Navigatore (rally)

Citazioni sul navigatore o copilota.

  • Diciamo pure, come spesso accadeva all'epoca, che al sedile di destra, quello del navigatore, arrivai passando prima da quello di sinistra, cioè quello del pilota. E spesso i navigatori, proprio per il tipo di mestiere che devono svolgere, sono ancora più appassionati degli stessi piloti, che vivono maggior notorietà e un appagamento più immediato e diretto. Allora il navigatore aveva molte più responsabilità di quante ne abbia oggi, soprattutto nella gestione della gara che era più sulle sue spalle: io in quel ruolo trovai la mia giusta collocazione. (Daniele Audetto)
  • [«Ritieni che, in termini psicologici, un navigatore donna sia così in grado di offrire di più rispetto ad un uomo?»] Difficile generalizzare. Penso che una donna sia, generalmente parlando, più calma e concentrata di un uomo. Ma, forse, mi sbaglio. (Fabrizia Pons)
  • Mentre il pilota non deve mai abdicare a se stesso, ma anzi esaltare le sue doti in un continuo "a tu per tu" con la strada, il navigatore invece deve trasformarsi in radar e in robot. Disumanizzarsi. [...] Diventare una macchina nella macchina. Il suo primo, fondamentale compito è infatti quello di leggere le note col tempo giusto, per chilometri e chilometri, senza sbagliarsi. Una cosa allucinante. Lo confesso: con loro – con i miei navigatori – sono stato molto allucinante. Dovevano fondersi con me, assimilarmi, trovare l'attimo giusto della "chiamata", senza anticipare e senza ritardare. Se sbagliavano, arrivavo male in curva, mi interrompevano il ritmo e si perdeva tempo. Era un mondo che si instaurava fra due persone. Un mondo che viveva di un linguaggio speciale e che non dava spazio ne ai sentimenti, ne ai commenti, ne ai cedimenti. Poi c'era l'altra faccia del rally che imponeva di interessarsi del percorso, degli orari, dei rifornimenti, dell'assistenza. Tutte cose di cui non mi curavo e che loro però non dovevano sbagliare. Tante volte mi sono sentito domandare quanto merito va al navigatore e quanto al pilota. Dico solo questo: senza note, e quindi senza una persona che me le leggeva, sarei andato più forte. Ma questo, ovviamente, per poca strada. Alla lunga no. Non si può imparare a memoria duemila o tremila chilometri; questo lo so per esperienza. [...] Le note perfezionate consentono infatti quel passo-limite per tutta la durata della corsa che non sarebbe possibile ottenere altrimenti. Il navigatore è quindi importante. Però, mentre un pilota bravo, con un navigatore medio o "scarso", può vincere ugualmente la gara (basta che il compagno non commetta errori banali, come quello, ad esempio, di timbrare fuori orario ad un controllo), un navigatore bravo con un pilota mediocre non potrà mai imporsi. (Sandro Munari)
  • [«Da 1 a 10 quanto è importante un navigatore in un rally?»] Otto in un rally normale. Dieci al Monte Carlo. (Walter Röhrl)
  • Tra le tante qualità che un navigatore deve avere, la più importante è quella di trovare il massimo dell'affiatamento e il sincronismo perfetto nella lettura delle note. Inoltre deve essere anche un psicologo. Deve interpretare al meglio le esigenze del pilota, per cui deve conoscerlo profondamente per assecondarlo in tutte le situazioni e necessità. Solo così il pilota acquisirà fiducia e tranquillità, elementi indispensabili per andar forte e ottenere dei grandi risultati. (Sandro Munari)
L'equipaggio di una vettura da rally, con pilota e navigatore (in primo piano)

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