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Georg Cantor

matematico tedesco
Georg Cantor

Georg Ferdinand Ludwig Philipp Cantor (1845 – 1918), matematico tedesco.

Citazioni di Georg CantorModifica

  • In particolare, nell'introdurre nuovi numeri, la matematica ha come unico obbligo quello di dare delle definizioni di essi, per mezzo delle quali verrà data una definibilità e, se le circostanze lo permettono, una relazione tale rispetto ai vecchi numeri che in certi casi potranno essere distinguibili senza dubbio dagli altri numeri. Ogniqualvolta un numero soddisfa tutte queste condizioni, esso può e deve essere considerato in matematica come esistente e reale. Questo è per me il motivo per cui bisogna considerare i numeri razionali, irrazionali e complessi pienamente esistenti, come gli interi positivi finiti.[1]
  • L'essenza della matematica è la sua libertà.[2]

Citazioni su Georg CantorModifica

  • Docile a casa e dominante tra i colleghi, gioioso nella matematica e dannatamente serio nelle liti tra matematici, è stato quanto di più vicino a una reincarnazione di Alcibiade la Germania del diciannovesimo secolo potesse produrre: non solo nella sua entusiastica energia e nell'osare estremo, ma anche nel modo feroce di combattere quando veniva messo in un angolo – Alcibiade dai frigi, Cantor dalle idee. (The Art of the Infinite)
  • Nessuno riuscirà a cacciarci dal Paradiso che Cantor ha creato per noi. (David Hilbert)
  • Il Matematico Mentalmente Instabile sembra oggi in un certo senso essere ciò che il Cavaliere Errante, il Santo Mortificantesi, l'Artista Tormentato, e lo Scienziato Pazzo sono stati durante altre epoche: una sorta di Prometeo, colui che va in luoghi proibiti e ritorna con doni che tutti noi potremo usare, ma per i quali lui sarà l'unico a pagare. Questo è probabilmente un po' esagerato, almeno in molti casi: ma Cantor corrisponde allo stampo meglio di tanti altri. (David Foster Wallace)
  • Se lo spazio è stato creato per nutrire l'immaginazione dei geometri, il contare è stato creato per nutrire quella di Cantor. (The Art of the Infinite)

NoteModifica

  1. Citato in David Foster Wallace, Tutto e di più – storia compatta dell'∞, 2005.
  2. Citato in A. P. Hillman e G. L. Alexanderson, A First Undergraduate Course in Abstract Algebra, 1973.

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