Mohammad Ali Jinnah

legislatore e politico pakistano

Mohammad Ali Jinnah (1876 – 1948), politico pakistano.

Jinnah nel 1945

Citazioni di Mohammad Ali Jinnah

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  Citazioni in ordine temporale.

  • Nell'India di oggi, gli uomini che più attivamente hanno preso parte alla politica sono stati quelli che vennero formati in Inghilterra e sono poi rimpatriati per servire il loro paese. Quelli che in passato furono studenti sono gli attuali politici attivi. Lasciate che familiarizzino senz'altro con gli inglesi e si facciano amici fra loro. Ma fate in modo che il loro primo dovere per tutto il tempo del loro soggiorno in questa nazione sia quello di incontrare e comprendere i loro connazionali. (da un discorso riguardo agli studenti indiani nel 1913)
Today in India the men who were taking the most active part in politics were men who were educated in England and had returned home to serve their country. The students of yesterday were the active politicians of today. By all means let them mix with the English people and make friends among them. But let them make it their first duty while they were in this country to meet and understand their own countrymen.[1]
  • L'India è forse il solo membro dell'Impero britannico senza alcuna reale rappresentanza politica, e il solo paese civile del mondo che non ha un vero sistema di governo rappresentativo. (da una dichiarazione al London Times, 1914)
India is perhaps the only member of the British Empire without any real representation, and the only civilized country in the world that has no real system of representative government.[1]
  • L'India è rimasta fedele e leale all'Impero Britannico fin dal principio; ha riversato il suo tesoro e sparso il sangue di alcuni dei suoi più nobili figli nei campi di battaglia delle Fiandre, dell'Africa, dell'Egitto e della Mesopotamia per la difesa dell'Impero. (da un discorso alla conferenza provinciale di Bombay nel 1916)
India has stood faithful and loyal to the British Empire from the very commencement; she has poured out her treasure and shed the blood of some of her noblest sons on the battlefields of Flanders, Africa, Egypt and Mesopotamia for the defence of the Empire.[1]
  • Per chi conosce l'India e comprende l'India, è chiaro che non si limiterà più ad ubbidire, ma vuole gestire i propri affari. La pace, la prosperità e la sicurezza che potevano soddisfarla un decennio fa non sono più sufficienti. L'Anima dell'India si è destata e desidera ardentemente la Libertà Politica. (da un discorso alla conferenza provinciale di Bombay nel 1916)
To those who know India and understand India, it is clear that she no longer will merely obey, but wants to manage her own affairs. Peace, prosperity and security which satisfied her a decade ago are no longer enough. The Soul of Young India has been roused and it yearns for Political Freedom.[1]
  • È unanimemente riconosciuto che se una nazione viene privata di ogni ruolo nel proprio governo, nel forgiare il proprio destino, si castrano le sue energie, si mina il suo carattere e si marchia a fuoco, come con un ferro incandescente, la sua autostima. Nel campo dell'intelletto, da un simile Governo consegue non il progresso, ma la decadenza. (da un discorso alla conferenza provinciale di Bombay nel 1916)
It is universally recognised that if you deprive a nation of all share in its own Government, in the forging of its destiny, you emasculate its energies, undermine its character and sear, as if with a hot iron, its self-respect. In the sphere of intellect such a Government spells not progress, but decay.[1]
  • Gli indù e i maomettani, uniti e risoluti, la voce di trecento milioni di persone che vibra in lungo e in largo nel paese, genererà una forza cui nessuna potenza della terra può opporsi. L'India, ne sono convinto, ha girato pagina. È passata attraverso grandi sofferenze e le ha sopportate pazientemente per secoli. Ora le sta di fronte un luminoso e grande futuro. – Siamo su una strada diritta; la terra promessa è in vista. "Avanti" è il motto e la chiara direzione per la Giovane India, ma nell'avanzare dobbiamo essere circospetti e non perdere mai di vista la vera prospettiva che ci sta di fronte. E Saggezza e Cautela devono essere le nostre parole d'ordine. (da un discorso alla conferenza provinciale di Bombay nel 1916)
Hindus and Mahomedans, united and firm, the voice of the three hundred millions of people vibrating throughout the length and the breadth of the country, will produce a force which no power on earth can resist. India has, I believe, turned a corner. She has passed through great sufferings and borne them patiently for centuries. There is now a bright and a great future in front of her. – We are on a straight road; the promised land is within sight. "Forward" is the motto and clear course for Young India, but in the onward march, we must be circumspect, and never lose sight of the true perspective before us. And Wisdom and Caution should be our watch-words.[1]
  • Le minoranze rappresentano una combinazione di fattori. Può darsi che una minoranza abbia una religione diversa da quella degli altri cittadini di una nazione. La loro lingua può essere diversa, la loro cultura può essere diversa e la combinazione di tutti questi vari elementi — religione, cultura, razza, lingua, arte, musica, e così via fa di una minoranza un'entità separata nell'ambito dello Stato, e un'entità separata è un'entità che necessita di tutele. Non c'è dubbio, quindi, che dobbiamo affrontare questa questione in quanto problema politico; dobbiamo risolverlo, non eluderlo. (dal discorso del 7 febbraio 1935)
Minorities mean a combination of things. It may be that a minority has a different religion from the other citizens of a country. Their language may be different, their race may be different, their culture may be different, and the combination of all these various elements—religion, culture, race, language, art, music, and so forth makes the minority a separate entity in the State, and that separate entity as an entity wants safeguards. Surely, therefore, we must face this question as a political problem; we must solve it and not evade it.[2]
  • Non ho esitazioni nel dichiarare che è proprio il Signor Gandhi che sta distruggendo l'ideale su cui il Congresso fu fondato. Egli è l'unico uomo responsabile d'aver trasformato il Congresso in uno strumento per il risveglio dell'Induismo. Il suo progetto è di ridare vita alla religione induista e stabilire un raj indù in questo paese, e sta utilizzando il Congresso per promuovere questo obbiettivo. (da un discorso alla sessione annuale della All-India Muslim League a Patna, 26-29 dicembre 1938)
I have no hesitation in saying that it is Mr. Gandhi who is destroying the ideal with which the Congress was started. He is the one man responsible for turning the Congress into an instrument for the revival of Hinduism. His ideal is to revive Hindu religion and establish Hindu Raj in this country, and he is utilising the Congress to further this object.[2]
  • Il Signor Gandhi non è preoccupato né della dimensione del paese né con l'analfabetismo delle masse. (da una risposta a una dichiarazione di Mahatma Gandhi, 14 dicembre 1939)
Mr. Gandhi is neither concerned with the size of the country nor the illiteracy of the masses.
  • Sono costretto a dire che mi auguro che il Signor Gandhi cesserà di esprimere opinioni che cambiano di giorno in giorno e di settimana in settimana, e che perpetuano in modo coerente contraddizioni e di concentrarsi sulla sola ed unica questione, e cioè, come lui, di tutti i leader del Congresso, sia il più adatto a rappresentare gli indù in quanto tali e possa onorare promesse a favore degli indù e conseguire il completo accordo fra le due principali comunità ed il resto verrà da sé. (da una risposta a una dichiarazione di Mahatma Gandhi, 14 dicembre 1939)
I am constrained to say I wish Mr. Gandhi will stop airing views which change from day to day and week to week, and which consistently perpetuate inconsistencies and apply his mind to the only and one question, namely, settling the Hindu-Muslim question as he, of all the Congress leaders, is best fitted to represent the Hindus as such and he can deliver the goods on behalf of the Hindus and bring about the complete adjustment between the two major communities and the rest will follow.
  • Gli indù devono rinunciare al loro sogno di un Hindu Raj e consentire alla divisione dell'India in una patria indù e una patria musulmana. Oggi siamo pronti a prendere solo un quarto dell'India e lasciare a loro i tre quarti. Se continuano a mercanteggiare rischiano di non riuscire ad ottenere questi tre quarti. Il Pakistan è il nostro attuale obiettivo, per questo i musulmani dell'India vivranno e, se necessario, moriranno. (da un discorso alla conferenza di studenti musulmani a Nuova Dehli nel 1940)
The Hindus must give up their dream of a Hindu Raj and agree to divide India into Hindu Homeland and Muslim Homeland. Today we are prepared to take only one-fourth of India and leave threefourths to them. If they continue to bargain they may not be able to have this three-fourths. Pakistan is our goal today, for which the Muslims of India will live and, if necessary, die.[2]
  • L'India deve essere ripartita così che gli indù e i musulmani possano vivere da amici e buoni vicini e svilupparsi conformemente al proprio spirito. (da una dichiarazione a Ahmedabad nel 1940)
India should be partitioned so that Hindus and Muslims may live as friends and good neighbours and develop according to their own genius[2]
  • La nostra richiesta non è fatta agli indù perché gli indù non hanno mai conquistato l'intera India. Furono i musulmani a conquistare l'india e governarla per 700 anni. Furono gli inglesi a prendere l'India dai musulmani. Non stiamo quindi chiedendo agli indù di darci nulla. La nostra richiesta è fatta agli inglesi, che ne sono in possesso. (da un discorso alla federazione degli studenti musulmani del Punjab nel 1941)
Our demand is not from Hindus because the Hindus never took the whole of India. It was the Muslims who took India and ruled for 700 years. It was the British who took India from the Musalmans. So we are not asking the Hindus to give us anything. Our demand is made to the British, who are in possession.[2]
  • L'intera questione è molto semplice. La Gran Bretagna vuole dominare l'India. Il Signor Gandhi e il Congresso vogliono governare l'India e i musulmani. Dichiariamo che non permetteremo né ai britannici ne al Signor Gandhi di dominare i musulmani. Vogliamo essere liberi. (da un discorso al consiglio della All-India Muslim League, 25 febbraio 1940)
The whole question is very simple. Great Britain wants to rule India. Mr. Gandhi and the Congress want to rule India and the Musalmans. We say that we will not let either the British or Mr. Gandhi to rule the Mussalmans. We want to be free.
  • La speranza del Signor Gandhi è di soggiogare e schiavizzare i musulmani sotto un raj indù. Ho resistito a questo con tutta la forza a mia disposizione, e perciò vengo condannato come il peggior musulmano di questo paese! (da un discorso al Muslim University Union, Aligarh, 6 marzo 1940)
Mr. Gandhi's hope is to subjugate and vassalise the Muslims under a Hindu Raj. I have resisted it with all the power at my command and therefore I am condemned as the worst Musalman in this country![2]
  • Abbiamo constatato in base all'esperienza reale che il sistema di governo parlamentare inglese si traduce nell'instaurazione in India di un totale dominio indù su tutti gli altri. I musulmani ed altre minoranze vengono rese completamente impotenti senza alcuna speranza di ottenere una quota di potere secondo la costituzione. (da un discorso all'unione universitaria musulmana nel 1941)
We have seen from actual experience that the British Parliamentary system of government results in the establishment of complete Hindu domination over all others in India. The Muslims and other minorities are rendered absolutely powerless without any hope of achieving a share of power under the constitution.[2]
  • In ogni aspetto fondamentale ed essenziale per la vita gli indù e i musulmani sono diversi. Non serve a nulla chiudere gli occhi di fronte ai fatti. Fra gli stessi indù ci sono scismi e caste esclusive e sottocaste. Fra di loro formano una società profondamente antidemocratica, e tuttavia si sono improvvisamente innamorati della democrazia. A Bombay è stato recentemente aperto sul litorale uno stabilimento balneare ad uso esclusivo degli indù. Non sono neppure disposti a nuotare in mare con i musulmani. Non intendo ridicolizzare i sentimenti degli Indù. Rispetto i sentimenti religiosi di ognuno. Faccio riferimento a queste cose solo per mostrare quanto sia profonda la differenza fra gli indù ed i musulmani. Non sarebbe affatto saggio procedere all'elaborazione di una costituzione per l'India dando come presupposta l'inesistenza di queste differenze. Ignorando le realtà e le difficoltà sul percorso di adeguamento dell'India ad un semplice sistema democratico gli indù causeranno il danno più grande al loro popolo. Una democrazia del genere di quella che vogliono imporre all'India è un'impossibilità, perché non ci sono in India neppure le condizioni che rendono possibile una democrazia diluita in altre nazioni. Prima l'idea viene abbandonata, meglio è. (da un discorso all'unione universitaria musulmana nel 1941)
In everything that is fundamental and essential to life Hindus and Muslims differ. It is no use shutting one's eyes to realities. Among Hindus themselves there are schisms and exclusive castes and sub-castes. Between them they make a most undemocratic society, yet they have suddenly fallen in love with democracy. They talk of nothing else but democracy. In Bombay recently a swimming bath on the seashore was opened for the exclusive use of the Hindus. They are not prepared to swim with the Muslims even in the sea. I do not want to ridicule the feelings of the Hindus. I respect every one's religious feelings. I am only referring to these things to show how deep is the difference between the Hindus and the Muslims. It would be no wisdom to proceed to build for India a constitution on the assumption as if these differences did not exist. By ignoring the realities and the difficulties in the way of fitting India into a simple democratic system the Hindus will be doing the greatest harm to their own people. Democracy of the kind they want to impose on India is an impossibility, for even the conditions which make diluted democracy possible in other countries are absent from India. The sooner the idea is given up the better.[2]
  • I vecchi slogan contro il Pakistan, del genere: vivisezione dell'India, tagliare in due la madre India, e tagliare la vacca madre sono stati abbandonati. Adesso hanno incominciato a chiedersi se, qualora l'India venisse divisa, sarebbero al sicuro. La stampa indù ha suscitato lo spauracchio dell'invasione musulmana dell'intera nazione nel caso che l'India venga divisa. È un'insinuazione priva di qualsiasi fondamento. Perché se questa è la paura degli indù, potrei sapere come propongono allora di governare l'intera India? Nel Pakistan ci saranno non più di settanta milioni di musulmani. L'India indù consisterà di non meno di duecentoventi milioni di indù. Intendono forse dire che questi 220 milioni di persone non sono in grado di conservare la loro libertà contro settanta milioni? (da un discorso all'unione universitaria musulmana nel 1941)
The old slogans against Pakistan, such as vivisection of India, cutting mother India into two, and cutting the mother cow have been given up. They have now begun to ask whether they will be safe if India is partitioned. The Hindu press has raised the bogey that if India is partitioned the Muslims will overrun the entire country. It is a baseless insinuation. For if that is the Hindu fear, may I know how do they then propose to rule over the whole of India? In Pakistan there will be no more than seventy million Muslims. Hindu India will consist of no less than two hundred and twenty million Hindus. Do they mean to say that these 220 million people cannot hold their freedom against a mere seventy millions?[2]
  • Il Pakistan non solo è un obiettivo attuabile ma il solo obiettivo se si vuole salvare l'Islam dal totale annientamento in questo paese. (da un discorso all'unione universitaria musulmana nel 1941)
Pakistan is not only a practicable goal but the only goal if you want to save Islam from complete annihilation in this country.[2]
  • Credo che dovremmo tenere a mente questo come ideale, e comprenderete che, nel corso del tempo, gli indù cesseranno di essere indù e i musulmani di essere musulmani. Non in senso religioso, perché si tratta della fede personale di ciascun individuo, ma in senso politico di cittadini dello Stato. Voi siete liberi. Liberi di andare nei vostri templi, nelle vostre moschee o in qualunque altro luogo di culto in questo Stato del Pakistan. Potrete appartenere a qualsiasi religione, casta o credo: questo non ha nulla che fare con gli affari dello Stato. (da un discorso alla prima Assemblea costituente del Pakistan indipendente, 11 agosto 1947[3])
  • Guardate il mare! Se Gandhi decide di venire in Pakistan, che Dio vi aiuti! Ma se lui fosse invitato, allora prendetemi e gettatemi in mare, prima che io debba essere testimone dell'arrivo di Gandhi in questo paese. (da una dichiarazione nel 1948[4])

Dal discorso alla Lega Musulmana Panindiana, 1916

Mohomed Ali Jinnah: An ambassador of unity, his speeches & writings 1912-1917, Ganesh & Co., Madras.

  • I musulmani dell'India sarebbero disonesti verso sé stessi e le tradizioni del loro passato, se non avessero condiviso fino in fondo la nuova speranza che oggi muove i figli patriottici dell'India, o se avessero omesso di rispondere alla chiamata del loro paese. Il loro sguardo, come quello dei loro connazionali indù, è rivolto al futuro.
The Musalmans of India would be false to themselves and the traditions of their past, had they not shared to the full the new hope that is moving India’s patriotic sons today, or had they failed to respond to the call of their country. Their gaze, like that of their Hindu fellow-countrymen, is fixed on the future.
  • Cosa ha significato questo periodo buio in agonia accumulata, sofferenza, distruzione e perdita per l'umanità travalica ogni criterio di computo che la storia ricordi. Con il dispiegarsi di questa spaventosa tragedia sono emerse in piena luce primitive, elementari potenze di ferocia – nascoste dietro una luminosa e splendente maschera di "kultur" – che minacciano di cancellare le fondamenta stesse della vita civilizzata e della società.
What this dark period has meant in accumulated agony, suffering, destruction and loss to mankind, is beyond any standard of computation known to history. With the unfolding of this appalling tragedy have emerged into light, stark, elemental forces of savagery that lay behind a bright and glittering mask of “Kultur,” which threaten to sweep away the very foundations of civilised life and society.
  • Libertà, giustizia e legge pubblica sono contrapposti a dispotismo, aggressione, anarchia e forza bruta e l'esito di questa lotta mortale deciderà la sorte dell'umanità. – se verrà la fine con un mondo colpito e ridotto in frantumi, giacente coperto di sangue e inerme sotto il tallone di ferro del tiranno, con l'umanità intera spogliata della sua speranza e della sua fede e ridotta in schiavitù, o se l'orribile incubo sarà dissipato ed il mondo, redento dal sangue degli eroici difensori della civiltà e della libertà, riconquista la sua eredità di pace e inaugura un periodo di più vasta e gloriosa sintesi e ricostruzione.
Freedom, justice, right and public law are pitted against despotism, aggression, anarchy and brute force and the result of this deadly combat will decide the future of mankind—whether the end will come with a stricken and shattered world, lying bleeding and helpless under the iron heel of the tyrant, with the whole of humanity stripped bare of its hope and faith and reduced to bondage, or whether the hideous nightmare will pass away and the world, redeemed by the blood of the heroic defenders of civilisation and freedom, regain its heritage of peace and enter a period of vaster and more glorious synthesis and reconstruction.
  • La lealtà dell'India all'Impero non ha fissato a sé stessa alcun prezzo.
India’s loyalty to the Empire has set no price on itself.
  • Non c'è nessun popolo del mondo che anche nella propria religione sia più democratico dei musulmani.
There are no people in the world who are more democratic even in their religion than the Musalmans.
  • Come non ho la minima simpatia per un membro della mia comunità che, anche con un'esistenza comunitaria assicurata, non tenderebbe la mano della solidarietà al suo fratello indù, così non posso apprezzare l'atteggiamento del patriota indù che insiste su ciò che gli spetta, anche se in questa lotta l'intero futuro della nazione, per un trascurabile utile ad una parte o all'altra, può essere rovinato per sempre.
Just as I have no sympathy with a member of my community who even with an assured communal existence would not extend the hand of fellowship to his Hindu brother, so I cannot appreciate the attitude of the Hindu patriot who would insist on his pound of flesh, though, in this struggle, the entire future of the country for the sake of a small gain to one side or the other, may be marred for ever.
  • Il nostro atteggiamento nei confronti degli indù dovrebbe essere improntato a buona volontà e a sentimenti fraterni fraternità. La cooperazione nella causa della nostra Patria dovrebbe essere il nostro principio guida. Il vero progresso dell'India può essere conseguito solo mediante un'autentica comprensione e relazioni armoniose tra le due grandi comunità sorelle.
Towards the Hindus our attitude should be of good-will and brotherly feelings. Cooperation in the cause of our Motherland should be our guiding principle. India's real progress can only be achieved by a true understanding and harmonious relations between two the two great sister communities.
  • La Rinascita dell'India è realmente nelle vostre mani. Lavoriamo e confidiamo in Dio, affinché possiamo lasciare ai nostri figli un'eredità più ricca di tutto l'oro del mondo, cioè la Libertà per la quale nessun sacrificio è troppo grande.
The Renaissance of India really lies in our own hands. Let us work and trust to God, so that we may leave a richer heritage to our children than all the gold of the world, viz, Freedom for which no sacrifice is too great.
  • Tutte le nazioni sono dovute passare, prima o poi nella storia del mondo, attraverso l'esperienza di un governo dispotico o autocratico. La Russia è stata liberata entro certi limiti solo pochi anni fa. La Francia e l'Inghilterra dovettero lottare prima di conquistare l'autocrazia. L'India è disposta a restare sotto il tallone di un nuovo genere di autocrazia nella forma di una burocrazia perpetua, quando il Giappone e perfino la Cina hanno costituito Governi fondati sui principi democratici della Gran Bretagna e dell'America?
All nations have had to go through the experience of despotic or autocratic government at one time or the other in the history of the world. Russia was liberated to a certain extent only a few years ago. France and England had to struggle before they conquered the autocracy. Is India to remain under the heel of a novel form of autocracy in the shape of bureaucracy for all time to come, when Japan and even China have set up constitutional Governments on the democratic lines of Great Britain and America?

Citazioni su Mohammad Ali Jinnah

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Jinnah con Gandhi nel 1944
  • Il coraggio e la dedizione di Jinnah alla causa musulmana ci ha reso cittadini di un paese libero, indipendente e sovrano. (Muhammad Zia-ul-Haq)
  • Il paese unito che Mohammed Ali Jinnah aveva fondato nel 1947 dopo la spartizione dell'India era morto con la nascita del Bangladesh. (Benazir Bhutto)
  • Jinnah aveva una moglie non musulmana di cui era innamoratissimo. Sua sorella Fatima era comparsa spesso al suo fianco, durante la campagna per la costituzione del Pakistan, e la sua visibilità aveva riaperto l'immaginario islamico all'idea che i musulmani avessero preteso uno stato separato dall'India non mi piace, ma se non altro lo fondarono sulla premessa, e la promessa, delle libertà individuali.
    Peccato dunque che il Pakistan sia caduto proprio sotto l'ondata travolgente del movimento islamico. (Irshad Manji)
  • Jinnah è un genio malvagio, crede di essere un profeta. [...] Le do testimonianza dei miei diciotto giorni di colloquio con lui nel 1944. Egli si considera veramente il salvatore dell'Islam. [...] Sono d'accordo sul fatto che sia un debole, ma non lo considero un impostore. Ha gettato un incantesimo sul musulmano di semplici pensieri. [...] Ho imparato che è un pazzo e come un pazzo manifesta la sua follia a tratti e altre volte diventa ragionevole. (Mahatma Gandhi)
  • Non avrei mai creduto che un uomo intelligente, beneducato, formatosi al foro di Londra, potesse essere a tal punto prigioniero dei propri pregiudizi. Non era che non comprendesse le mie obiezioni: semplicemente, davanti alla mente gli calava una specie di cortina ed era questa la chiave di tutto. Si poteva convincere tutti gli altri, ma non Jinnah. (Louis Mountbatten)
  • Un personaggio popolare pakistano di larghe vedute, incorruttibile, integro, brillante, seguace di Gandhi. (Christopher Lee)
  • Anche nella Lega musulmana il Signor Jinnah è una figura solitaria che si tiene distante dai suoi colleghi più vicini, ampiamente rispettato, ma con distacco, più temuto che amato. Sulla sua abilità come politico non vi sono dubbi, ma in qualche modo questa abilità è legata alle condizioni peculiari dell'attuale dominio britannico in India. Si distingue come politico-avvocato, come stratega, come uno che pensa di mantenere l'equilibrio tra l'India nazionalista e il potere britannico. Se le condizioni fossero diverse e se dovesse affrontare concreti problemi politici ed economici, è difficile dire fin dove lo porterebbe questa abilità. Forse lui stesso dubita al riguardo, sebbene non abbia assolutamente una bassa opinione di sé. Questo potrebbe spiegare quell'impulso inconscio in lui di opporsi al cambiamento, di lasciare le cose come sono, e di evitare la discussione e la serena valutazione dei problemi con persone che non sono completamente d'accordo con lui.
  • La richiesta del signor Jinnah era basata su una nuova teoria che egli aveva avanzato di recente - che l'India consistesse in due nazioni, indù e musulmana. Perché solo due lo ignoro, dato che se la nazionalità fosse basata sulla religione, allora ci sarebbero state molte nazioni in India. Di due fratelli, uno potrebbe essere un indù e l'altro un musulmano; essi apparterrebbero a due nazioni diverse. Queste due nazioni esistevano in proporzioni variabili nella più gran parte dei villaggi in India. Erano nazioni prive di frontiere; si sovrapponevano. Un musulmano bengalese e un indù bengalese che vivevano insieme, parlavano la stessa lingua, e avevano praticamente le stesse tradizioni e costumi, appartenevano a due nazioni diverse. Tutto ciò era estremamente difficile da afferrare; sembrava un ritorno a una qualche teoria medievale.
  • Le sue avversioni e antipatie sono evidenti, ma che cosa gli piace? Con tutta la sua forza e tenacia, è una persona stranamente negativa, il cui simbolo appropriato potrebbe ben essere un «no». Per questo tutti i tentativi di comprendere il suo aspetto positivo falliscono, e resta inafferrabile.
  • Non lasciò il Congresso a causa di differenze d'opinione sulla questione indù-musulmana, ma perché non poteva adattarsi alla nuova e più avanzata ideologia, e ancora di più perché non sopportava la folla di persone trasandate che parlavano in indostano e affollavano il Congresso. La sua idea della politica era di un genere superiore, più adatta alla camera legislativa o a una sala conferenze.
  • Il nostro padre fondatore, Mohammad Ali Jinnah, diceva sempre: «Nessuna lotta può concludersi vittoriosamente se le donne non vi partecipano a fianco degli uomini. Al mondo ci sono due poteri: quello della spada e quello della penna. Ma in realtà ce n'è un terzo, più forte di entrambi, ed è quello delle donne.»
  • Il nostro padre fondatore, Mohammad Ali Jinnah, ha lottato per l'indipendenza e per la nascita di un nuovo paese, il Pakistan, separato dall'India, dove la maggioranza è invece di religione indù. Voleva che i diritti dei musulmani fossero riconosciuti. Per lui era come quando due fratelli litigano e decidono di sanare le loro dispute andando a vivere in due case diverse.
  • In classe avevamo letto la storia del nostro padre fondatore, Mohammad Ali Jinnah, che da ragazzo, a Karachi, aveva studiato alla luce dei lampioni stradali perché a casa sua non c'era l'elettricità. E aveva invitato gli altri ragazzi a smettere di giocare con le biglie nella polvere e a giocare piuttosto a cricket, in modo da non sporcarsi.
  • Mio padre dice che il problema è che Mohammad Ali Jinnah trattò per noi una questione di territorio, ma non ebbe la possibilità di trasformarlo in un vero stato. Morì di tubercolosi appena un anno dopo la creazione del Pakistan e da allora non abbiamo smesso di combattere. Abbiamo avuto tre guerre contro l'India e una serie infinita di uccisioni nel nostro stesso paese.
  1. a b c d e f (EN) Citato in Mohomed Ali Jinnah: An ambassador of unity, his speeches & writings 1912-1917, Ganesh & Co., Madras.
  2. a b c d e f g h i j (EN) Citato in Some recent speeches and writings of Mr. Jinnah, Sh. Muhammad Ashraf Kashmiri Bazar, Lahore.
  3. Citato in Emanuele Giordana, Viaggio all'Eden: Da Milano a Kathmandu, Gius.Laterza & Figli Spa, 2017. ISBN 8858130251
  4. Citato in Shahid Mobeen et al., Religione e libertà in Pakistan dal 1970 al 1990, Editrice Apes, 2012, p. 190. ISBN 8872330882

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