Guillaume Apollinaire

poeta, scrittore e critico d'arte francese

Guillaume Apollinaire, pseudonimo di Wilhelm Albert Włodzimierz Apollinaris de Wąż-Kostrowitcky (1880 – 1918), poeta, scrittore, critico letterario e drammaturgo francese.

Guillaume Apollinaire nel 1911

Citazioni di Guillaume Apollinaire

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  • [Su Natal'ja Sergeevna Gončarova] [...] è moscovita e l'intera sua fisionomia attesta il sangue calmucco che del resto lei non rinnega. Non si può dire che sia bella, ma non è priva di una grazia sensuale e singolare che le conquista subito la simpatia di chi l'avvicina. E in particolare per una modestia che non smentisce mai e per l'ingenuità del suo riso.[1]
  • Eccoti a Marsiglia in mezzo ai cocomeri | Eccoti a Coblenza all'hotel del Gigante | Eccoti a Roma seduto sotto un nespolo del Giappone | Eccoti ad Amsterdam con una ragazza che trovi bella e che è brutta.[2]
  • Io son devoto al segno dell'Autunno regale, | poi che m'ho cari i frutti, mentre detesto i fiori.[3]
  • L'arte avrà, sempre più, una patria.[4][5]
  • Luna, che doni il miele al labbro dei dementi! | Ne son golosi i prati, e i borghi ed i torrenti... | Le stelle sono l'api del luminoso miele, | che gronda, a goccia a goccia, dalle pèrgole anele: | poiché, soavemente piovendo giù dai cieli, | ogni raggio di luna, è un raggio di quei mieli.[6]
  • Non c'è niente di nuovo sotto il sole? [...] E come?! Mi hanno fatto una radiografia alla testa. Vivo, ho visto il mio teschio, e questo non sarebbe una novità? Raccontatelo a qualcun altro.[4][5]
  • Vorrei avere nella mia casa: una donna ragionevole, un gatto che passi tra i libri, degli amici in ogni stagione senza i quali non posso vivere.[7]

I pittori cubisti

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  • Il valore di un'opera d'arte si misura dalla quantità di lavoro fornita dall'artista.[5]
  • Non possiamo portarci dietro dappertutto il cadavere di nostro padre.[5]
  • Prima di tutto, gli artisti sono uomini che vogliono essere inumani.[5]
  • Sinora le tre dimensioni della geometria euclidea hanno soddisfatto l'inquietudine che il sentimento dell'infinito suscita nei grandi artisti. I nuovi pittori non si sono certo proposti, più degli antichi, di essere geometri. Ma si può dire che la geometria è per le arti plastiche ciò che la grammatica è per l'arte dello scrittore. Oggi gli scienziati non si attengono più alle tre dimensioni euclidee. I pittori sono stati portati naturalmente, e per così dire intuitivamente, a preoccuparsi delle nuove possibilità di misurare lo spazio che, nel linguaggio figurativo dei moderni, sono indicati con il termine di "quarta dimensione".
Jusqu'à présent, les trois dimensions de la géométrie euclidienne suffisaient aux inquiétudes que le sentiment de l’infini met dans l’âme des grands artistes.
Les nouveaux peintres, pas plus que leurs anciens, ne se sont proposé d'être des géomètres. Mais on peut dire que la géométrie est aux arts plastiques ce que la grammaire est à l'art de l’écrivain. Or, aujourd'hui, les savants ne s'en tiennent plus aux trois dimensions de la géométrie euclidienne. Les peintres ont été amenés tout naturellement et, pour ainsi dire, par intuition, à se préoccuper de nouvelles mesures possibles de l'étendue que dans le langage des ateliers modernes on désignait toutes ensemble et brièvement par le terme de
quatrième dimension.[8]
  • Ho colto questo filo di brughiera | Ricordati che l'autunno è morto | Non ci vedremo più sulla terra | Odore del tenero filo di brughiera | Ricorda ancora che io ti aspetto.[9]
  • Il fiume è simile alla mia pena | Si consuma e non si esaurisce. (da Maria, in Alcools, ne L'opera poetica)
  • L'Onore sta spesso nell'ora segnata dalla pendola. (da Lunedì via Cristina, in Calligrames, ne L'opera poetica)
  • Soldati passati Dove sono le guerre | Dove sono le guerre di un tempo. (da La chiamavano Lou, in Calligrames, ne L'opera poetica)
  • Se morissi laggiù sul fronte dell'armata | Tu piangeresti un giorno mia amatissima Lou | E poi il ricordo di me si spegnerebbe come muore | Una granata che esplode sul fronte dell'armata | Una bella granata simile alle mimose in fiore || E poi quel ricordo esploso nello spazio | Coprirebbe col mio sangue il mondo intero | Il mare i monti le valli e la stella che passa | Mentre i soli meravigliosi maturerebbero nello spazio | Come fanno le frutta dorate intorno a Baratier (Se morissi laggiù; 1991)
  • Quando il mio nome sarà famoso sulla terra | Sentendo nominare Guillaume Apollinaire | Dirai Mi amava e ne sarai orgogliosa | Su apri il tuo cuore Tu m'hai aperto le tue braccia (Treno militare; 1991)
  • Deliziosa stramba bambina tesoro | Così i cinque sensi partecipano a crearti di nuovo | Davanti a me | Benché tu sia assente e così lontana | Oh prestigiosa | Oh mio tesoro miracoloso | I miei cinque sensi ti fotografano a colori | E tu sei là tutt'intera | Bella | Carezzevole | E così voluttuosa | Colomba tenera graziosa colomba | Cielo cangiante oh Lou oh Lou | Mia adorata | Cara cara amatissima | Tu sei là | E io ti prendo tutta | Bocca sulla bocca | Come un tempo | Deliziosa stramba bambina tesoro (XLII ; 1991)
  • Terribile Aquilano di Maiorca | Ci vorrebbe lo so una bella sorca | Perché d'amore come un lupo ho fame | E un cazzo solo soddisfa le mie brame (Al mio terzuolo; 1991)
  • Bambina mia quando andremo in America come ho sempre sognato | Su un vascello fendente il mare delle Antille | E accompagnato da una schiera di pesci volanti le cui ali galleggianti fremono di luce | Seguiremo il Rio delle Amazzoni alla ricerca della sua fata d'isola in isola | E entreremo nelle grandi paludi dove le foreste sono allagate (Presentimento d'America; 1991)
  • Io stringo il vostro ricordo come un vero corpo | E quel che le mie mani potrebbero prendere della vostra bellezza | Quel che le mie mani potrebbero prendere un giorno | Avrà forse più realtà | Perché chi può prendere la magia della primavera | E quel che se ne può avere non è forse ancor meno reale | E più fugace del ricordo | E l'anima tuttavia afferra l'anima stessa di lontano | Più profondamente più completamente ancora (A Madeleine; 1991)
  • Tu l'ignori mia vergine il tuo corpo ha nove porte | Ne conosco sette e due mi sono nascoste | Ne ho aperte quattro vi sono entrato spero di non uscirne più (Le nove porte del tuo corpo; 1991)
  • E tu nona porta più misteriosa ancora | Che t'apri tra due montagne di perle | Tu più misteriosa ancora delle altre | Porte dei sortilegi di cui non osi parlare affatto | Anche tu appartieni a me | Suprema porta (Le nove porte del tuo corpo; 1991)
  • O vello triangolo isoscele tu sei la divinità stessa a tre lati folta innumerevole come lei | Oh giardino dell'adorabile amore | Oh giardino sottomarino d'alghe di coralli e ricci di mare e desideri arborescenti | Sì foresta di desideri che in continuazione si accresce di abissi e più dell'empireo (La seconda poesia segreta; 1991)
  • Sono la bianca trincea dal corpo cavo e bianco | E abito l'intera terra devastata | Vieni con me giovane nel mio sesso che è tutto il mio corpo | Vieni con me penetrami fammi felice d'una voluttà sanguinosa | Guarirò le tue pene i tuoi crucci i tuoi desideri la tua malinconia | Con la canzone fina e netta delle pallottole e con l'orchestra dell'artiglieria | Vedi come sono bianca più bianca dei corpi più bianchi | Còricati nel mio grembo come su un ventre amato | Voglio darti un amore senza pari senza sonno senza parole | Ne ho amati tanti giovani | Li amo come li ama Morgana | Nel suo castello senza via di ritorno | In cima al Mongibello [...]. (da La Trincea, Poèmes a Madeleine, 1997, p. 253)

Incipit di La fine di Babilonia

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Fu senza entusiasmo che il giovane Vierix, nel momento in cui si preparavano le feste di primavera, lasciò l'isola di Lutezia.[10]

Citazioni su Guillaume Apollinaire

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  • Una poesia la sua, di piena avanguardia, pur tra le bizzarrie verbali e le artificiosità tipografiche o l'assenza di interpunzione; mirante a ritrarre il flusso psicologico e visivo di un'accesa fantasia che non ha limiti apparenti. (Elio Filippo Accrocca)
  1. Citato in Natalia Goncharova tra Gaugain, Matisse e Picasso, Cartella stampa mostra, Palazzo Strozzi, Firenze, 28 settembre 2019 – 12 gennaio 2020, palazzostrozzi.org.
  2. Da Zona, dalla raccolta di poesie Alcools, 1913, nella selezione "Gli Amori", a cura da Renzo Paris per Mondadori; citato in ilpost.it, 23 marzo 2021.
  3. Da Nel segno dell'autunno, vv. 1-2, in AA. VV., Parnassiani e simbolisti francesi, liriche scelte e tradotte da Vincenzo Errante, Sansoni, Firenze, 1953, p. 507.
  4. a b Da Lo spirito nuovo e i poeti.
  5. a b c d e Citato in Elena Spagnol, Enciclopedia delle citazioni, Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894
  6. Da Chiaro di luna, vv. 1-6, in Parnassiani e simbolisti francesi, p. 508.
  7. Da Le bestiaire ou Cortege d'Orphée.
  8. (FR) Da (Méditations esthétiques) Les Peintres cubistes, III, Figuière, Parigi, 1913, sorbonne-universite.fr.
  9. Citato in Carlo Gasparini, Se questa notte andate sulla Plaia, La Fiera Letteraria, n. 14, aprile 1973.
  10. Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937

Bibliografia

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  • Guillaume Apollinaire, L'opera poetica, traduzione di Mario Pasi, Guanda, 1967.
  • Guillaume Apollinaire, Poesie, scelta e traduzione di Giorgio Caproni, introduzione e note di Enrico Guaraldo, Fabbri Editori, I grandi classici della poesia, Milano, 1997.
  • Guillaume Apollinaire, Poesie d'amore, a cura e traduzione di Claudio Rendina, Newton, 1991.

Filmografia

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