Elio Guerriero

teologo e scrittore italiano (1948-)

Elio Guerriero (1948 – vivente), teologo e scrittore italiano.

Citazioni di Elio Guerriero

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  • [...] Le parabole del Signore è una delle opere scritturistiche più importanti della von Speyr. [...] il ritardo nella pubblicazione nulla toglie al valore di un'opera originale e sorprendente. Nelle Parabole Adrienne ci viene incontro con quella che von Balthasar chiama la seconda grazia della mistica: la familiarità con i santi e le realtà celesti. Il risultato è sorprendente. Nel suo commento Adrienne sposta l'accento sulla «pienezza del divino» [...]. Si può vedere qui l'influsso di Karl Barth con l'insistenza sul primato di Dio e la sua grandezza inavvicinabile e imparagonabile rispetto a ogni realtà terrena. È riconoscibile, però, anche l'influsso di Erich Przywara, che rifletteva sull'analogia entis indispensabile per qualsiasi comprensione del divino perché, come spiegherà von Balthasar, non possiamo capire l'amore di Dio senza avere comprensione alcuna dell'amore. Inoltre si può riconoscere sullo sfondo il desiderio del soprannaturale, la nostalgia dell'eterno di cui scriveva Henri de Lubac proprio in quegli anni.[1]
  • Le Lettere al marito di santa Gianna sono [...] come una luce concessa in tempi difficili per riaffermare che il matrimonio è dono di grazia, è via di un uomo e una donna che con il loro amore danno espressione e visibilità all'amore bello e straordinario di Dio.[2]
  • Nella discesa del Sabato Santo agli inferi, cui alla von Speyr è dato di partecipare misticamente, Cristo ha incontrato e sconfitto il peccato, la realtà ostile a Dio e all'uomo cacciata dal mondo. Attraversando questa realtà senza vita né alito di spirito nell'estrema notte dell'obbedienza veramente cadaverica, Gesù porta la croce al di là del peccato, del male del mondo. Di qui la conclusione della von Speyr che raggiunge quella di Barth e di Origene: l'ultima realtà non può essere il no dell'uomo, bensì il sì di Dio. E se l'inferno è talmente reale da provocare dolore e sofferenza (è dunque assurdo parlare di inesistenza) è anche vero che, avendolo Cristo attraversato e sconfitto con la sua morte obbediente, possiamo fondatamente sperare che esso sia vuoto. È questa la parola forte di von Balthasar, l'annuncio che egli cercò di trasmettere con un'opera sinfonica ma anche profondamente unitaria.[3]
  • Padre Guido Sommavilla, letterato e filosofo, morto nel mese di settembre a 87 anni, era anzitutto un gesuita. Di quelli antichi, dalla grande formazione, che potevano occuparsi di politica oppure di paleontologia, mantenevano però salda la loro appartenenza e non mancavano mai di far seguire alla loro firma SI: Societatis Iesu, della Compagnia di Gesù.[4]
  • [Su Adrienne von Speyr] Pensando agli scritti di Madre Teresa [...] vedo un ponte ideale che lega le due donne. Entrambe sentono il peso del silenzio di Dio. Adrienne [...] chiede a tutti i cristiani di stare sulla soglia, di pensare che "i misteri bisogna lasciarli a Dio". Il silenzio di Dio diventa per lei presenza, pienezza, consolazione. Un silenzio che vive dentro di sé pensando all'angoscia del Getsemani, provata da Gesù. C'è una frase che fa sintesi del suo pensiero: "Se Dio si è donato: io sono invitato a donarmi".[5]
  • Von Balthasar, che dopo la letteratura aveva studiato filosofia e teologia, voleva servirsi delle tre discipline per giungere all'anima, per vedere poi come questa si ponesse di fronte al suo destino eterno [...].[6]

Hans Urs von Balthasar

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  • Di suo pugno Adrienne scrisse relativamente poco. L'opera più significativa, benché incompleta, è l'autobiografia, Dalla mia vita [...]. Con stile piacevole, anche se a tratti prolisso, l'autrice narra i primi anni della sua vita, descrive l'ambiente familiare, la religiosità liberal protestante, rigorosamente privata dei genitori, si sforza di esporre con obiettività le difficoltà con la mamma, le sue aspirazioni alla concezione cattolica del cristianesimo. (pp. 119-120)
  • L'opera maggiore di Adrienne von Speyr è il commento in quattro volumi al vangelo di Giovanni [San Giovanni: esposizione contemplativa del suo Vangelo]. [...] la Von Speyr riconosce a Giovanni quella vicinanza al cuore di Gesù che permette all'apostolo evangelista [...] di rivelare come nessun altro il mondo di Dio. L'esposizione contemplativa del vangelo di Giovanni è, dunque, per l'autrice la via più certa per consentire al cristiano di addentrarsi nei misteri di Dio. (pp. 121-122)
  • Esperienza di preghiera [...], come dice lo stesso titolo, ha un carattere più personale [rispetto a Il mondo della preghiera]. Adrienne vi presenta in qualche modo il proprio atteggiamento di preghiera, da cui risulta che il confine con l'aldilà non è lontano, bensì presente in noi. (p. 125)
  • Adrienne era giunta al cattolicesimo per il desiderio di una vera confessione sacramentale. Da convertita, dedicò dunque grande attenzione a questo sacramento, che, in continuazione dell'atteggiamento di preghiera, rappresenta per lei la completa trasparenza di fronte a Dio, la perfetta nudità dell'uomo davanti a Dio. La confessione è dunque uno dei libri più arditi e originali di Adrienne. (pp. 125-126)
  • L'ancella del Signore è il primo libro con il nome di Adrienne [...]. Esso mette in risalto il sì obbediente della Vergine nel quale confluiscono l'amore di Giovanni e l'obbedienza di Ignazio. Il ruolo di Maria nella redenzione è quello del sì puro che getta tutta la luce sul Signore; nessun accenno a se stessa, alla sua missione, tutto il peso è su Dio e la sua volontà: pura trasparenza. Dalla disponibilità di Maria alla disponibilità del credente, alla disponibilità della Chiesa. Per questo Maria sta sempre davanti alla Chiesa come il modello cui tendere [...]. (p. 126)
  • Soprattutto nel commento al vangelo di Giovanni, Adrienne sviluppò una concezione trinitaria incentrata sulla donazione del Padre e l'autoaccettazione obbediente e grata del Figlio per e nello Spirito. Questa concezione trinitaria diviene rilevante tanto per l'immagine di Dio che per la visione dell'uomo [...]. (p. 127)
  • Nella sua vita mistica la Von Speyr viveva in straordinaria familiarità con i santi. In questo volume [Libro di tutti i santi] viene presentato di volta in volta un breve ritratto di santo con la descrizione del suo atteggiamento nella preghiera, che è anche l'espressione del suo particolare carisma come della sua specifica santità. Tutto il volume diviene allora un inno gioioso, una confessione sinfonica della santità, del rapporto privilegiato della Chiesa con Cristo e con Dio. (pp. 130-131)

Il Giubileo

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  • Gesù Cristo è il centro della storia perché è il Figlio di Dio.
  • Il tempo di Cristo, unico ed irripetibile, è come il centro del cerchio dai quali si dipartono i raggi di collegamento con ogni punto della storia.
  • La risurrezione non è un evento che riguarda solo il Signore, ma diventa viva ed efficace quando attecchisce nel cuore dei discepoli, quando essi non possono contenere la gioia del loro cuore che trabocca in parole di annuncio e testimonianza.
  1. Da Le parabole e la rivelazione dell'amore di Dio, in Adrienne von Speyr, Le parabole del Signore, Jaca Book, Milano, 2008, p. 9. ISBN 978-88-16-30459-8
  2. Citato in Santa Gianna Beretta Molla ci testimonia il fascino e la bellezza del matrimonio, tempi.it, 27 aprile 2019.
  3. Da Teodramma d'amore, in Hans Urs von Balthasar, La mia opera ed Epilogo, Jaca Book, Milano, 1994, pp. 12-13. ISBN 88-16-30258-5
  4. Da Padre Guido Sommavilla: fede e coraggio, in Letture, novembre 2007.
  5. Citato in Filippo Rizzi, Adrienne: e la mistica si fa «moderna», Avvenire, 13 settembre 2007.
  6. Da Von Balthasar e le sfide della cultura, in Aa.Vv., Mito versus Fantasy, Editoriale Jaca Book, Milano, 2008, p. 72. ISBN 978-88-16-70218-9

Bibliografia

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  • Aa.Vv., Il Giubileo, Editoriale Jaca Book, Milano, 1998.
  • Elio Guerriero, Hans Urs von Balthasar, Edizioni paoline, Cinisello Balsamo, 1991. ISBN 88-215-2301-2

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