Carlo Freccero

autore televisivo italiano (1947-)

Carlo Freccero (1947 – vivente), autore televisivo italiano.

Carlo Freccero nel 2009

Citazioni di Carlo Freccero

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  Citazioni in ordine temporale.

  • [Su Romanzo criminale - La serie] Chapeau! Un prodotto finalmente innovativo rispetto alla fiction italiana, una serie che può spingere finalmente a fare prodotti diversi [...] i colori in digitale sembravano usciti proprio dagli anni Settanta. L'ambientazione era perfetta ed è molto interessante lo sviluppo della parte politica [...][1]
  • Con Berlusconi non c'era tutto questo servilismo che c'è verso Renzi. È una cosa insopportabile. La Rai è già renziana ma si adegua sempre, a volte anticipa i tempi. Mi colpisce la stampa, è un inno continuo. La7? Sì, Mentana è abbastanza renziano, senza dubbio. E poi Renzi dà il cellulare a tutti. C'è una forma di cameratismo coi giornalisti che vuol dire tante cose. Con Berlusconi non c'era, non c'era. Ci deve essere un distacco.[2]

rollingstone.it, 31 luglio 2016.

  • Accanto alla vita privata e agli spazi limitati in cui si svolge (la casa, il bar, il corso dello struscio, lo stadio), abbiamo una vita sociale che si anima sempre più in uno spazio virtuale. Al di là del nostro privato, siamo membri di una o più collettività. Siamo cittadini italiani, ma anche europei, appartenenti alla Nato, firmatari di accordi internazionali, partigiani di questo o quel partito, sostenitori di una convinzione religiosa o paladini del laicismo. Abbiamo insomma una vita individuale e una vita sociale. Ma con la completa mediatizzazione della nostra vita aggregata, questa dimensione sociale si è sempre più allontanata dalla nostra vita vera e viene condivisa soltanto attraverso i filtri della comunicazione: giornali, televisione, Internet.
  • L'immagine attuale dell'informazione televisiva è rassicurante. C'è il gossip, la politica come spettacolo. E tutti i generi dell'intrattenimento. È vero che ogni tanto fa irruzione la violenza, la guerra, il male. E questa violenza e questo male sono così estremi da eccedere le nostre stesse capacità di comprensione. Ma sono in qualche modo sterilizzati nella misura in cui vengono proiettati all'esterno di noi. Il male sono gli altri, i nemici, gli zingari, l'Isis, gli stranieri, gli estranei. La linea di separazione tra il bene (noi) e il male (gli altri) è così netta che, nonostante la visione falsamente tranquillizzante di un mondo quotidiano dedicato al bricolage, al gossip e all'esibizione di status, viviamo in un costante stato di accerchiamento e di insicurezza per la nostra incolumità, perché quello che è fuori può sempre raggiungerci con l'immigrazione e distruggerci con il terrorismo.
  • Se la televisione è in grado solo di comunicarci un'informazione manichea, dove noi e gli alleati siamo buoni, e il resto del mondo cattivo, la fiction ci incarica di reintrodurre in televisione il complotto, la complessità, la critica.

tvblog.it, 28 febbraio 2023.

  • Un programma tv può fotografare il presente più di un testo di sociologia. Di Maurizio Costanzo mi ricordo perfettamente l'effetto che provai di fronte al suo programma Bontà loro. [...] Era il primo Talk Show italiano. Eravamo in Rai, ottobre 1976, immagini in bianco e nero. La novità stava tutto nel fatto che la Rai, come servizio pubblico, era sempre in cattedra e dava la parola a politici, esperti, professori. Qui prendeva la parola il pubblico: due personaggi famosi e un personaggio comune raccontavano il loro vissuto. Il privato prendeva la parola.
  • Io ho cominciato a lavorare in tv nel 1979 nella tv privata commerciale. È un nuovo mondo che Costanzo è stato in grado di intuire ed anticipare e infatti la maggior parte del suo lavoro si svolgerà in ambito commerciale. Che differenza c'è tra tv pubblica e privata? La famosa rivoluzione copernicana. Il pubblico non riceve più passivamente il messaggio televisivo, ma sceglie, decide i programmi e vuole addirittura porsi al centro della scena. È un fenomeno che Umberto Eco codificherà negli anni '80 col termine Neotelevisione. Ecco, Costanzo faceva neotelevisione quasi dieci anni prima.
  • Ogni storia, anche la più insignificante, diventa degna di essere raccontata perché in grado di generare empatia. Paradossalmente le vite normali sono più vere. E anche chi invece ha successo e vive vite spericolate sa che per comunicare col pubblico deve attingere al quotidiano più che all'eccezionale. Il Maurizio Costanzo Show trasforma le confessioni in spettacolo. La programmazione orizzontale crea star, ogni performance diventa un numero di varietà della vita con passerella finale. In effetti il Talk di Costanzo si evolve con il Maurizio Costanzo Show in un teatro della vita. Mi ricorda in qualche modo il teatro felliniano di . Noti e ignoti si alternano. Ma la programmazione quotidiana orizzontale è una formidabile matrice per creare nuove star. Ma cosa succede se l'obiettivo non ti abbandona, ti segue giorno per giorno? Farà di te una star secondo un meccanismo che poi sarà usato a piene mani dal reality. Ecco, secondo me nel Talk di Costanzo c'è già un'anticipazione del reality, il tutto messo in bella copia nella scenografia teatrale che traduce le confessioni in grande varietà: il varietà della vita con passerella finale.
  • La capacità di Costanzo di rimanere in scena così tanto tempo con un unico modello di trasmissione, il Talk show, è legata alla sua capacità di intuire sempre il presente spostando il suo prototipo in nuove direzioni.
  • Chi è l'erede di Costanzo? La De Filippi ha estremizzato Costanzo. Sino all'ultimo giorno della sua vita, Costanzo non ha fatto che ringraziare la sorte di aver vissuto i suoi ultimi anni con Maria. Costanzo ha avuto 4 mogli e molte storie, ma si trattava di legami sentimentali. Con Maria è scattata una sorta di simbiosi basata sui comuni interessi professionali. Maria ha dichiarato molte volte che il marito rappresenta il suo interlocutore privilegiato nella stesura dei programmi. E devo dire che è stata bravissima nell'indirizzare l'intuizione di Costanzo per estrarre spettacolo dalla vita e dal vissuto. La sua bravura consiste nell'aver elaborato dei veri e propri format strutturati che affondano le radici nella dimensione del quotidiano. Maurizio Costanzo esibisce il varietà della vita, Maria De Filippi esibisce il racconto melodrammatico della vita.

Citazioni su Carlo Freccero

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  • Carlo Freccero ha smesso di pensare da molti anni. Non per ignoranza, ma per assenza di testa. (Vittorio Sgarbi)
  • Nel maggio del 1992 la Fininvest decise di sostituire il direttore di rete Carlo Freccero con Carlo Vetrugno. Freccero aveva portato a Italia 1 Mezzogiorno italiano e altri programmi innovativi come Lezioni d'amore di Giuliano Ferrara e Anselma Dall'Olio, Scherzi a parte, Pressing, Mai dire Tv, L'Istruttoria. Secondo alcuni la sua linea era troppo creativa rispetto al tipo di programmi richiesti dai dirigenti Fininvest che cominciavano, a detta loro, a incontrare difficoltà a vendere gli spazi pubblicitari. Non credo a questa tesi perché nel mercato televisivo sono sempre stati gli ascolti a determinare la raccolta pubblicitaria. Credo invece che il motivo della cacciata di Freccero sia di natura politica come nel mio caso. (Gianfranco Funari)
  1. Citato in Fiorello, fan di Romanzo Criminale: "Voglio seguirla tutta", cinema.sky.it, 17 novembre 2008.
  2. Dal programma radiofonico La Zanzara, Radio 24; citato in Freccero contro la Rai: "Troppo servile con Renzi. Era meglio con Berlusconi...", ilgiornale.it, 6 marzo 2014.

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