Disturbo mentale

affezione che colpisce il pensiero, i sentimenti o il comportamento di una persona

Citazioni sul disturbo mentale.

Malato mentale con camicia di forza, immobilizzato ad un muro (incisione su legno del 1908)

Citazioni

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  • C'è anche una pubblicità di una clinica per malattie mentali. Non le curano, le procurano. Il loro motto è "Non sarai mai solo con la schizofrenia"! (Dylan Dog)
  • Mentre il malato mentale è interamente alienato nella persona del suo medico, il medico dissipa la realtà della medicina mentale nel concetto critico di follia. (Michel Foucault)
  • Non bisogna dimenticare che lo studio delle malattie mentali cominciò ad acquistare qualche continuità solo verso la fine del secolo XVIII. Fino a quell'epoca, i pregiudizi religiosi e filosofici, se permettevano di cercare, del resto con poca fortuna, la sede dell'anima nel corpo, comprimevano ogni altra tendenza che fosse contraria allo spiritualismo; e la vita della psichiatria, salvo i lucidi intervalli della civiltà greca e latina, fu letargo prolungato, senza acquisti nuovi e senza nemmeno la memoria degli acquisti precedenti. (Eugenio Tanzi)
  • Ogni volta che conviene, tutti gli uomini possono essere inclusi o esclusi da questa definizione [malattia mentale], che non ha nulla di scientifico, se non altro per la sua indeterminatezza. (Giorgio Antonucci)
  • Dato il livello ridottissimo delle nostre conoscenze nel campo della malattia mentale (in particolare la schizofrenia, di cui conosciamo le diverse modalità di espressione, ma quasi nulla di ciò che riguarda l'eziologia), non possiamo continuare ad "accantonare" i malati in attesa di raggiungere una più approfondita comprensione di ciò di cui soffrono, aumentandone la sofferenza attraverso la reclusione e la segregazione.
  • Il malato mentale, ricoverato e distrutto nei nostri manicomi, non si rivela soltanto l'oggetto della violenza di un'istituzione deputata a difendere i sani dalla follia; né soltanto l'oggetto della violenza di una società che rifiuta la malattia mentale; ma è insieme, il povero, il diseredato che, proprio in quanto privo di forza contrattuale da opporre a queste violenze, cade definitivamente in balia dell'istituto deputato a controllarlo.
  • Se la malattia mentale è, alla sua stessa origine, perdita dell'individualità, della libertà, nel manicomio il malato non trova altro che il luogo dove sarà definitivamente perduto, reso oggetto della malattia e del ritmo dell'internamento.
  • Dobbiamo prendere i problemi di salute mentale oggi così diffusi e convertirli da una condizione di medicalizzazione a un antagonismo reale; i disordini affettivi sono forme di scontento acquisito, e questa disaffezione può e deve essere indirizzata altrove, verso fuori, verso la sua vera causa: il Capitale.
  • Che qualsiasi malattia mentale possa essere rappresentata come un fatto neurologico è chiaro a tutti. Ma questo non ci dice nulla sulle cause. Se per esempio è vero che la depressione generalmente comporta un basso livello di serotonina, allora quello che va spiegato è perché in determinati individui il livello di serotonina sia basso. Farlo però richiede una spiegazione sociale e politica: ripoliticizzare la malattia mentale è un compito urgente per qualsiasi sinistra che voglia lanciare una sfida al realismo capitalista.
  • L’ontologia oggi dominante nega alla malattia mentale ogni possibile origine di natura sociale. Ovviamente, la chimico-biologizzazione dei disturbi mentali è strettamente proporzionale alla loro depoliticizzazione: considerarli alla stregua di problemi chimico-biologici individuali, per il capitalismo è un vantaggio enorme. Innanzitutto, rinforza la spinta del Capitale in direzione di un’individualizzazione atomizzata (sei malato per colpa della chimica del tuo cervello); e poi crea un mercato enormemente redditizio per le multinazionali farmaceutiche e i loro prodotti (ti curiamo coi nostri psicofarmaci).

Voci correlate

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