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Bandiera dell'Argentina

Citazioni sull'Argentina.

Indice

CitazioniModifica

  • Gli argentini non sono prudenti. Mai stati. (Federico Buffa racconta Storie Mondiali)
  • Il bello del tango è che in Argentina tutti i musicisti classici lo suonano. Non è come in America dove la classica e il jazz sono mondi separati. Io ogni tanto ho bisogno di tornare laggiù a suonarlo con i miei amici. (Daniel Barenboim)
  • Il voto è libero ma che democrazia è questa fra tanta miseria? (Adolfo Pérez Esquivel)
  • In Argentina siamo abituati all'improvvisazione, una virtù nel tango. A differenza di economie stabili come l'Europa e il Nord America, abbiamo alle spalle crisi che ci hanno abituato a sopravvivere. E il tango resta un motore della nostra economia: a Buenos Aires arriva gente da tutto il mondo. E questo dà lavoro all'indotto che vi ruota intorno. (Roberto Herrera)
  • L'Argentina è stata il solo Paese al mondo in cui un governo civile, un presidente democratico che non aveva la pistola in tasca, ordinò alla giustizia militare e poi a quella civile di processare i capi militari che avevano ordinato tanti crimini atroci. (Ernesto Sabato)
  • L'Argentina è una nazione che è riuscita ad avere cinque presidenti in dodici giorni. Abbiamo l'ironia nel sangue. (Batman Incorporated)
  • La terra è uno dei grandi problemi dell'Argentina, come d'altronde dell'intero continente latinoamericano. La vendita indiscriminata e l'espulsione dei popoli originari e dei contadini, non fa che condannarli alla povertà e alla marginalità. (Adolfo Pérez Esquivel)
  • Sono nato e cresciuto in un piccolo paese dal nome indio nel nord dell'Argentina, al confine con la Colombia. Lì si respirava aria di folklore: il tango era più ritmico e con meno figure rispetto alla capitale Buenos Aires. (Roberto Herrera)

Jorge Luis BorgesModifica

  • Ma quanti altri Paesi non hanno avuto una storia egualmente crudele?
  • Nei paesi di cultura giovane, dove la storia ha solo un secolo e mezzo, il nazionalismo è ridicolo. Abbiamo una tradizione giovane, cosmopolita, di emigrazione. Nelle pampas, fino a pochi anni fa, si contava così: uno, due, tre, quattro... Dopo il quattro, veniva il molto, l'infinito a portata di mano, l'ignoto. Sono questi gli avi, i padri del nostro nazionalismo? Su cosa possiamo fondare l'orgoglio della nostra storia? Buenos Aires è una città abitata da un'immensa classe media venuta dall'Europa. Se guardiamo la guida del telefono, troviamo quasi soltanto nomi italiani. Io, che ho sangue portoghese, spagnolo e inglese, mi sono sempre sentito un estraneo. E anche la nostra storia, i monumenti, le strade, sono dedicati ad argentini che si chiamano Belgrano, Brown, Bouchard... Di quale passato parlano i nazionalisti di oggi? A meno di non volersi basare su un tipo eccezionale come il gaucho. Ma i gauchos si battevano contro i padroni fondiari per interessi particolari, ed erano gente molto semplice...
  • Non posso spiegarle il mio Paese, perché non lo capisco, come a volte non capisco me stesso. Se vuole una spiegazione, posso inventarne più di una. Amo l'Argentina, ma non la capisco, come non capisco l'universo.

Arturo FrondiziModifica

  • Il male dell'Argentina è sempre stato lo scontro sulle questioni secondarie. In un Paese in via di sviluppo come il nostro, tutti devono mettere insieme le loro forze: intellettuali, operatori economici, sacerdoti, politici, operai. Anche i militari.
  • L'Europa deve comprare di più in Argentina, perché l'Argentina vuol comprare più macchine, più motori, più attrezzature tecniche.
  • Noi abbiamo bisogno di capitali stranieri poiché il provento del nostro commercio estero e le risorse del risparmio nazionale sono entità troppo esigue che rallenterebbero eccessivamente il nostro progresso economico.

Juan Domingo PerónModifica

  • Gli argentini sono al 30 per cento socialisti, al 20 per cento conservatori, un altro 30 per cento è di radicali.
  • In Argentina, in dieci anni di governo giustizialista, siamo vissuti liberi in una nazione sovrana. Nessuno poteva intromettersi nelle nostre faccende interne senza fare i conti non noi. Ma in dieci anni la sinarchia internazionale, ossia l’insieme delle forze imperialiste che dominano attualmente il mondo, ha avuto ragione di noi.
  • Io porto nelle mie orecchie la meravigliosa musica che, per me, è la parola del popolo argentino.

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