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True Detective

serie televisiva statunitense

True Detective

Serie TV

Immagine True Detective Logo 2014.png.
Titolo originale

True Detective

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti
Anno

2014 - in produzione

Genere drammatico, poliziesco
Stagioni 2
Episodi 16
Ideatore Nic Pizzolatto
Rete televisiva HBO
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

True Detective, serie televisiva statunitense trasmessa dal 2014.

Stagione 1Modifica

Episodio 1, Capitolo uno: La lunga luminosa oscuritàModifica

DialoghiModifica

  • Rust: Le persone qui attorno è come se neanche sapessero che esiste un mondo là fuori, potrebbero vivere anche sulla cazzo di Luna.
    Marty: Ci sono molti tipi di ghetto nel mondo.
    Rust: Esiste un unico ghetto, Marty. Un enorme cloaca che fluttua nello spazio.
  • Rust: Io mi considero una persona realista, ma in termini filosofici sono quello che definiresti un pessimista.
    Marty: Va bé! Ok! Che cosa significa?
    Rust: Che non sono uno spasso alle feste!
    Marty: Hmm, lascia che te lo dica: non lo sei neanche in altre situazioni!
  • Rust: Credo che la coscienza umana sia un tragico passo falso dell'evoluzione. Siamo troppo consapevoli di noi stessi. La natura ha creato un aspetto della natura separato da se stessa. Siamo creature che non dovrebbero esistere... per le leggi della natura.
    Marty: Hmm, mi sembra una gran bella stronzata!
    Rust: Siamo delle cose che si affannano nell'illusione di avere una coscienza. Questo incremento della reattività e delle esperienze sensoriali è programmato per darci l'assicurazione che ognuno di noi è importante, quando invece siamo tutti insignificanti.
    Marty: Io non andrei in giro a sparare queste stronzate! La gente da queste parti non la pensa così, io non la penso così!
    Rust: E io credo che la cosa più onorevole per la nostra specie sia rifiutare la programmazione, smetterla di riprodurci, procedere mano nella mano verso l'estinzione... un'ultima mezzanotte in cui fratelli e sorelle rinunciano ad un trattamento iniquo.
    Marty: Allora che senso ha alzarsi dal letto la mattina?
    Rust: Io dico a me stesso che sono un testimone ma la risposta giusta è che sono stato programmato così e mi manca la disposizione al suicidio.
  • Marty: Sei riuscito a dormire ieri sera?
    Rust: Io non dormo, io sogno e basta.

Episodio 2, Capitolo due: VisioniModifica

  • Stare con me non è facile. Io non lo faccio apposta ma sono critico, posso essere una presenza soffocante. Credo che nessuna persona dovrebbe stare vicina a me. Io le logoro dentro, loro diventano infelici. (Rust)
  • Non è questo lavoro che mi ha reso così, piuttosto è la mia indole che mi ha reso adatto a questo lavoro. (Rust)
  • Quando avevo quelle visioni la maggior parte delle volte pensavo di essere matto, ma c'erano altre volte in cui pensavo di riuscire a svelare la realtà segreta dell'universo. (Rust)
  • Credo che sia da presuntuosi volersi ostinare a sottrarre un'anima alla non esistenza e relegarla nella carne, trascinare una vita dentro a questo tritatutto, e mia figlia mi ha risparmiato dal peccato di essere padre. (Rust)

Episodio 3, Capitolo tre: La stanza sbarrataModifica

FrasiModifica

  • Se l'unica cosa che rende corretta una persona sia l'aspettativa di una ricompensa divina allora, fratello, quella persona è un pezzo di merda. E io i pezzi di merda li voglio far venire a galla... più che posso. E questa qui sarebbe vita? Persone che si radunano... e si raccontano panzane che sono in aperto contrasto con tutte le leggi dell'universo... solo per finire una cazzo di giornata in pace? No. (Rust)
  • È così da quando una scimmia ha guardato il sole e ha detto all'altra scimmia: "Lui ha detto che tu devi dare a me la tua cazzo di parte." Le persone... sono così fottutamente deboli che preferirebbero gettare una moneta nel pozzo dei desideri, piuttosto che comprarsi la cena. (Rust)
  • Trasferimento di paura e disprezzo di sé stessi, uniti a un tramite autoritario. È una catarsi. Lui assorbe la loro paura con la sua oratoria. Per questo motivo, è efficace in proporzione al numero di certezze che riesce a proiettare. Alcuni antropologi linguistici pensano che la religione sia un virus del linguaggio, che riscrive percorsi nel cervello e offusca il pensiero razionale. (Rust)
  • Tutti incappiamo in quello che io chiamo la "trappola della vita". Questa profonda certezza che le cose saranno diverse, che ti trasferirai in un'altra città... e conoscerai persone che ti saranno amiche per il resto della tua vita, che ti innamorerai e sarai realizzato. Vaffanculo alla realizzazione e alla risoluzione. Che si inculino quei due... cazzo di vasi vuoti che contengono questo mare di merda. La realizzazione non si raggiunge, non fino all'ultimo istante. E la risoluzione. No... No. No. Niente finisce davvero. (Rust)
  • E di questo che sto parlando, è questo che intendo quando parlo del tempo e della morte e della futilità. CI sono considerazioni più ampie all'opera principalmente l'idea di quello che ci è dovuto in quanto società per le nostre reciproche illusioni.Li guardi negli occhi anche in una foto, non ha importanza se siano vivi o morti, puoi comunque leggerli e sai cosa capisci? Che loro l'hanno accolta. Non subito ma, proprio li all'ultimo istante, un sollievo inequivocabile. Certo erano spaventati e poi hanno visto per la prima volta quanto fosse facile lasciarsi andare. L'hanno visto in quell'ultimo nanosecondo. Hanno visto quello che erano, che noi, ognuno di noi, in tutto questo grande dramma non è mai stato altro che un cumulo di presunzione ed ottusa volontà e allora poi lasciarti andare, alla fine non devi aggrapparti così forte per capire che tutta la tua vita, tutto il tuo amore, il tuo odio, la tua memoria, il tuo dolore erano la stessa cosa, erano semplicemente un sogno, un sogno che si è svolto in una stanza sprangata e grazie al quale hai pensato di essere una persona. (Rust)

DialoghiModifica

  • Jennifer: Sei stato a Parigi?
    Rust: Per un mese.
    Jennifer: Cosa ci facevi a Parigi?
    Rust: Per lo più mi ubriacavo davanti a Notre Dame.

Episodio 4, Capitolo quattro: Cani scioltiModifica

FrasiModifica

  • Sentito, pezzo di merda? Te l'ho detto, testa di cazzo: morirai! (Lamar) [ultime parole]

DialoghiModifica

  • Iron Cruseder[ultime parole]: [Durante la sparatoria, Rust stordisce Ginger, facendo capire all'altro Iron Cruseder che è un traditore] Lo sapevo, cazzo! [Prova a sparare su Rust, ma questi devia il colpo su Tiger Thomas e uccide il biker con un colpo alla gola]
    Tiger Thomas[ultime parole]: [Morente] Cristo...
  • Vicino di Lamarr[ultime parole]: [Mentre Rust fugge con Ginger, tre vicini di Lamarr fanno per irrompere in casa di Lamarr armati di mazze] Ammazziamoli!
    Secondo Iron Cruseder[ultime parole]:[Uccide il vicino di Lamarr che ha parlato sparandogli mentre esce dalla casa, ma viene gettato a terra e picchiato dagli altri due] Ah! Sporchi negri! [Uno dei due gli spara in testa]

Episodio 5, Capitolo cinque: Il destino segreto della vita stessaModifica

FrasiModifica

  • Sentite, tutti sanno di avere qualcosa che non va. Semplicemente non sanno cosa sia. Vogliono tutti una confessione. Vogliono tutti un racconto catartico per descriverla specialmente i colpevoli. Ma tutti sono colpevoli in qualche modo. (Rust)
  • La Morte ha creato il Tempo affinché facesse crescere tutto ciò che poi lei avrebbe ucciso. (Rust)
  • La nostra vita si ripropone ciclicamente come dei kart su una pista. Tutto quello che è al di fuori della nostra dimensione è eternità. L'eternità ci osserva dall'alto. Ora per noi è una sfera ma per loro è un cerchio. (Rust)
  • Nell'eternità dove il tempo non esiste niente può crescere niente può divenire, niente cambia. Quindi la morte ha creato il tempo per far crescere le cose che lei ucciderà e ognuno poi rinasce ma sempre nella stessa vita in cui si è vissuti in precedenza. Nessuno è in grado di ricordare la propria vita, nessuno può cambiare la propria vita e questo è il terribile segreto della vita stessa. Siamo in trappola come in un incubo dal quale continuiamo a svegliarci. (Rust)
  • Li riconosci gli anni migliori quando li stai vivendo o li aspetti e basta finché non ti viene un cancro al culo e ti rendi conto che sono già passati? Perché una sensazione lo avrete notato qualche volta.... Questa sensazione che la vita ti sia scivolata tra le dita come se il futuro fosse alle tue spalle come se fosse sempre stato alle tue spalle. (Marty)
  • Il sole... è alto nel cielo...Stelle Nere...Girano intorno... (Reggie Ledoux) [ultime parole]
  • Cazzo! (Dewall Ledoux)[ultime parole]

Episodio 6, Capitolo sei: Case infestateModifica

FrasiModifica

  • Io dissi qualcosa sul perdono e lui [Riferito a Rust] rispose... che il perdono non esiste. Che la gente tende solo a dimenticare. (Maggie)

Episodio 7, Capitolo sette: Verso la veritàModifica

FrasiModifica

  • Un vero uomo non se lo scorda mai quando deve farsi perdonare. (Rust)

DialoghiModifica

  • Rust: Una vita basta a malapena per diventare bravo in una cosa.
    Marty: Quando basta.
    Rust: Già, quindi devi stare ben attento a quello in cui vuoi diventare bravo.

Episodio 8, Capitolo otto: CarcosaModifica

Frasi

Adesso togliti la tua maschera! (Errol Childress) [ultime parole]

Dialoghi

Rust: E' che, sai: credevo che io non dovessi pronunciare il suo nome. Non volevo giudicarti, non ti piace essere giudicato.

Marty: No, hai ragione: da te non mi piace.

Rust: Non ho detto una parola.

Marty: Si, ma riesco comunque a leggertelo in faccia.

Rust: Il vero problema ce l'hai con la tua faccia, non con la mia.

Marty: E' difficile trovare un approccio con un uomo che allontana le persone come fai tu, lo sai?

Rust: Io non ti dico cosa fare della tua vita, Martin.

Marty: No no, certo: tu giudichi solamente.

Rust: Come carne senziente, Martin: per quanto le nostre identità siano illusorie, siamo noi a dare loro una forma, esprimendo incessantemente pesanti giudizi, tutti giudichiamo: se questo ti dà problemi, hai sbagliato pianeta.

  • Rust: Ti confesso Marty, sono stato sveglio in quella stanza a guardare dalla finestra ogni notte, pensando...c'è solo una storia. La più antica.
    Marty: Quale?
    Rust: La luce contro l'oscurità.
    Marty: Beh...so che non siamo in Alaska, ma a me sembra che l'oscurità abbia molto più spazio.
    Rust: Già. Hai proprio ragione.
    [...]
    Rust: Credo che ti sbagli...sul cielo stellato.
    Marty: In che senso?
    Rust: Una volta c'era solo l'oscurità. Se me lo chiedessi, ti direi che la luce sta vincendo.

Stagione 2Modifica

Episodio 1, Il libro dei morti d'occidenteModifica

FrasiModifica

  • Chad... ti voglio bene campione. Devi essere fiero. (Ray Velcoro)
  • Non devi fare mai niente per fame. Nemmeno mangiare. (Frank Semyon)
  • Quando guardate solo con gli occhi di Dio vedrete solo la verità e riconoscerete un universo privo di significato. Ginsberg, è stato lui a dirmelo ed è stato un dono. Quindi l'esercizio di oggi è riconoscere il mondo come privo di significato; e comprendere anche che Dio non ha creato un mondo privo di significato, considerate entrambe queste idee come inoppugnabili e giuste. Perchè è così che dobbiamo vivere ora, nell'ultima era dell'uomo. (Eliot Bezzerides)
  • L'infanzia è così spaventosa...io volevo essere un astronauta. Ma gli astronauti non vanno più sulla luna. (Ray Velcoro)
  • [Al bullo che perseguita Chad] Se farai ancora il bullo, inculerò tuo padre con il corpo senza testa di tua madre! Tredici anni, eh mezzasega? Ah, vaffanculo stronzo... (Ray Velcoro)
  • [A Woodrugh] Rimarrai mai a dormire qui? (Emily)
  • Devi tornare in sella, amico mio: Una donna mitiga i nostri istinti pià bassi. (Frank Semyon)
  • Noi ci proviamo. Adesso faremo la fecondazione in vitro e credimi, non sono entusiasta di farmi una sega in un bicchiere! (Frank Semyon)
  • Smettila, figlio di puttana. (Paul Woodrugh)

DialoghiModifica

  • Frank Semyon: Se Caspeare si presenta gli metto nel culo il piede tanto in profondità che...
    Blake:Sputerà i lacci delle scarpe?
  • Eliott Bezzerides:Mi sono chiesto come stavi...
    Ani Bezzerides: Hai parlato con Athena?
    Eliott Bezzerides: Si. Mi è sembrata... lucida.
    Ani Bezzerides: Le hai parlato così a lungo? Sai che lavoro fa?
    Eliott Bezzerides:Qualcosa con la web cam, performance... Io non mi avvicino mai ad un computer.
    Ani Bezzerides: Fa la pornoattrice.
    Eliott Bezzerides: Ah. E cos'è il porno? Mi ricordo quando lo stato classificava quello che non capiva come pornografia.
    Ani Bezzerides: Cinema d'avanguardia allora. Con spettatori dal vivo.
  • Ani Bezzerides:Parla con tua figlia, coglione. Aiutala. [Si allontana]
    Eliott Bezzerides:...L'ho appena fatto.
  • Frank Semyon: Dovresti sorseggiarlo.
    Ray Velcoro: Si, fammi provare di nuovo!
  • Eliott: Che cazzo è Vinci?
    Ray Velcoro: Oh, una città, mi hanno detto.

Episodio 2, Quando scende la notteModifica

FrasiModifica

  • [Sulla sigaretta elettronica] L'ho provata, mi faceva uno strano effetto. Era come succhiare il cazzo ad un robot. (Ray Velcoro)
  • Sono stupido? è questo il messaggio che trasmetto? Il mio socio si faceva i miei soldi, viene torturato a morte e io mi aspetto che quel coglione di Velcoro risolva tutto? (Frank Semyon)
  • Non voglio guai, stallone: lasciami fuori dalle tue storie.(Teague "Dix" Dixon)
  • Se trovano il colpevole, voglio rimanere un po' solo con lui. (Frank Symon)
  • Ho il sospetto che abbiamo il mondo che ci meritiamo. (Ray Velcoro)
  • Dicono che la vodka non puzzi: stronzate. Puzzi come mio zio. (Emily)
  • E, Ray: non voglio sentire più certe cose. (Frank Semyon)

DialoghiModifica

  • Frank Semyion: Il mio vecchio a Chicago, quando ero bambino, mi chiudeva in cantina, per poi andare ad ubriacarsi.Tutta la notte, e mi riapriva alla mattina. Credo lo facesse per proteggermi. Una notte mi chiuse dentro. Io mi sveglio, e sono chiuso lì. Non era diverso dal solito, ma lui era stato arrestato.
    Jordan Semyon: Oh mio Dio, amore...
    Frank Semyon: Il secondo giorno resto senza cibo. Il terzo, la lampadina si fulmina. è buio pesto intorno. Cominciano a venire fuori i topi. Io mi addormento, ma sento qualcosa che mi morde il dito. Allora mi sveglio: mi stava mangiando il dito.
    Jordan Semyon:E tu cosa hai fatto?
    Frank Semyon:L'ho afferrato, nel buio, e ho cominciato a sbatterlo contro il muro, finché non mi resta in mano solo poltiglia. Il buio durò ancora due giorni. Poi tornò a casa mio padre.
    Jordan Semyon:A volte penso a quante esperienze hai vissuto, che io neanche immagino.
    Frank Semyion:Da quel giorno mi chiedo: e se non fosse tornato? Se fossi rinchiuso lì al buio, ancora. Se fossi morto lì dentro? Ecco che cosa mi ricorda quella.
    Jordan Semyon:Che cosa?
    Frank Semyon: La macchia dell'umidità. Qualcosa cerca di dirmi che è tutto di cartapesta. Qualcosa mi dice di svegliarmi. Quasi che... io non fossi reale. Come se stessi sognando. Come se fossi ancora in quella cantina...
  • Ani Bezzerides: [Parlando di Dix] Sei legato a lui?
    Ray Velcoro Non sono legato a nessuno.
  • Ani Bezzerides: La differenza fondamentale tra i sessi è che uno dei due può uccidere l'altro a mani nude. Se un uomo prova solo a toccarmi, sarà morto in meno di un minuto.
    Ray Velcoro: Ah, personalmente io sono d'accordo col femminismo.

Episodio 3, Forse domaniModifica

FrasiModifica

  • [Svegliatosi dopo che è stato colpito al petto con un fucile] Ah, mi sono pisciato addosso... (Ray Velcoro)
  • Non c'è momento della mia vita che non sia questione di vita o di morte: quando cago ho una pistola puntata alla testa! (Frank Semyon)
  • Quella è una cazzo di sigaretta elettrica? (Paul Woodrugh)
  • Non è un paese per bianchi, ragazzo. (Eddie Velcoro)
  • [Mentre strappa i denti d'oro a Danny Santos] Ho sempre odiato queste cose: cazzo, che modo è di presentarsi al mondo? (Frank Semyion)

dialoghiModifica

  • Ray Velcoro:Mio padre mi rendeva nervoso.
    Eddie Velcoro: Forse eri nervoso di tuo. Forse ti mancava il fegato. Ti vedo che corri nella foresta, degli uomini ti inseguono nel bosco e gli alberi sono come giganti… Quegli uomini ti raggiungono, oh figlio mio… loro ti uccidono.
    Ray Velcoro: [Capendo di essere in un sogno] Che posto è questo?
    Eddie Velcoro:Non lo so. Sei arrivato prima tu.
  • Ani Bezzerides: Che cazzo combini? Dirigo io la squadra, devi dirmi tutte le cose!
    Ray Velcoro: Mi hanno sparato. è una cosa.
  • Frank Semyon: Perché bevi l'acqua?
    Ray Velcoro: L'alcool mi rilassa, voglio rimanere incazzato!
  • Medico: Posso chiederle quanto beve alla settimana?
    Ray Velcoro: Quanto posso.
  • Ray Velcoro: è Bezzerides che gestisce il caso.
    Austin Chessani: Bezzerides andrà a gestire una gelateria al massimo.
  • Ray Velcoro: Potresti bere dalla bottiglia.
    Eddie Velcoro: Se bevi dalla bottiglia, hai un problema.

Episodio 4, La fine è vicinaModifica

FrasiModifica

  • Ognuno ha un difetto: tu, io e qualsiasi scimmia su questa terra. Nostro figlio avrà i nostri difetti. (Frank Semyon)
  • Lasciati andare, amico. Devi essere quello che vuoi essere. (Miguel)
  • Trenta per cento. Busseremo ogni primo del mese. E taglia quel cazzo di prato: non voglio bambini morsi dai serpenti. (Frank Semyon)
  • Certi momenti sono lì a fissarti: non ricordi loro, sono loro che ricordano te. (Ani Bezzerides)
  • Chi è Sherlock Holmes, adesso? (Teague "Dix" Dixon)
  • Sei uno sveglio. Se ti mantieni sobrio. (Frank Semyon)
  • La tua parte migliore a volte è quella peggiore. Afferrato? (Frank Semyon)
  • Le tue origini significheranno qualcosa, un giorno. (Ray Velcoro)
  • Conosci la parola losco? Qualcuno mi sbatte in mezzo alla strada. E tu sei losco? (Frank Semyon)

DialoghiModifica

  • Jordan Semyon: Forse potremmo pensare a delle alternative.
    Frank Semyon: Vuoi un cane?
  • Ani Bezzerides: Che pensi?
    Ray Velcoro: Che non abbiamo capito un cazzo.
  • Ani Bezzerides: Quella è una abbronzatura da bar?
    Teague "Dix" Dixon: O forse sono stato al sole per questo caso di merda? Ah, tanto non me ne frega un cazzo.
    Ani Bezzerides: Che non te ne fregasse un cazzo si era capito.
  • Spacciatore: Tutto quello zucchero, Frank... rischierai di perdere i denti. E rifarsi i denti è costoso.
    Frank Semyon: Io non ho mai perso i denti. Mai avuto una carie.
  • Paul Woodraugh: Ho eseguito così tanti ordini che non so più chi cazzo sono.
    Ray Velcoro: Un sopravvissuto.
  • Eliott Bezzerides: Lei deve aver vissuto centinaia di vite.
    Ray Velcoro: Non credo che riuscirei ad affrontarne un'altra.
  • Ray Velcoro: [Tenendo sotto tiro con Woodrugh Ledo Amarilla, che ha un ostaggio] Fermo, figlio di puttana!
    Ledo Amarilla:State lontani da me, porci! State lontani! State lontani! Alèjense de mi, puercos!Alèjense! Alèjense!
    Ostaggio[ultime parole]: [Terrorizzato] Vi prego...
    Ledo Amarilla[ultime parole]:Vado dalla Madre della Morte! La Madre de la Muerte me encuentra! [Spara all'ostaggio, ma viene crivellato di colpi]

Episodio 5, Altre viteModifica

FrasiModifica

  • [Parlando con l'uomo del cartello venuto a minacciarlo] La porta è sempre là, amigo. [Vede che il suo scagnozzo è rimasto]Serve aiuto, Chisco Kid? (Frank Semyon)
  • Sei un uomo bianco, di bell'aspetto, sei sopravvissuto ad una sparatoria e ti vuoi sposare una ragazza qualunque? Che spreco. (Cynthia Woodrugh)
  • La realtà è importante: può portare molto dolore. (Ray Vercoro)
  • Siccome la mia autorevolezza in questo mondo è scarsa, cerco di limitare le persone che posso deludere. (Ray Velcoro)
  • [Al dottor Pitlor, mentre lo picchia] Ho avuto una giornata di merda: vederti saltare i tiranti della faccia la migliorerà! (Roy Velcoro)

DialoghiModifica

  • Ani Bezzerides: [Al corso di riabilitazione per molestie] A me piacciono tanto i cazzi grossi. Già. Non è la lunghezza. Tutti parlano della lunghezza, certo. Ma io li preferisco grossi. Per ammanettarli bene.
    Psicologo: Oh, ehm, in realtà sarebbe meglio non...
    Ani Bezzerides: Che c'è? Pensavo che fossimo qui per condividere.
  • Assistente del sindaco:Signor Semyon.
    Frank Samyon: Conosco la strada, stupido vietnamita.
    Assistente del sindaco:Sono cinese.
    Frank Semyon: Allora vai a metterti davanti a un fottuto carro armato.
  • Ray Velcoro: [Parlando di Blake] La tua sensazione? Dici che gestisce ragazze?
    Frank Semyon: [Scocciato] Scusa, mi sto forse confessando?
  • Frank Samyon: Come stai?
    Jordan Semyon: Dov'è finito Santos, il precedente proprietario del locale?
    Frank Semyon: Beh, dovunque sia, non tornerà più.
    Jordan Semyon: In questa città tornano tutti, Frank.

Episodio 6, Festa privataModifica

FrasiModifica

  • Questa storia, tua moglie, sono sempre state scuse. (...)Se è per queste cose che vai in paradiso, allora non ne vale la pena. (Fran Semyon)
  • Io non ti ho fottuto. E non sono un biglietto per il suicidio. (Frank Semyon)
  • Ti prego, non glielo dire. Non contesterà niente e me ne andrò. Ti prego. (Ray Velcoro)
  • è una brutta situazione: uno stallo alla messicana con dei veri messicani. (Frank Semyon)

DialoghiModifica

  • Ray Velcoro:Io... io potevo essere diverso!
    Frank Semyon: Di tutte le bugie che diciamo a noi stessi, questa è la più grande.
  • Frank Semyon: La prossima volta che mi punti una pistola contro è meglio che non ti veda.
    Ray Velcoro: Lo eviterei volentieri, Frank.
    Frank Semyon: Bene. [Sospira] Forse sei tra i miei ultimi amici.
    Ray Velcoro: Non sarebbe ironico.
  • Stupratore':Che vuoi?
    Ray Velcoro:Credevo di averti ucciso undici anni fa, più o meno. Forse lo farò davvero.
  • Ray Velcoro: Ti sopprimeranno.
    Stupratore: [Ridacchia] Eh Eh. Ah, io non credo.
    Ray Velcoro:Spera che lo facciano!
  • Paul Woodrough:[Ad Ani, mostrandole il trasmettitore] Transponder. Ti può localizzare dappertutto.
    Ray Velcoro: Puoi infilarlo da qualche parte. [Ani lo guarda male] Nelle scarpe.

Episodio 7, Il cerchio si chiudeModifica

FrasiModifica

  • Serata impegnativa? Salutami Emily. (Holloway)
  • Visto che tutti stanno cercando di fottermi, tanto vale che mi fotta da solo, per variare un po. (Frank Semyon)

DialoghiModifica

  • Ani Bezzerides: Mi sento così di merda... è tutta una merda...
    Ray Velcoro: Vuoi che ti rolli una canna?
  • Jordan Semyon: Potremmo lasciare il tavolo da gioco.
    Frank Semyon: Secondo te ho lavorato tanto per andare a lavorare ad un Happy Dinner?
    Jordan Semyon: Ci ho lavorato, una volta. Mangi gratis tutto il turno.
  • Ray Velcoro: Signora Semyon. è più bella stamattina.
    Jordan Semyon: Galante come al solito, Ray. Tieni a bada la pistola.
  • Frank Semyon: C'è qualcos'altro che puoi dirmi? Per aiutarmi?
    Blake Churchman: Si stanno prendendo tutto, Frank. Gli uomini di Osip hanno rilevato le ipoteche dai club.
    Frank Semyon: I miei uomini li fermeranno.
    Blake Churchman: Tu non hai più uomini, Frank. è questo il punto. Nails... non lo hanno mai contattato. Ma gli altri li hanno già comprati.
    Frank Semyon: C'è altro?
    Blake Churchman[ultime parole]:Frank, loro non sanno che mi hai scoperto, perciò posso lavorare dall'interno per te. Triplo gioco!
    Frank Semyon: Fai questo per me invece. [Gli spara alla pancia] Ricordi che ti ho trovato mentre spacciavi aspirine? Johnny Merk voleva ammazzarti, ma io ho detto ehi, c'è del potenziale. Ora invece mi stai sporcando il pavimento.
  • Osip Agranov: C'è il signor Churchman in giro? Blake?
    Frank Semyon: Beh, ultimamente si fa meno vivo del ciclo di mia moglie.
  • Scagnozzo di Osip[ultime parole]: Osip vuole sapere dov'è la fuga di gas.
    Frank Semyon: è là. [Mentre lo scagnozzo si volta, gli spara alla testa]
  • Ani Bezzerides: Non sei un uomo cattivo.
    Ray Velcoro: Si, lo sono.

Episodio 8, Stazione OmegaModifica

FrasiModifica

  • Dille che volevo essere lì. E che quel che ci siamo detti vale. (Ray Velcoro)
  • Signor Semyon, ha mai sentito parlare di moderazione? (Jacob McCandless)[ultime parole]
  • [Ad un uomo del cartello che chiede il suo completo] Vuoi il mio completo? Va bene, non ho usato i completi fino ai trentott'anni. [Da un pugno all'uomo, e gli altri del cartello lo pugnalano] (Frank Semyon)

DialoghiModifica

  • Nails: Nessuno si avvicinerà a lei. Ti aspetteremo fra due settimane.
    Frank Semyon: Due settimane. Non oltre. [Si stringono la mano]
  • Ray Velcoro: Sai, io non sono mai stato bravo a scappare.
    Ani Bezzerides: Già. Neanche Woodrugh.
  • William Holloway[ultime parole]: [Spiegando a Velocoro le motivazioni dietro all'omicidio degli Osterman] La ragazza. Era la figlia illegittima di Ben.
    Lenny "Il Corvo" Osterman[ultime parole]: Nooo! Ti ammazzo! [Si avventa su Holloway pugnalandolo e scatenando una sparatoria tra Burris, i suoi agenti, Velcoro e Bezzerides]
  • Frank Semyon: Sei della polizia. Una poliziotta.
    Ani Bezzerides: Da cosa l'hai capito, le tette?
  • Frank Semyon: Il tizio che dicono che hai ucciso... era un tuo amico?
    Ray Velcoro:Non lo conoscevo così bene, ma si, era un mio amico.
    Frank Semyon:Beh, è un motivo in più. Chiamala come vuoi: Vendetta, giustizia, fondo pensionistico...
    Ray Velcoro: Quegli uomini la scampano sempre.
    Frank Semyon: Non oggi.
  • Frank Semyon: A quanto pare mi sbagliavo: era per oggi.
    Osip[ultime parole]: Non dimenticare, Frank, io ti ho salvato. Sei come un figlio per me. [Frank gli spara alla testa]
  • Burries: Per l'ultima volta, Ray. Lascia che ti aiuti. Bezzerides: dov'è quella donna?
    Ray Velcoro[ultime parole]
In un posto migliore... [Prova ad ucciderli, ma viene riempito di colpi e ucciso]
  • Frank Semyon: Ce l'hai fatta? Stai bene?
    Visione di Jordan:Sono al sicuro.
    Frank Semyon: Io sto arrivando. Sto arrivando!
    Visione di Jordan: Che ci fa uno come te in un posto come questo?
    Frank Semyon:Seguo la mia strada amore, te l'ho detto.
    Visione di Jordan:Ce l'hai fatta. Ora riposati.
    Frank Semyon[ultime parole]: Niente riposo, amore mio. Non devo fermarmi.
    Visione di Jordan: Frank... Ti sei fermato già da un po'. [In quel momento Frank nota il suo corpo a terra e capisce ti stare delirando in fin di vita, morendo in quel momento]
  • Jordan Semyon: [Riferita al figlio di Ani e Ray] è agitato.
    Ani Bezzerides: Muoviamoci. Ci aspetta un lungo viaggio.
    Jordan Semyon: Andiamo.

Stagione 3Modifica

Episodio 4, Il giorno e l'oraModifica

FrasiModifica

  • Woodard! Sappiamo che sei stato tu! Vieni fuori, Woodard, o noi veniamo dentro! (Eddie) [ultime parole]

DialoghiModifica

  • Wayne Hays: [Roland ha appena finto di essere religioso per abbordare una ragazza] Adesso credi nello Spirito Santo?
    Roland West: "L'amore è il sale della terra"!

Episodio 5, FantasmiModifica

FrasiModifica

  • [Dopo aver fatto l'amore con Amelia] Giornatona quando una sparatoria non è la cosa più eccitante che ti capita! (Wayne Hays)

DialoghiModifica

  • Wayne Hays: Che è successo?
    Autista dei teppisti[ultime parole]: Io non...
  • Wayne Hays: [A causa di un gruppo di bifolchi, Woodard ha scatenato una sparatoria; Riuscito a raggiungerlo, Wayne gli punta contro una pistola] Mettilo giù adesso! Ti ho sotto tiro. Ora mettilo giù.
    Brett Woodard: E io avevo lei, là fuori: quel doppio colpo alla portiera. Non manco il bersaglio se non voglio.
    Wayne Hays: Neanche io. Lascia che ricambi il favore. Mettilo giù e fatti portare fuori.
    Brett Woodard: Ormai non ho più nessun diritto. Ho sparato a dei poliziotti.
    Wayne Hays: Ti aiuteremo. Il fatto che eri un veterano può giocare a tuo favore.
    Brett Woodard: No... Non voglio che qualcosa giochi a mio favore!
    Wayne Hays: La vuoi scaricare su di me?
    Brett Woodard: Nessuno la costringe a fare questo lavoro!
    Wayne Hays: Te ne pianto una nel ginocchio!
    Brett Woodard[ultime parole]: E io la uccido! Conto fino a tre a mente. Quando arrivo al tre, le apro il fuoco addosso. Sto contando, Sergente. [Fa per voltarsi, e Wayne gli spara in testa]
  • Roland West Anziano: Andiamo, cosa possono fare due vecchi come noi aldilà di pisciarsi nei pantaloni?
    Wayne Hays Anziano: Pensa: un vecchio negro settantenne che va in giro con pistola e distintivo: non vorresti essere lì? [Si sorridono]

Episodio 6, Cacciatori nell'oscuritàModifica

FrasiModifica

DialoghiModifica

  • Wayne Hays: [Negli anni novanta, lui e West stanno interrogando Harris James, ora responsabile della sicurezza dell'azienda alimentare Hoyt Foods] Se posso chiedere, cosa implica questo lavoro?
    Harris James: Prego?
    Wayne Hays: Ladri di suini? Malviventi che vogliono rubare la ricetta segreta del pollo?
    Harris James: [Ridendo] Assicurare senza alcun compromesso l'integrità dei beni di questa azienda salvaguardandola dai rischi delle attività lavorative. Ma devo ammetterlo: a volte mi manca andare in giro in auto e mangiare Donuts.
    Wayne Hays: Io evito i dolci.
  • Roland West: Credevo che Dio ci avesse messo sette giorni per creare il mondo.
    Wayne Hays: Il settimo si è riposato. Ed è un peccato che non abbia continuato il lavoro: poteva farlo meglio.

Episodio 7, L'ultima pistaModifica

DialoghiModifica

  • Roland West:[Nel 1980] Tom, dove stai andando?
    Tom Purcell: In nessun posto. Non sono il tuo orfanello, detective: lasciami andare.
  • Amelia Hays: Senta, non vorrebbe trasferirsi in città?
    Margaret: No. C'è bisogno di qualcuno che resti. Qualcuno che ricordi.
  • Harris James: [Wayne e Roland lo hanno portato a forza in un fienile e legato] Slegatemi! Cosa volete da me?
    Roland West: Non sei tu a dare gli ordini!
    Wayne Hays: Lucy ha chiamato la Hoyt Corporation per otto volte il giorno prima di morire. Sappiamo che è rimasto a Las Vegas due giorni quando lei è morta.
    Roland West: Sei stato tu a piazzare la maglietta e il fottuto zaino nella casa di Woodard, poi sei andato in giro a reinterrogare i testimoni per sapere se avessero visto qualcosa, eh?
    Wayne Hays: Hai dato a Lucy la dose fatale.
    Harris James: Sono solo balle quelle che state raccontando. Io non vi seguo, io non so neanche di cosa parlate... [Roland gli tira due calci] Argh!
    Wayne Hays: Che accadde ai bambini nell'ottanta?
    Harris James: Ditemelo voi. Siete voi i detective. [Roland lo colpisce di nuovo] Ah, Cristo Santo! Smettila di colpirmi, cazzo!
    Wayne Hays: Cosa voleva Lucy? Denaro? Che disse per farti volare lì e ucciderla? Dan O'Brien ci raccontò qualcosa riguardo a persone che non volevano rinegoziare.
    Roland West: Era di te che aveva paura, è vero? E l'hai trovato?
    Harris James: Lasciate che vi dica una cosa... Quei due... La madre col suo cugino... Non è di loro che dovreste preoccuparvi. Non ha proprio senso, che può importarvi di quella feccia?
    Roland West: Il mio amico è morto!
    Wayne Hays: I bambini?
    Harris James: Anch'io ho dei figli, giuro che non farei mai... Non potrei... Non farei mai del male ad un bambino, mio Dio. Ah, sto male, mi sto sentendo male... Mi avete pestato bene.
    Wayne Hays: Racconta cos'è successo. Tutta la storia. La madre era coinvolta, forse O'Brien... Tu hai piazzato le prove nell'ottanta, e in seguito hai sottratto le impronte digitali. Crediamo che tu l'abbia fatto per Hoyt. Perché? Gli piacevano i bambini?
    Roland West: Evidentemente c'era un gruppo, di amici suoi, che trattavano i bambini.
    Harris James: Questa volta siete nella merda fino al collo! [Roland gli tira una raffica di pugni] Ah, sono ferito... Io posso dirvi soltanto quello che so, ma dovete assicurarmi che ne uscirò vivo...
    Roland West: Si che ne uscirai vivo, puoi stare tranquillo.
    Harris James[ultime parole]: [Parlando delle manette] Cazzo, toglietemele! Non mi sento più le mani! Vi prego, non riesco a respirare! Oddio... Oddio... [Inizia singhiozzare]
    Wayne Hays: [A Roland] Non avrai esagerato? [Toglie le manette a James, ma questo lo attacca e prova a rubargli la pistola, venendo ferito da Roland e finito dallo stesso Wayne]

Episodio 8, Ora mi sono ritrovatoModifica

FrasiModifica

  • [Parlando con Edward Hoyt] Non pensavo che uno come lei volesse incontrare uno come me solo per parlare di guerra. (Wayne Hyas)
  • Julie, aspetta! (Will Purcell) [ultime parole]

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