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Il generale Bava Beccaris

Fiorenzo Bava Beccaris (1831 – 1924), generale italiano.

CItazioni di Fiorenzo Bava BeccarisModifica

  • [Sulla repressione dei moti milanesi del 1898] Credo che gli stessi miei avversari mi avrebbero giudicato un pauroso minchione, se li avessi lasciati liberi di gettare nuova esca al fuoco. (dalle Memorie; citato in «Devo bloccare Turati»: così scriveva alla vigilia del massacro, la Stampa, 13 maggio 1993)

Citazioni su Fiorenzo Bava BeccarisModifica

  • Alle grida strazianti e dolenti | di una folla che pan domandava, | il feroce monarchico Bava | gli affamati col piombo sfamò.[1] (dalla canzone popolare Il feroce monarchico Bava)
  • Di fronte ad un movimento che assume il carattere insurrezionale, il comandante della piazza, generale Fiorenzo Bava Beccaris, ordina alla truppa di sciogliere tutti gli assembramenti sparando ad altezza d'uomo e ricorrendo, se necessario, all'uso delle artiglierie. In poche ore, la strage si compie: secondo le cifre ufficiali, restano sul terreno 82 morti e 503 feriti; secondo le stime dell'opposizione, i morti sono oltre trecento e i feriti superano abbondantemente il migliaio. In ogni caso si tratta dell'eccidio popolare più drammatico della storia nazionale. (Gianni Oliva)
  • Il biondo generale Fiorenzo Bava Beccaris, un eroe di quattro campagne, la più dolce creatura del mondo, divenuta a un tratto, per uso e consumo dei fabbricatori di rivoluzioni, dopo le dolorose giornate del maggio 1898[2], il Giulay, il Radetzki, l'Hainau d'Italia... o giù di lì. (Leopoldo Pullè)

NoteModifica

  1. Citato in Igino Colonnelli, Giuseppe Moscatelli «Moschino», Halley Editrice, 2008, p. 58. ISBN 8875893330
  2. Le giornate dei moti di Milano e della dura repressione di Bava Beccaris.

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