Jane Eyre (film 2011)

film del 2011 diretto da Cary Fukunaga

Jane Eyre

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Titolo originale

Jane Eyre

Lingua originale francese e inglese
Paese Regno Unito, Stati Uniti d'America
Anno 2011
Genere drammatico, sentimentale
Regia Cary Fukunaga
Soggetto dall'omonimo romanzo di Charlotte Brontë
Sceneggiatura Moira Buffini
Produttore Alison Owen
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Jane Eyre, film del 2011, con Mia Wasikowska e Michael Fassbender, regia di Cary Fukunaga.

FrasiModifica

  • L'ho sempre trattata come fosse una figlia. Se dovesse accettarla alla Lowood, Signor Brocklehurst, tenetela ben d'occhio. Ha un cuore malvagio e mi dispiace dover dire che il suo peggior difetto è la falsità. (Mrs. Reed)
  • Mio zio Reed è in Paradiso, come mia madre e mio padre. Loro sanno quanto mi odiate. Loro vedono, vedono tutto ciò che mi fate. Giudicheranno Signora Reed. (Jane)
  • Mio padre diceva che la vita è troppo breve per passarla a nutrire animosità. (Helen)
  • Ce l'hai l'amore. C'è un mondo invisibile, qui intorno a te. Un regno di spiriti incaricati di proteggerti, Jane. Non riesci a vederli? (Helen)
  • Non temo la solitudine. È la prima casa in cui non sono né dipendente né subordinata a qualcuno. (Jane)
  • Vorrei che la donna avesse una vita d'azione, come un uomo. Mi agita fino a star male, sapere che l'orizzonte sarà sempre il nostro confine. A volte bramo una vista così potente da poterlo oltrepassare. Se potessi osservare tutto ciò che immagino, non ho mai visto una città. Non ho mai parlato con un uomo e temo di veder passare così tutta la mia vita. (Jane)
  • Non ridete mai, Signorina? Solo di rado, immagino. Ma non siete naturalmente austera non più di quanto io sia naturalmente vizioso. Leggo in voi lo sguardo di un uccellino curioso, attraverso le sbarre di una gabbia. Un vivido, irrequieto prigioniero. Fosse libero, volerebbe... molto in alto. (Rochester)
  • Sapevo che mi avreste fatto del bene. L'ho visto nei vostri occhi, fin dalla prima volta. La loro espressione non mi ha colpito nel profondo di me stesso senza una ragione. La gente parla di simpatie spontanee, voi … (Rochester)
  • Tu hai invocato gli spiriti dei defunti contro di me, mi hai maledetta. (Mrs. Reed)
  • Amatemi o odiatemi come volete. Avete il mio pieno e libero perdono. Siete in pace. (Jane)
  • Ho una strana sensazione riguardo a voi, come se avessi una corda sotto le costole a sinistra, annodata ad una corda simile dentro di voi. E se andaste via temo che quella corda che ci unisce si spezzerebbe e so che comincerei a sanguinare internamente. (Rochester)
  • Ascoltami. Ascolta. Potrei piegarti e schiacciarti con le mie dita. Sei come un giunco tra le mie mani. Ma qualunque cosa faccia a questa gabbia, non posso arrivare a te. È la tua anima che voglio. Perché non vieni di tua libera volontà? (Rochester)

DialoghiModifica

  • Mr. Brocklehurst: L'inferno cos'è?
    Jane: Un pozzo pieno di fuoco.
    Mr. Brocklehurst: Ti piacerebbe cadere in quel pozzo e poi bruciare lì per l'eternità?
    Jane: No, Signore.
    Mr. Brocklehurst: E come puoi evitarlo?
    Jane: Basta tenermi in salute e non morire.
  • Jane: Dite che sono falsa, ma non è vero. Se lo fossi, vi dovrei dire che vi amo. Ma non vi amo, vi detesto più di ogni altra donna al mondo. La gente dice che è buona, ma siete malvagia e siete senza cuore. Racconterò a tutti cosa avete fatto.
    Mr. Brocklehurst: I difetti dei bambini devono essere corretti.
    Jane: La falsità non è un difetto.
  • Helen: Sono felice Jane, sto per tornare a casa.
    Jane: Vai da tuo padre?
    Helen: No, vado dal Signore. Non essere triste. Tu hai la passione per la vita, Jane. E un giorno verrai nel Regno della beatitudine.
  • Rochester: Avete stregato il mio cavallo.
    Jane: Non è vero!
    Rochester: Aspettavate la vostra gente al sentiero?
    Jane: Io non ho gente, Signore.
    Rochester: Intendo i folletti, gli elfi e quegli omini verdi.
    Jane: La triste verità è che se ne sono andati via. La vostra terra per loro non è abbastanza selvaggia.
  • Jane: Dipingere è una delle gioie che io conosca.
    Rochester: Dovete averne avute ben poche. Siete soddisfatta di ciò?
    Jane: Niente affatto. Immagino cose che non sono capace di realizzare.
    Rochester: Avete riprodotto l'ombra dei vostri pensieri. Ma questi disegni, per una ragazza, sono singolari.
  • Rochester: Il vostro sguardo è molto diretto. Mi trovate bello?
    Jane: No, Signore.
    Rochester: Che difetti mi trovate? Ho arti e lineamenti come si conviene.
    Jane: Vi chiedo perdono, signore. Dovevo rispondervi che la bellezza non ha molta importanza.
    Rochester: Siete arrossita, lo vedo. E benché non possediate più bellezza di me, vi dona molto.
  • Rochester: Avanti parlatemi. Vorrei soltanto farvi uscire dal vostro guscio. Avete l'aria di chi si trova in un altro mondo. Non voglio trattarvi come un'inferiore.
    Jane: Eppure mi comandate di parlare.
    Rochester: Siete ferita dal tono del mio comando?
    Jane: Pochi padroni si preoccuperebbero di sapere se i loro subordinati siano feriti dai loro comandi.
    Rochester: Subordinati. Dimenticavo lo stipendio... visto che ricevete uno stipendio, potreste parlare con me da pari? Senza pensare che la richiesta nasca dall'insolenza?
    Jane: Non scambio mai la famigliarità per insolenza. La prima non mi dispiace, l'altra... nessuna persona libera dovrebbe accettarla.
    Rochester: Sciocchezze.
    Jane: Neppure per uno stipendio.
    Rochester: Molte persone libere accetterebbero ogni cosa per uno stipendio, ma vi stringo mentalmente la mano per la risposta. Non esistono tre giovani governanti su tremila che mi risponderebbero così.
    Jane: Non avete passato molto tempo in nostra compagnia. Sono un semplice uccellino uguale a tutte le altre, con una comune triste storia.
  • Rochester: Io vi invidio
    Jane: Perché?
    Rochester: La vostra franchezza, la mente non corrotta. Quando avevo la vostra età, il fato mi ha sferrato un colpo. E poiché la felicità mi viene negata, ho il diritto in cambio cercare il piacere e l'otterrò. Costi quel che costi.
    Jane: Allora andrete ancora più a fondo.
    Rochester: Ma vedete, se il piacere che sto cercando fosse dolce e fresco. Se fosse un'ispirazione, se portasse le vesti di un'angelo della luce, che accadrebbe allora?
    Jane: A dir la verità Signore, non vi capisco affatto. Questa conversazione è all'aldilà della mia comprensione.
    Rochester: Avete paura di me.
    Jane: Non ho paura. Ma non ho la volontà di parlare di sciocchezze
  • Rochester: Io vi offro la mia mano, il mio cuore. Jane, vi chiedo di trascorrere la vita al mio fianco. Noi due siamo simili, uguali. Volete sposarmi?
    Jane: Cos'è, una farsa?
    Rochester: Dubitate di me?
    Jane: Interamente. Voi sposerete la signorina Ingram.
    Rochester: La signorina Ingram? È lei la macchina senza sentimenti. Io voglio voi, creatura rara e celestiale. Povera e oscura come siete. Vi prego, accettatemi come marito. Devo avervi per me.
    Jane: Volete che sia vostra moglie?
    Rochester: Si, ve lo giuro.
    Jane: Voi mi amate?
    Rochester: Vi amo.
    Jane: Allora vi sposerò.
  • Rochester: È un sogno.
    Jane: Svegliatevi, allora.

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