Nato il quattro luglio

film del 1989 diretto da Oliver Stone

Nato il quattro luglio

Immagine Ron Kovic 2.JPG.
Titolo originale

Born on the Fourth of July

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1989
Genere drammatico, biografico
Regia Oliver Stone
Soggetto Ron Kovic
Sceneggiatura Oliver Stone, Ron Kovic
Produttore Oliver Stone
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note

Nato il quattro luglio, film statunitense del 1989 con Tom Cruise, regia di Oliver Stone.

È passato tanto tempo. Certe volte riesco ancora a sentire le loro voci nel bosco di Sally. C'erano Billy, Steve, Tommy e quel ragazzino alto che abitava in fondo alla strada, Joey. Sì, Joey Walsh. Il mio migliore amico era Timmy Burns, e viveva a due isolati da casa mia. Avevamo trasformato il bosco in un campo di battaglia, sognando il giorno in cui saremmo diventati uomini. (Ron Kovic)

  Citazioni in ordine temporale.

  • Ho fatto un sogno, Ronnie, l'altra notte...C'eri tu che parlavi a una grande folla, come lui [Kennedy], proprio come lui... e dicevi delle grandi cose! (Patricia Kovic)
  • O lo ami [il Paese, cioè l'America] o te ne vai. (Ron Kovic)
  • Questa troia ha il coraggio di sfottermi perché non mi si alza il cazzo! (Charlie)
  • [Epitaffio]William Charles Wilson
    Soldato scelto Corpo dei Marines degli Stati Uniti
    Nov 5 1945
    Ott 12 1967
    Al servizio del suo amato paese.
William Charles Wilson
PFC US Marine Corps
Vietnam
Nov 5 1945
Oct 12 1967
In the service of his beloved country.

Dialoghi

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  Citazioni in ordine temporale.

  • Ron Kovic [premendo il bottone per chiamare l'infermiera essendo immobilizzato a un attrezzo per la trazione a causa della perdita delle gambe]: Washington! Washington.
    Infermiera Washington: Che c'è? Eccomi qua.
    Ron Kovic: Ma dov'era finita?! È da ore che suono il campanello, sono rimasto a fissare il mio fottuto vomito per due ore! Ma che vi prende, bastardi fottuti? Sono pieno di merda, perché non cambiate le lenzuola! Che fottuto posto del cazzo! Ho bisogno di un bagno! Ho bisogno di un bagno!
    Infermiera Washigton: Non alzi la voce con me, signor Kovic, ha capito? Stia attento a come parla.
    Paziente: Ti sei svegliato, amico!
    Ron Kovic: Ma perché non mi aiutate, eh? Ma che gente siete? Non mi sento bene, non mi sento affatto bene, voglio vedere il dottore e voglio vederlo adesso!
    Infermiera Washington: Adesso non può venire!
    Ron Kovic: No, voglio vederlo adesso!
    Infermiera Washington: Ha tanto da fare!
    Ron Kovic: Ha sempre troppo da fare, vero?! Porco cazzo!
    Marvin, il portantino: Ehi, ti rode il culo, Kovic? Ti è saltata qualche rotella? Ti amputeremo la gamba se continui così.
    Ron Kovic [afferrando Marvin]: Che devo fare?
    Marvin: Ehi, amico, non mettermi le mani addosso! Hai capito?
    Ron Kovic: Che cosa devo fare per farmi ascoltare da voi?! Io sto soltanto dicendo che voglio essere trattato come un essere umano!
    Infermiera Washington: Signor Kovic, prenda.
    Ron Kovic: [spostando col braccio la medicina che gli stava dando l'infermiera] Non la voglio quella merda! Mi imbottisca di tranquillanti per non farmi capire quello che succede! Questo posto è uno schifo fottuto!
    Marvin: Vuoi andartene da qui, amico? Bene. Ti tagliamo quella gamba e ti facciamo uscire di qui in 2 settimane! Va bene?
    Ron Kovic: No, voglio la mia gamba.
    Marvin: Perché?
    Ron Kovic: Voglio la mia gamba!
    Marvin: Ma se non la senti nemmeno!
    Ron Kovic: È la mia gamba! Io voglio la mia gamba, ficcatelo bene in testa! Possibile che non riesci a capirlo?! Dico soltanto che voglio essere trattato come un essere umano. Io ho combattuto per il mio paese! Sono un reduce del Vietnam! Ho combattuto per il mio paese!
    Paziente: Ma piantala, stronzo!
    Ron Kovic: Che cazzo, merito di essere trattato..in maniera decente! Me le sono guadagnate in vita mia, hai capito, stronzo?!?!
    Marvin: Vietnam? Vietnam? Per me il Vietnam non significa niente, bello! E neanche per gli altri che stanno qui, hai capito?! Se vuoi saperlo, puoi pure prendere il tuo Vietnam e mettertelo nel culo.
    Infermiera Washington: Forza, Marvin, fila. Vai di sotto.
    Marvin: No, perché non è giusto.
    Infermiera Washington: Vai di sotto.
    Ron Kovic: Ehi tu, stronzo! Ehi! Schifoso pezzo di merda! [tira un contenitore per le urine a Marvin]
    Infermiera Washington: Stia calmo, maledizione!
    Ron Kovic: Io sono un fottuto reduce del Vietnam!
  • Ron Kovic: A volte penso che alle persone, quando sanno che sei tornato dal Vietnam, cambia la faccia. Lo sguardo, la voce, il modo di guardarti, capisci?
    Steve Boyer: So che vuoi dire, ma alla gente qui non gliene frega un cazzo della guerra. Sì, per loro è a un milione di miglia di distanza. E comunque sono tutte cazzate; insomma, il Governo ci ha abbindolati e noi ci siamo ritrovati nella merda, e per cosa?
    Ron Kovic: Perché dici "noi", Stevie? Tu eri al college, amico.
    Steve Boyer: Sei stato tu a berti quelle cazzate sui comunisti, Ronnie. Sì, che volevano "invadere il mondo", non te lo ricordi? Finelli, tu, Walsh... tutta la città è stata rovinata. E per cosa? Delle balle. Delle sporche balle.
  • Ron Kovic: [ubriaco] "Puoi prendere il tuo Vietnam e ficcartelo bene tutto quanto su per il culo!".
    Avventore: No, ficcatelo tu nel culo, amico! Cos'è? Devono compatirti tutti perché sei su una dannata sedia a rotelle?
    Ron Kovic: Cosa?
    Avventore: Non sei l'unico fottuto marine qui dentro! Io ero a Iwo Jima, perdemmo 500 uomini il primo giorno, quindi non piangere nella tua birra! Hai combattuto e hai perso, e devi accettarlo. Sei un marine! Ricordi il motto? "Sempre fedele". Sei tu che hai scelto, non loro, quindi piantala di piagnucolare come uno stronzo.
    Ron Kovic: Timmy! Timmy! Chi è questo testa di cazzo?
    Timmy Burns: Non lo so, Ronnie! Lascia perdere, ok?
    Ron Kovic: Penso che i tipi... i tipi come te sono degli idioti. Dei maledetti rotti in culo, ecco quello che penso.
    Avventore: Sì, certo, povero figlio di puttana. Sai benissimo che se vincono i russi, amico, se vincono i russi sarai il primo a ritorvarti col culo per terra, perché loro sanno che non ci si può fidare di un fottuto traditore! [Ron scatena una rissa]
  • Ron Kovic [piangendo]: Dio non esiste. Dio è morto come le mie gambe. Dio non esiste, la patria non esiste. Non c'è niente, solo io e questa fottuta sedia a rotelle, per il resto della mia vita... tutto per niente, io... [prendendo il catetere] e questo pene morto!
    Mrs. Kovic: Oh Dio! No, Ronnie, no!
    Mr. Kovic: No! Ronnie, lascia quel catetere, in nome di Dio!
    Ron Kovic: Fottuto pene morto!
    Mrs. Kovic: Eli, io non ce la faccio più! [a Ron] C'è il Diavolo dentro di te!
    Ron Kovic: La Chiesa dice che giocare con il proprio pene è peccato, magari potessi farlo.
    Mrs. Kovic: Non dire quella parola in questa casa!
    Ron Kovic: Pene!
    Mrs. Kovic: Smettila!
    Ron Kovic: Pene! Un fottuto pene grosso e bello duro, mamma!
    Mrs. Kovic: Smettila!
    Ron Kovic: Pene! Pene!
  • Ron Kovic: E adesso che facciamo?!
    Charlie: Fanculo.
    Ron Kovic: Sì. Certo. Ma come facciamo ad andarcene?
    Charlie: Fanculo tutti. Fanculo le puttane. Fanculo i tassisti..Fanculo il Messico. Fanculo Nixon, fanculo il Vietnam, fanculo tutti!
    Ron Kovic: Sì, Charlie, ma come ce ne andiamo di qui?!
    Charlie: Mi hanno fatto uccidere bambini. Bambinetti gialli. Hai mai dovuto uccidere un bambino?!
    Ron Kovic: Sì. Ok, muoviamoci. Troveremo un passaggio, dobbiamo tornare a Villa Dulce.
    Charlie: Ehi fottiti!
    Ron Kovic: Dobbiamo tornare a Villa Dulce!
    Charlie: Che vuoi dire con "ok"?! Che significa "ok"?! Hai mai dovuto uccidere un bambino, hai mai dovuto uccidere un bambino vietnamita?!?
    Ron kovic: Che cazzo ne sai di quello che ho fatto?!?
    Charlie: Già, non credo proprio! Tu dici cazzate, sei un sacco di merda!
    Ron Kovic: Non io, tu! Che cazzo, lasciami in pace, Charlie! Sei matto, ecco che sei! Il sole sta calando! Che ne sai che può succedere la notte qui? Dobbiamo andarcene!
    Charlie: Non dire stronzate, tu non hai mai ucciso un bambino! Tu non hai mai dovuto uccidere un bambino perché non hai messo l'anima in quella fottuta guerra, tu non hai rischiato l'anima, amico!
    Ron Kovic: Che cosa ne sai?! Che cazzo ne sai?!? Forse ho ucciso dei bambini! Forse ho ucciso più bambini di te, razza di stronzo! Forse ho ucciso una montagna di bambini, ma non ne parlo, capito?! Non ho bisogno di parlarne!
    Charlie: Ah, perché no?! P-perché no, cazzo?! Cos'hai da nascondere, cos'è, eh!? Sei meglio di tutti gli altri?! Cos'è, sei un eroe, è questo che stai dicendo!?
    Ron Kovic: Fatti fottere!..
    Charlie: Sì, hai avuto un mucchio di fottute medaglie, ma in fondo sei un sacco di merda! Tu non hai mai combattuto quella guerra! Tu non c'eri neanche la'!
    Ron Kovic: ...Ma che cazzo stai dicendo?!?! Chi non era la'?! Cosa vuoi dire?!
    Charlie: Forza, eroe, sputa il rospo!
    Ron Kovic: E perché dovrei?!
    Charlie: Ma che cazzo hai da nascondere?!
    Ron kovic: Non ho niente da nascondere! Sei tu che ti nascondi quaggiù in Messico, sei tu che ti nascondi! Perché ti stai nascondendo, stronzo!?
    Charlie: Non dirmi cazzate! Tu non hai mai ucciso un bambino, nessuno, niente! Vero, Kovic?! Non è vero?!
    Ron Kovic: E tu!?
    Charlie: Non è vero??!
    Ron Kovic: E tu?!
    Charlie: Ti sei mai guardato in un fottuto specchio, amico?!
    Ron Kovic: E tu!?
    Charlie: Fottiti.
    Ron Kovic: Tu!
    Charlie: No! TU! Va' a farti fottere!
    Ron Kovic: No, vacci tu! [si sputano in faccia, e poi cominciano a darsi dei pugni, cadendo dalle sedie a rotelle, ma continuano ancora a picchiarsi]
    Charlie: Ti ammazzo! Brutto stronzo!
    Ron Kovic: Figlio di puttana!
    Charlie: Stronzo! Stronzo!
    Ron Kovic: Maledetto figlio di puttana!
  • Ron Kovic: Tutto ok?
    Charlie: Fottiti! Sei un sacco di merda!
    Ron Kovic: Non capisci. Non capisci, io avevo la mia città, Charlie! Avevo una madre e un padre! Cose che avevano un senso! Ricordi le cose che avevano un senso? Su cui potevi contare? Prima che tutti noi finissimo così? Che dobbiamo fare, Charlie? Cosa devo fare? [entrambi piangono, Charlie in silenzio] Cosa farò? [si riappacificano]

Giornalista: Signor Kovic, che si prova a parlare davanti a tutta la nazione?
Ron Kovic: È inesprimibile. Un onore. La strada è stata lunga per noi reduci, e solo adesso io sento di essere tornato a casa. Sì, forse ora siamo tornati a casa. [La folla lo acclama]

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