Ducati

casa motociclistica italiana

Citazioni sulla Ducati, azienda motociclistica italiana.

Citazioni

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  • È diverso essere un pilota Ducati rispetto alle altre Case. A Borgo Panigale sei a contatto con chi fa le moto, le costruisce. E loro sono contenti di vedere chi guida la moto su cui lavorano. (Danilo Petrucci)
  • È la moto che più mi è rimasta nel cuore. Se sei italiano, correre e vincere con la Ducati è il massimo. Non è solo una moto, è una storia. (Loris Capirossi)
  • Essere ducatista va al di là del tifo, ti strega. Io ho vinto tanto con l'Aprilia, eppure non c'è paragone. (Luigi Dall'Igna)
  • [Nel 2023] Forse il nostro vero merito è stato quello di fare in modo che Superbike e MotoGP iniziassero a parlarsi: io ho provato anche le SBK e i nostri piloti, quando girano per allenarsi, usano le moto di serie che hanno tutte comunque qualcosa che le unisce alla MotoGP. Non è facile trovare una casa che ha portato questo know-how in tutte le sue moto, anche in quella elettrica: c'è un link che lega il top di Ducati, cioè la MotoGP, alla moto che tutti poi possono comprare, alla SBK, Supersport, all'elettrica. (Michele Pirro)
  • La Ducati è diversa, ha una musica inconfondibile, senti che è fatta per te, tu sei come lei, è una moto senza compromessi... (Filippo Preziosi)
  • La Ducati fu acquistata dai fratelli Castiglioni nel 1986 e io c'ero. [...] Ero al tavolo, ma non c'entravo un cavolo con i soldi. Chi voleva davvero comprarla, giusto per mettere le cose al posto giusto, fu Gianfranco Castiglioni. Fece di tutto per comprarla, mentre suo fratello Claudio ed il suo gruppo [Cagiva], di cui facevo parte anche io, non ne voleva sapere, proprio zero. [...] Pensate che quando Gianfranco la comprò i due fratelli non si parlarono per un anno e mezzo, tanto e vero che la madre, la signora Rosa, sapendo che io ero vicino ad entrambi, mi chiese di metterli d'accordo, non passavano neanche più il Natale assieme. Scoppiò una sorta di rissa familiare incredibile. Claudio questa cosa l'ha boicottata per un anno e mezzo, anche se alla fine aveva ragione Gianfranco. L'anno dopo lo stesso Gianfranco comprò l'Husqvarna da Elettrolux. E lo fece non per le moto che producevano, quanto per la rete vendita che avevano per poterla usare per vendere le Ducati. [...] Ricordo che la prima Dakar che facemmo con motori Ducati, si spaccavano tutti. Eppure c'era gente in gamba, come Farnè, Mengoli, che le moto poi sapevano farle. Se non ci fossero stati i Castiglioni, di fatto la Ducati non sarebbe più esistita. La presero in un momento in cui non facevano niente. Appena arrivarono i Castiglioni, si gettarono a capofitto sulla SBK con Ducati ed hanno fatto la storia. (Carlo Pernat)
  • La Ducati non ha intenzione di fare concorrenza a tutti su tutto [...]. La Ducati è sostanzialmente moto sportiva, moto tecnologica, moto di prestazione e questo vuole rimanere, perché ci teniamo a rispettare la nostra storia. (Massimo Bordi)
  • [Confrontando le esperienze in Honda e Ducati] La Honda era organizzata ma lì eri soltanto un numero. In Ducati c'era un'organizzazione non sempre perfetta, ma era bello sentirsi il numero uno. (Carl Fogarty)
  • Non aver vinto un Mondiale con la Ducati ufficiale è ancora oggi un rammarico grande, la Ducati è qualcosa che ti entra dentro, che ti crea un legame. (Pierfrancesco Chili)
  • Quando sono arrivato in Ducati sentivo di entrare a far parte della storia del motociclismo, della storia delle corse. Lo slogan Ducati sulla passione per le corse è qualcosa che mi ha subito colpito... (Johann Zarco)
  • Se devo essere onesto, si: sono un po' stufo di disegnare moto intorno ai bicilindrici a L, ma questo è ciò che fa Ducati. (Pierre Terblanche)
  • Tutta la mia carriera, anzi tutta la mia vita è stata legata a Ducati, non conosco altro colore se non questo rosso. (Giancarlo Falappa)
  • Essere ducatista vuol dire saper soffrire. Perché la Ducati dà gioie, ma anche tanti dolori. È qualcosa che ti nasce dentro e non se ne va più, ti entra sotto la pelle. È una tuta colorata di rosso, mutande comprese, è una passione viscerale.
  • La Ducati dovrebbe ringraziare ogni giorno il dio della Superbike, perché senza questo campionato la Ducati non potrebbe essere quella che è ora. D'altro canto, anche la Superbike deve ringraziare la Ducati, che per molto tempo è stata l'unica casa a competere un forma ufficiale nel campionato, correndo di fatto da sola. È stato un bene per entrambe le parti ed entrambe dovrebbero esserne grate.
  • [«Cosa significa correre e vincere con la Ducati?»] Ogni team ha il proprio metodo di lavoro, ed è giusto che sia così, ma il metodo Ducati vive della passione dell'intera azienda. Ti racconto un aneddoto: quando Stoner fece un giro per lo stabilimento, nel dicembre 2015, dopo 5 anni con HRC, passò vicino ad un'addetta al magazzino che volle farsi autografare una vecchia fotografia dell'australiano in sella alla Desmosedici che teneva nel cassetto. Casey si stupì e chiese alla donna perché l'avesse conservata così a lungo. Lei rispose: "sapevo che prima o poi saresti tornato in famiglia". Questo è lavorare per Ducati.
  • Ritengo che la Ducati vada ridata ai "Ducatisti" [...]. Chi ama la Ducati, chi ha una Ducati in garage e l'avrà anche tra dieci anni, ha bisogno di gente che creda nello spirito Ducati e che abbia sposato la sua causa.

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