Jinnah (film)

film del 1998 diretto da Jamil Dehlavi

Jinnah

Immagine Mohammed Ali Jinnah smoking.jpg.
Titolo originale

Jinnah

Lingua originale inglese e urdu
Paese Regno unito, Pakistan
Anno 1998
Genere drammatico
Regia Jamil Dehlavi
Sceneggiatura Akbar S. Ahmed e Jamil Dehlavi
Produttore Jamil Dehlavi
Interpreti e personaggi

Jinnah, film del 1998 con Christopher Lee, regia di Jamil Dehlavi.

Citazioni su JinnahModifica

  • Lee aveva sentito parlare di Jinnah dalle truppe indiane durante la Seconda guerra mondiale, ma la sua vita era poco nota anche ai pakistani. L'attore voleva offrire un ritratto di Jinnah completamente diverso da quello offerto, brevemente, in Gandhi (1982). Nel film di Richard Attemborough il leader pakistano appariva come un mestatore che voleva la guerra civile, mentre nella interpretazione di Lee con regia di Jamil Dehlavi è "uno dei più grandi statisti del XX secolo". (Fabio Giovannini)

Christopher LeeModifica

  • Il [film] più importante per me è Jinnah. Non dico il migliore o quello di grande successo, ma il più importante. Ho lavorato dieci settimane in Pakistan nel 1997 per dar vita al personaggio che ha fondato lo stato pakistano. Per me come attore è stata la più grande responsabilità della mia carriera. Una sfida enorme per un occidentale e cristiano che va in Oriente a interpretare un eroe islamico.
  • Nel 1997 sono andato in Pakistan e ho speso dieci settimane con attori indiani, pakistani, inglesi. Ho interpretato un uomo di nome Mohamed Ali Jennah, un personaggio popolare pakistano di larghe vedute, incorruttibile, integro, brillante, seguace di Gandhi. Grande successo in Pakistan dove è rimasto oltre tre mesi nei cinema. Sicuramente l'esperienza più bella della mia vita d'attore. Non è stato mai distribuito perché era un film su un leader musulmano e i distributori hanno pensato che se lo avessero programmato, qualcuno avrebbe messo una bomba nel cinema.
  • [Su Mohammad Ali Jinnah] Non è proprio il mio personaggio preferito, ma quello la cui interpretazione ha rappresentato la sfida maggiore della mia vita di attore: sono stato in Pakistan per dieci settimane, interpretando di fronte agli abitanti il fondatore della nazione. Se lo immagina? Sicuramente non sarebbe possibile rifarlo oggi, troppo pericoloso!
  • Sentivo una responsabilità immensa dal punto di vista religioso e politico, ma alla fine i locali mi hanno ringraziato. È uno dei lavori di cui vado più orgoglioso.

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