπεια.

Citazioni sugli oracoliModifica

  • Il più pericoloso gioco dell'universo è quello di governare basandosi sugli oracoli. Noi non ci consideriamo abbastanza saggi o coraggiosi per tentare questo gioco. (Frank Herbert)
  • Il potere non è mai stato dell'oracolo, il potere è sempre stato dei preti, anche se hanno dovuto inventare l'oracolo. (Minority Report)

NoteModifica

  1. Il verso finale in seguito si avverò, come nota lo stesso Plutarco (Vita di Demostene, 21, 4): gli Ateniesi, vinti a Cheronea, dovettero sottomettersi a Filippo II di Macedonia, vincitore di Cheronea, che però morì assassinato meno di due anni dopo.
  2. Citato in Plutarco, Vita di Demostene, 19, 1; traduzione di Chiara Pecorella Longo, Beatrice Mugelli e Lucia Ghilli, BUR, 1995. ISBN 978-88-17-17052-9
  3. Citato in Plutarco, Vita di Demostene, 19, 3; traduzione di Chiara Pecorella Longo, Beatrice Mugelli e Lucia Ghilli, BUR, 1995, ISBN 978-88-17-17052-9.

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