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Società delle Nazioni

organizzazione internazionale che ha preceduto l'ONU
Prima riunione dell'Assemblea a Ginevra il 15 novembre 1920

Società delle Nazioni o Lega delle Nazioni, organizzazione intergovernativa attiva dal 1919 al 1946.

Indice

Citazioni sulla Società delle NazioniModifica

  • Bisogna tenersi lontani dalle imprese dubbie anche quando portano un nome altisonante. (Albert Einstein) [sulle sue dimissioni dalla commissione della Lega delle Nazioni]
  • Concepita nobilmente la Società delle nazioni di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.
    Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (Francesco Saverio Nitti)
  • I rappresentanti dei singoli stati all'Assemblea non erano nominati dai popoli o dai parlamentari, ma dai governi, dal potere esecutivo; erano quindi in sostanza funzionari di questi. L'unanimità o la quasi unanimità era richiesta per le deliberazioni della Lega. Mancava qualsiasi organo di esecuzione forzata delle deliberazioni della Lega, le quali rimanevano abbandonate alla buona volontà dei singoli Stati membri. Queste tre circostanze toglievano alla Società delle nazioni qualsiasi carattere di Superstato: essa sarebbe risultata in pratica quel che i singoli componenti avrebbero voluto e saputo farne. (Luigi Salvatorelli)
  • Questa Società delle Nazioni, questo piccolo cappello di carta che incorona non un colosso ma un ammasso di patriottismi discordanti è l'ultimo tentativo che si è fatto disperatamente per adattare il vecchio mosaico delle idee nazionaliste a un mondo nuovo che non sa che cosa farsene. (H. G. Wells)
  • Si disse che essa mirava alla preservazione dello statu quo e questo, in parte, è vero; si disse che in essa le grandi Potenze, preoccupate dei loro interessi, facevano sempre prevalere la loro volontà, e questo pure è, in parte, vero. Noi [l'Italia], ad esempio, come grande Potenza ci siamo energicamente opposti a che la piccola Grecia portasse davanti a Ginevra la questione di Corfù – per quanto fosse di competenza della Società – e l'abbiamo spuntata. Tuttavia se la Società delle Nazioni fallì, non fallì per ciò che aveva di difettoso e di manchevole, nel suo meccanismo, ma per la bestiale avversione dei vari nazionalismi. (Mario Borsa)
  • Su tutta la nuova situazione internazionale [creata dai trattati di pace che chiudevano la prima guerra mondiale] avrebbe dovuto vegliare la Società delle nazioni, rimediando (secondo l'idea di Wilson) alle imperfezioni dei trattati e promuovendo l'attuazione degli ideali intesisti[1] e wilsoniani. La Società (League, nel testo inglese) era stata costituita il 10 gennaio 1920; la prima riunione del Consiglio a Parigi avvenne il 16 gennaio, quella dell'Assemblea a Ginevra il 15 novembre. La sua costituzione avvenne in base alla prima parte del trattato di Versailles, e degli altri trattati di pace. Wilson aveva inteso così sottolineare l'autorità primaria: di fatto aveva creato un primo ostacolo. Venendo edificata sul fondamento dei trattati di pace imposti dai vincitori ai vinti, La Società assumeva agli occhi dei secondi l'aspetto di una lega di beati possidentes, di uno strumento con cui i più forti avrebbero cercato di mantenere e assodare il loro predominio, mentre forniva un terreno propizio alla coltivazione e manifestazione di recriminazioni e rancori non capaci dii ottenere soddisfazione. (Luigi Salvatorelli)
  • Wilson, che si aspettava di dover costringere gli Alleati a inghiottire la sua Società [delle Nazioni], fu costretto a resistere ai loro tentativi di trasformarla in una realtà concreta. (A. J. P. Taylor)

NoteModifica

  1. Riferiti alle potenze dell'Intesa, vincitrici del conflitto.

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