António Guterres

politico portoghese

António Manuel de Oliveira Guterres (1949 – vivente), politico portoghese.

António Guterres nel 2016

Citazioni di António GuterresModifica

  • [Sul Colpo di Stato in Birmania del 2021] Questi sviluppi sono un duro colpo alle riforme democratiche in Birmania. Le elezioni generali dell'8 novembre 2020 danno un forte mandato alla Lega nazionale per la democrazia (Nld), riflettendo la chiara volontà del popolo birmano di continuare sulla strada conquistata a fatica della riforma democratica.[1]
  • [Sulla crisi russo-ucraina del 2021-2022] Spesso mi viene chiesto se ci troviamo in una nuova guerra fredda. Io credo che la minaccia alla sicurezza sia maggiore e più complessa di allora. Nella guerra fredda c'erano meccanismi di valutazioni del rischio e vie informali per la prevenzione. Oggi la maggior parte di questi meccanismi non esiste più e le persone che erano esercitate a questo non sono più qui.[2]
  • [Sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022] È il momento più triste del mio mandato da segretario generale Onu. Devo cambiare il mio appello: presidente Putin, nel nome dell'umanità, porta indietro le truppe russe. Questo conflitto deve fermarsi ora.[3]
  • [Sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022] Questa guerra non ha alcun senso. E causerà, se non si ferma, un livello di sofferenza che l'Europa non conosce dai tempi, almeno, della crisi balcanica. Quello che mi è chiaro è che questa guerra non ha senso e viola i principi della Carta Onu.[4]
  • [Sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022] L'Ucraina è in fiamme. Il paese viene decimato davanti agli occhi del mondo. L’impatto sui civili sta raggiungendo proporzioni terrificanti. Innumerevoli persone innocenti, comprese donne e bambini, sono state uccise. [...] Qualunque sia il risultato, questa guerra non avrà vincitori, solo vinti.[5]
  • [Sul Bombardamento di Borodjanka.] Vedo questi edifici distrutti e immagino la mia famiglia in una di queste case adesso nere e devastate. Vedo le mie nipoti che fuggono nel panico.[6]

Da Guterres: “Un’Europa forte e coesa è pilastro fondamentale per le Nazioni Unite”

Parlamento Europeo, Strasburgo, 17 maggio 2017; citato in EuNews.it, 17 maggio 2017.

  • Va rafforzata la capacità delle Nazioni unite, ed è impossibile farlo senza l’appoggio dell’Ue. Un’Europa forte e unita è un pilastro fondamentale per un’Onu forte ed efficace.
  • [Sulla Guerra civile siriana.] In Siria, nessuno ha vinto, al contrario tutti hanno perso non solo i cittadini siriani, ma anche gli altri Stati della regione visto che il conflitto ha generato forte incertezza. [...] Bisogna porre fine a questo conflitto senza senso, che costituisce una minaccia terribile alla sicurezza globale.
  • Come europeo credo che i valori illuministi siano stati il più grande contributo dell'Europa al mondo, quei valori devono essere il fondamento del nostro impegno a costruire un mondo più giusto, tollerante, pacifico e prospero.

Da Messaggio del Segretario Generale per la Giornata Mondiale di commemorazione e dignità delle vittime di genocidio e della prevenzione di questo crimine

unric.org, New York, 9 dicembre 2020

  • Il genocidio è il più odioso dei crimini, che spazza tutto ciò che tocca in uno tsunami di odio e distruzione. È un attacco ai nostri più fondamentali valori condivisi.
  • Il genocidio non manca mai di scuotere la coscienza del mondo quando avviene. Ma non viene mai commesso senza chiari, molteplici segni premonitori. Le vittime sono spesso il bersaglio di discorsi d’odio, discriminazione e violenza. [...] I discorsi d’odio rappresentano un chiaro segnale, e occorre migliorare la nostra capacita’ di rigettarli in tutte le loro forme. Ciò implica tra l’altro che compagnie tecnologiche e social media facciano la propria parte. Anche leader religiosi e società civile hanno un ruolo nella prevenzione.
  • Il nesso tra sistematica impunità e atrocità dei crimini è evidente. La risposta sta in indagini imparziali appoggiate dalle istanze giudiziarie. Ciò significa anche accesso alla giustizia e a rimedi efficaci per le vittime. Mentre sofferenza e coraggio delle vittime sono riconosciuti nei processi di accertamento della responsabilità, è raro che lo siano anche i loro bisogni psicologici e materiali.

Da Antonio Guterres a Vladimir Putin: "La carta dell’ONU non è un ‘menu à la carte'"

Sulla crisi russo-ucraina del 2021-2022, Lavocedinewyork.com, 22 febbraio 2022.

  • Certamente è la più grande crisi da quando sono Segretario Generale. [...] Ci troviamo di fronte a un momento che speravo sinceramente non sarebbe arrivato mai.
  • Lasciatemi essere chiaro: la decisione della Federazione Russa di riconoscere la cosiddetta "indipendenza" di alcune aree delle regioni di Donetsk e Luhansk è una violazione dell’integrità territoriale e della sovranità dell'Ucraina. [...] I principi della UN Charter non sono come un menu alla carta. Non possono essere applicati selettivamente. Gli Stati membri li hanno accettati tutti e devono applicarli tutti.
  • Sono anche preoccupato per la perversione del concetto di peacekeeping... Io sono orgoglioso dei risultati raggiunti dalle operazioni di mantenimento della pace dell’Onu in cui così tanti Caschi Blu hanno sacrificato la propria vita per proteggere i civili. Ma quando le truppe di un paese entrano nel territorio di un altro paese senza il suo consenso, non sono peacekeepers. Anzi, non sono affatto mantenitori di pace.

Da Il genocidio non è stato né un incidente né inevitabile

Discorso al 28° anniversario del genocidio del Ruanda, unric.org, 7 aprile, 2022

  • Il genocidio non è stato né un incidente né inevitabile. È stato deliberato, sistematico – e condotto in pieno giorno. Nessuno che seguisse gli affari del mondo o guardasse il telegiornale poteva negare la violenza nauseante che stava avendo luogo. Eppure troppo pochi hanno parlato – e ancora meno hanno cercato di intervenire.
  • Il Ruanda oggi è un potente testamento della capacità dello spirito umano di guarire anche le ferite più profonde e di emergere dalle profondità più oscure per ricostruire una società più forte.
  • Il genocidio contro i Tutsi ha sollevato questioni che riguardano tutta l’umanità – domande fondamentali sul ruolo del Consiglio di sicurezza, l’efficacia del mantenimento della pace, la necessità di porre fine all’impunità per i crimini internazionali, la necessità di affrontare le radici della violenza e la fragilità della civiltà.

NoteModifica

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