Ferrari F92A

Monoposto F1 della Ferrari del 1992

Citazioni sulla Ferrari F92A.

Ferrari F92A (1992)

Citazioni

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  • A distanza di anni si può raccontare quello che successe per davvero, quella Ferrari era l'evoluzione più estrema dei concetti che avevo sviluppato sulla Tyrrell 019 che aveva bene impressionato in precedenza, ma la Rossa è passata alla storia come una monoposto sbagliata. La macchina era molto innovativa, con un nuovo V12 e un gruppo di telaisti in rodaggio. [...] i problemi erano di natura meccanica: la mancanza di potenza del motore per il blow-by (dovevamo usare un serbatoio dell'olio supplementare per sperare di non finire i GP senza lubrificante) si sommava alle difficoltà di messa a punto della sospensione anteriore. I problemi non erano solo di natura tecnica, perché era tornato alla presidenza del Cavallino, Luca di Montezemolo, che aveva in animo di costruire un'altra Ferrari e non gli sembrava vero poter dire che la F92A era un disastro, addossando tutte le colpe del naufragio a me. [...] Doveva essere sintomatico che c'era un problema al propulsore. Ci mandarono a fare un test sull'anello di alta velocità con Jean Alesi, alla presenza di Sante Ghedini per scoprire come mai non riuscivamo a raggiungere buone velocità massime. E, allora, sulla monoposto montarono il motore dell'anno prima: Jean capì subito che era un'altra macchina con più cavalli... [...] Fu una gran delusione perché io diventai il capro espiatorio di una situazione che non stavo gestendo. E fu un gran peccato perché la F92 A aveva un fondo piatto molto lungo che riusciva a generare molto carico: era un concetto che doveva essere sviluppato e che, invece, fu vietato l'anno dopo dai regolamenti. [...] La Ferrari è sempre vissuta nel mito dei suoi motori, per cui non si potevano fare delle critiche ai V12 perché sarebbe stato come bestemmiare in chiesa. Anche se era parso evidente a tutti che era il motore il grande problema della F92 A, la colpa fu data all'aerodinamica... (Jean-Claude Migeot)
  • Il motore soffriva di blow-by, vale a dire c'era un trafilaggio di olio dalle fasce elastiche in camera di combustione che faceva perdere 40-50 cavalli, ma nella tradizione del Cavallino non si poteva dire che era il 12 cilindri a non andare e le colpe di un'annata storta erano state attribuite solo alla macchina. È stato un peccato perché il concetto era interessante. (Jean Alesi)
  • La F92 A fu un progetto anticipatore dell’evoluzione tecnica della Formula 1, una macchina vittima sacrificata dalla notorietà della Ferrari stessa. A Maranello non c'era il tempo o la volontà di aspettare, bisognava raggiungere subito il successo. La F92 A avrebbe ottenuto sicuramente dei risultati importanti se avessimo potuto disporre delle condizioni necessarie per insistere nella ricerca e nello sviluppo del progetto che, a distanza di tanto tempo, ha dimostrato quanto fosse un modello anticipatore di una Formula 1 — in particolare sotto il profilo della concezione aerodinamica — di soluzioni che avremmo ritrovato vent’anni dopo. A differenza di tutte le monoposto che vennero progettate dal 1989 al 1991, la F92 A non condivideva nessun componente con la Ferrari 640 F1 che rappresentava la base di partenza per le nuove macchine realizzate fino all'anno prima. Si decise di mettere in pista una vettura completamente rinnovata, disegnando un nuovo telaio, un nuovo motore e un nuovo cambio. Il punto di forza della nuova monoposto doveva essere l'inedita conformazione aerodinamica che riprendeva soluzioni utilizzate sui jet militari, tanto care dall'ingegnere aeronautico Jean Claude Migeot. L'innovazione maggiore riguardava il cosiddetto "doppio fondo" piatto attraverso il quale si tentò di riprodurre l'effetto Venturi delle monoposto di Formula 1 dei primi anni '80, quelle dotate di minigonne. [...] Fu veramente un progetto sfortunato perchè arrivò troppo in anticipo e non si volle investire nel tempo necessario al suo sviluppo. A Maranello sbagliarono, pretendendo subito il risultato importante. Invece era una creatura da accompagnare nella crescita, aggiungendo componenti nuove passo dopo passo, facendo tesoro degli aggiornamenti e dell'esperienza maturata dai tecnici. I bravi tecnici, quelli di valore, possono anche sbagliare, ma non diventano stupidi da un giorno all'altro. (Claudio Lombardi)
  • [«Le velocità di punta della F92A erano piuttosto basse, ci spieghi il motivo?»] La vettura aveva una resistenza all’avanzamento molto importante, perché non aveva sfoghi dietro. Questa entrata così particolare, a caccia, dei radiatori fungeva quasi da paracadute e quindi non permetteva all'aria di sfogarsi. Purtroppo, tutto quello che doveva dare in efficienza non è mai riuscita a darlo.
  • L'idea, ovviamente, era quella di trovare tanto carico aerodinamico grazie al doppio fondo. Il problema era che tutti i pesi erano rialzati, con serbatoio e radiatori che erano più in alto di 15 centimetri rispetto al fondo della macchina. Quando la differenza la fanno anche pochi millimetri, alzare così tanto tutto questo ha dato diversi problemi. [«Eppure in galleria del vento i risultati erano più che buoni»] Vero, i risultati in galleria del vento erano positivi. Solo che la macchina era ferma, mentre in pista cambiava radicalmente tutto.
  • [«Quale era il problema principale della macchina?»] L'intera efficienza aerodinamica non funzionava e di fatto la vettura risultava essere poco veloce. Il monoammortizzatore anteriore lavorava male, eravamo costretti ad adottare assetti molto rigidi e a "tenerla" molto ferma. Anche su circuiti piatti, come quello di Magny-Cours, che potevano darci qualche vantaggio, in realtà la macchina non funzionava.
  • Questa macchina progettata da Migeot, rispetto a tutte le altre, aveva un disegno, un'idea, un qualcosa che andava oltre a qualsiasi altro progetto di quel periodo. Il problema è che dovevamo combattere contro le Williams, che adottavano le sospensioni attive che noi non avevamo e hanno fatto la differenza.
  • Tra gli appassionati questa macchina, per la sua forma e storia, è diventata quasi iconica, e io nonostante i risultati sono stato orgoglioso di averla guidata.

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