Il processo ai Chicago 7

film del 2020 diretto da Aaron Sorkin

Il processo ai Chicago 7

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Bobby Seale imbavagliato al processo. Illustrazione di Franklin McMahon

Titolo originale

The Trial of the Chicago 7

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2020
Genere drammatico, storico, thriller
Regia Aaron Sorkin
Sceneggiatura Aaron Sorkin
Produttore Marc Platt, Stuart Besser, Matt Jackson, Tyler Thompson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il processo ai Chicago 7, film statunitense del 2020 con Sacha Baron Cohen, Joseph Gordon-Levitt e Michael Keaton, regia di Aaron Sorkin.

IncipitModifica

[filmato di repertorio in lingua originale con i sottotitoli] Schiereremo in Vietnam la Prima Divisione di Cavalleria e altre forze armate con lo scopo di incrementare il numero dei nostri soldati da 75.000 a 125.000, con effetto quasi immediato. Si renderà quindi necessario un incremento delle forze combattenti e le reclute arruolate mensilmente passeranno da 17.000 a 35.000. (Lyndon B. Johnson)

FrasiModifica

  • Gli facciamo il culo a quelli! Se ci lasciano stare, andrà tutto bene. Si ci caricano, se ci minacciano, se ci intimidiscono, se non rispettano il Primo Emendamento, se cominciano a spaccare teste, non resteremo tranquilli. (Bobby Seale)
  • Sono il Capo delle Pantere Nere, sarò sempre nei guai. (Bobby Seale)
  • Noi dimostreremo che siamo una generazione di persone serie. (Tom Hayden)
  • Vogliamo sottolineare ancora una volta che noi andremo a Chicago in pace, ma che ci diano il permesso o no, noi andremo. (Tom Hayden)
  • Noi non prenderemo d'assalto la convention con carri armati o manganelli, ma prenderemo d'assalto i cuori e le menti del popolo americano. (David Dellinger)
  • La legge Rap Brown fu creata dai bianchi del Sud del Congresso per limitare la libertà di parola degli attivisti neri. (Richard Schultz)
  • Quando siamo entrati stamattina, fuori la gente cantava che tutto il mondo ci guarda. Adesso tocca a noi. Siamo su. La rivoluzione è così. La vera rivoluzione. La rivoluzione culturale. (Abbie Hoffman)
  • Le Pantere non scrivono lettere come non le scrive la Mafia. E quando scoprirò che è il vostro ufficio che le ha scritte, vedrete il sistema della giustizia penale più da vicino di quanto abbiate mai voluto. (William Kunstler)
  • [La polizia armata che carica i fucili] Porca troia! Vanno a conquistare la Spagna?
  • Niente è più pericoloso di una folla che è in marcia. È come cercare di cambiare il corso del Mississippi. (Agente Daphne O'Connor)
  • [su Fred Hampton] Il primo colpo lo ha ferito la spalla. Non puoi puntare un'arma se ti hanno sparato alla spalla. Non puoi premere il grilletto. Il secondo colpo è stato alla testa. Fred è stato giustiziato. (Bobby Seale)
  • Adesso parlo io. Abbiamo subito manomissioni da parte della giuria, intercettazioni, un imputato che è stato letteralmente imbavagliato e un giudice dallo scranno emette delibere che sarebbero considerate sbagliate in Honduras. Quindi sono un po' meno interessato alla legge di quando fossi all'inizio del processo. (William Kunstler)
  • Un'indagine svolta dalla nostra sezione criminale era giunta alla conclusione che gli scontri erano partiti dalla polizia di Chicago. (Ramsey Clark)
  • Noi non andiamo in galera per quello che abbiamo fatto. Noi andiamo in galera per quello che siamo! Pensaci la prossima volta che minimizzi la rivoluzione culturale. Definiamo diversaente la vittoria io e te. (Abbie Hoffman) [A Tom Hayden]
  • Credo che le istituzioni della nostra democrazia siano cose meravigliose, che in questo momento sono popolate da persone orribili. (Abbie Hoffman)
  • Vostro Onore, da quando il processo è iniziato, 4.752 soldati americani sono stati uccisi in Vietnam. E i seguenti sono i loro nomi: Soldato di prima classe Dennis Walter Kipp, 18 anni. Soldato semplice Eric Alan Bosch, 21 anni. (Tom Hayden)

DialoghiModifica

  • Tom Hayden: Il partito Democratico finirà col candidare Hubert Humphrey tra un mese a Chicago. E quando si tratta di guerra, quando si tratta di giustizia sociale, non c'è differenza sufficiente tra Hubert Humphrey e Richard Nixon per fare la differenza. E quindi noi andremo a Chicago. Autobus stracarichi di giovani andranno a Chicago per dimostrare la nostra solidarietà e il nostro disgusto. Ma ben più importante...
    Abbie Hoffman: È scopare con nuovi partners.
  • Abbie Hoffman: Andremo a Chicago in pace, sì. Pacificamente, però se lì ci accolgono con la violenza, ci potete scommettere che risponderemo a quella violenza con... [altra location con David che parla con il giovane figlio]
    David Dellinger: Non violenza. Sempre non violenza, e senza nessuna eccezione.
  • David Dellinger: Se cerca di arrestarmi, farò quello che faccio sempre e che ti ho insegnato a fare, e cioè a comportarti...
    Daniel Dellinger: Con molta calma e con molta educazione.
  • Bobby Seale: Se loro attaccano...
    Sondra: Il Dottor King ...
    Bobby Seale: È morto! Lui aveva un sogno, e adesso ha una pallottola in testa. Martin è morto. Malcolm è morto. Medgar è morto. Bobby è morto. Gesù è morto. Loro ci hanno provato in pace. Noi proviamo qualcos'altro.
  • Sondra: : Vuoi portarti almeno questa? [mostra una pistola]
    Bobby Seale: Se la sapessi usare, non avrei bisogno di fare discorsi.
  • Howard Ackerman: Sezione 2101 del titolo 18.
    John Mitchell: Ecco la legge federale infranta.
    Richard Schultz: È la legge Rap Brown.
    Howard Ackerman: Cospirazione per violare dei confini statali per incitare alla violenza. Pena massima: dieci anni. Li vogliamo tutti e dieci.
    Richard Schultz: Per chi, signore?
    Howard Ackerman: Per tutti questi campioni.
    Richard Schultz: Abbie Hoffman, Tom Hayden, Jerry Rubin, David Dellinger, Rennie Davis, Lee Weiner, John Froines e Bobby Seale?"
    John Mitchell: Io li chiamo gli studentelli, e quando lo faccio qui, tutti sanno di chi sto parlando. Petulanti e pericolosi. E noi siamo stati a guardare per dieci anni mentre questi ribelli senza un lavoro, che non si sono mai sporcati le mani per combattere il nemico, ci dicono che dobbiamo fermare una guerra. Il decennio è finito. Sono tornati gli adulti e io ritengo che queste fatine di merda, minaccino la sicurezza nazionale. Quindi passeranno i loro trent'anni in una prigione federale. Senza sconti.
  • Richard Schultz: Mi pagate per la mia opinione.
    John Mitchell: Dove l'hai imparato questo? A scuola? Io la pago per vincere.
    Richard Schultz: Non credo che riusciremo a incriminarli per cospirazione.
    John Mitchell: Perché no?
    Richard Schultz: Innanzitutto, queste persone non si sono mai incontrate.
  • John Froines: Capisco che vogliono far fuori Abbie, Jerry e Hayden, perfino Rennie e Dellinger. Ma non riesco a capire che ci facciamo qui noi due.
    Lee Weiner: Io la penso proprio come te. Ma questo è il premio Oscar delle proteste e, per quanto mi riguarda, è un onore essere candidato
  • Giudice Julius Hoffman: Signor Hoffman, lei lo sa cos'è l'oltraggio alla corte?
    Abbie Hoffman: È praticamente una religione per me, signore.
  • Abbie Hoffman: Questo è un processo politico.
    William Kunstler: Come?
    Abbie Hoffman: Questo è un processo politico che è stato già deciso per noi. Ignorare la realtà è assurdo per me.
    William Kunstler: Ci sono processi civili e ci sono processi penali. Non esiste una cosa come un processo politico.
  • Leonard Weinglass: Abbie è più intelligente di quanto credi.
    Tom Hayden: Le mucche sono più intelligenti di lui.
  • Bernadine: La gente è intelligente, Bill.
    William Kunstler: Be', se credi questo, avrai il cuore spezzato ogni giorno della tua vita.
  • William Kunstler: Non voglio che voi facciate altre conferenze stampa.
    Tom Hayden: Se ti vuoi metterti tra Abbie e la telecamera, mettiti l'imbottitura e un casco.
  • Giornalista: Quanto vale per te? Qual è il tuo prezzo?
    Abbie Hoffman: Per annullare la rivoluzione?
    Giornalista: Sì, qual è il tuo prezzo?
    Abbie Hoffman: La mia vita.
  • John Froines: Ma che sta succedendo?
    Lee Weiner: Sono anni che non ho idea di quello che sta succedendo.
  • Agente Daphne O'Connor: Jerry, lo sai perché i francesi mangiano un uovo al giorno?
    Jerry Rubin: No.
    Agente Daphne: Perché un uovo al giorno toglie il medico di torno. Non ti ammali.
  • Abbie Hoffman: Io non ho soldi dietro. E tu?
    David Dellinger: Io, sì. Perché sono un adulto.
  • Jerry Rubin: Non mandate una donna per... per... per ammaliarmi.
    Abbie Hoffman: Che?
    Jerry Rubin: Significa incantare.
    Abbie Hoffman: Ah.
    Jerry Rubin: Solo per distruggermi l'anima.
    Richard Schultz: Da quanto tempo vi conoscevate?
    Jerry Rubin: Da novantatre ore. Poteva essere una vita intera.
    Richard Schultz: Sì, per un moscerino.
  • Bobby Seale: Voi sette, voi avete tutti lo stesso padre, non è vero? Sto parlando con te. Avete tutti lo stesso padre, vero? "Tagliati i capelli. Non diventare frocio. Rispetta l'autorità. Rispetta l'America. Rispetta me." La tua vita è un "vaffanculo" a tuo padre, vero? È così?
    Tom Hayden: Forse.
    Bobby Seale: Forse. E riesci a capire quanto è diverso da un cappio appeso a un albero?
  • Tom Hayden: È un maledetto processo.
    Abbie Hoffman: Processo politico.
    Tom Hayden: No. Non ci hanno arrestato per... La legge non riconosce il processo politico, chiaro?
    Abbie Hoffman: No, non siamo stati arrestati. Siamo stati scelti!
  • John Froines: Quindi il nostro ruolo nella storia è rendere più facile condannare i nostri amici?
    Abbie Hoffman: Ci condanneranno anche solo perché non li piaci. Ecco perché Bill non fa deporre nessuno di noi.
  • Ramsey Clark: Perché ci hai messo così tanto?
    William Kunstler: Mi scusi, perché ci ho messo così tanto a fare cosa?
    Ramsey Clark: A capire che sono il testimone chiave.
  • Ramsey Clark: Mi faccia deporre.
    Howard Ackerman: Non può, è contro la legge che lei testimoni, Ramsey. E questo è un dato di fatto.
    Ramsey Clark: Sono il generale Clark. Mi arresti, o chiuda quella bocca del cazzo.
  • William Kunstler: E, signor Clark, anche la vostra sezione di controspionaggio fece un rapporto?
    Ramsey Clark: Conclusero che non c'era stata nessuna cospirazione da parte degli imputati per incitare alla violenza durante la convention.
    William Kunstler: E poi cosa successe il primo martedì, dopo il primo lunedì, nel novembre di quell'anno?
    Ramsey Clark: Richard Nixon fu eletto presidente.
  • Tom Hayden: Il mio problema è che per i prossimi cinquant'anni, quando la gente penserà a una politica progressista, penserà a te. Si ricorderà di te e dei tuoi seguaci idioti che regalano margherite ai soldati e cercano di far levitare il Pentagono. Quindi non penserà a uguaglianza o a giustizia. Non penserà a istruzione, a povertà o a progresso. Penserà a un mucchio di fattoni, persi, irrispettosi e sboccati. A dei falliti senza regole. E così perderemo le elezioni.
    Abbie Hoffman: E tutto per colpa mia?
    Tom Hayden: Sì.
    Abbie Hoffman: E vincere le elezioni, è la prima cosa sulla tua lista. Uguaglianza, giustizia, istruzione, povertà e progresso sono secondi?
    Tom Hayden: Se non vinci le elezioni, non importa cosa viene per secondo. Ed è incredibile per me che qualcuno debba ancora spiegartelo.
  • Abbie Hoffman: Ti voglio chiedere una cosa: a Chicago sarebbe andata diversamente se Kennedy avesse ottenuta la nomina?
    Tom Hayden: Sì. Sì, Abbie, certo, credo che gli irlandesi avrebbero trattato con Daley e... sì.
    Abbie Hoffman: Lo credo anch'io.
    Tom Hayden: Sì?
    Abbie Hoffman: E mi stavo chiedendo... tu non sei stato un tantino felice quando la pallottola l'ha beccato in testa? Niente Chicago, niente Tom Hayden.
    Tom Hayden: Io ho portato la sua bara, brutto figlio di puttana!
    Abbie Hoffman: Sì, esatto! Noi non andiamo in galera per quello che abbiamo fatto, noi andiamo in galera per quello che siamo! Pensaci la prossima volta che minimizzi la rivoluzione culturale! Definiamo diversamente la vittoria io e te.
  • William Kunstler: Chi ha iniziato gli scontri, Tom?
    Tom Hayden: Il nostro.
    William Kunstler: Cosa?
    Tom Hayden: Il nostro. Il nostro sangue.
    Abbie Hoffman: "Il nostro sangue. Se il nostro sangue deve scorrere..." Tu volevi dire: "Se il nostro sangue deve scorre, allora che scorra per tutta la città". Non intendevi la polizia. Volevi dire: "Se devono picchiarci, allora che tutti quanti lo vedano".
  • Abbie Hoffman: Tu fai così. Lui fa così, è una modalità. Leggete la dichiarazione di Port Huron. Lui sottointende sempre gli aggettivi possessivi e usa dei vaghi aggettivi sostantivati.
    Tom Hayden: Hai letto la dichiarazione di Port Huron?
    Abbie Hoffman: Ho letto tutto quello che hai pubblicato.
    Tom Hayden: Non lo sapevo.
    Abbie Hoffman: Hai un grande talento. Eccetto per gli aggettivi possessivi e i vari aggettivi sostantivati.
  • Giudice Julius Hoffman: Qual è la tua data di nascita?
    Abbie Hoffman: Psicologicamente, 1960.
    Giudice Julius Hoffman: E che cosa ha fatto fino al 1960?
    Abbie Hoffman: Niente. Io credo che si chiami istruzione americana.
  • Abbie Hoffman: Abbiamo portato certe idee oltre i confini dello Stato. Non mitragliatrici, o droghe e neanche ragazzine. Idee. Quando siamo andati da New York, New Jersey, Pennsylvania, Ohio e Illinois, portavamo con noi certe idee. E per questo siamo stati gassati, picchiati, arrestati, messi sotto processo. Nel 1861, Lincoln disse nel suo discorso inaugurale: "Ogni volta che il popolo sarà stanco del governo in carica, potà esercitare il diritto rivoluzionario di smembrare e di rovesciare quel governo". E se Lincoln avesse fatto quel discorso a Lincoln Park l'estate scorsa, sarebbe finito sotto processo con noi.
    William Kunstler: E come si fa a rovesciare, smembrare, come dice lei, un governo pacificamente?
    Abbie Hoffman: In questo paese, lo facciamo ogni quattro anni.
  • Abbie Hoffman: Un tizio una volta disse: "Io sono venuto per mettere l'uomo contro suo padre e la figlia contro sua madre". Lo sa chi l'ha detto?
    Richard Schultz: Jerry Rubin.
    Abbie Hoffman: Sì. No. È stato Gesù Cristo. Matteo 10.35. E sembra che stia dicendo ai figli di uccidere i propri genitori. Finché non si legge Matteo 10.34 e 10.36.
  • Thomas Foran [mentre Schultz si alza mentre Tom legge i nomi delle truppe]: Ma che fai?
    Richard Schultz: Rispetto per i caduti. Mostri un po' di rispetto, signore.

ExplicitModifica

Tutto il mondo ci guarda! (gli attivisti)

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