Scarface - Lo sfregiato

film del 1932 diretto da Howard Hawks e Richard Rosson

Scarface - Lo sfregiato

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Un fotogramma del film

Titolo originale

Scarface

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1932
Genere poliziesco, gangster
Regia Howard Hawks
Sceneggiatura Ben Hecht, W.R. Burnett, Fred Pasley, Seton I. Miller, John Lee Mahin, Howard Hawks
Produttore Howard HawksHoward Hughes
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Scarface - Lo sfregiato, film statunitense del 1932 con Paul Muni e George Raft, regia di Howard Hawks.

FrasiModifica

  • Senti Tony, tu credi di esser riuscito a farla franca, vero? Ma invece i tuoi guai stanno cominciando proprio adesso. E sai perché? Perché non pensi ad altro che a mucchi di biglietti da mille. E un giorno ci inciamperai e sbatterai il muso. Lo sbatterai una volta per sempre! (Il commissario)
  • Nel nostro business c'è un solo sistema per evitare dei guai [mima il gesto di sparare]. Fallo per primo, fallo da te e continua a farlo. (Tony Camonte)
  • Il mondo è tuo. (Cartellone pubblicitario)
  • State lontani dalla zona Nord. (Cartello sul cadavere di uno sgherro di Camonte)
  • [Giocando a Bowling] Guarda questo adesso, Henry! (Tom Gaffney) [ultime parole]
  • Vedi di bucargli le gomme! Ecco, lo hai preso! (Sicario) [ultime parole]
  • No, aspetta! No! Torna qui, Tony! Tony! (John "Johnny" Lovo) [ultime parole]
  • [Ferito a morte parla al telefono] Sono il segretario di Tony Camonte...Puoi parlare più forte? Non ti sento... [a Tony] È, Poppy, capo... Ho...Ho capito il nome! (Angelo) [ultime parole]
  • [Sparando contro la polizia, ormai folle] Guarda Cesca! Li fregheremo tutti quanti: la zona Nord, la zona Sud, il mondo! (Tony Camonte)
  • Io... non voglio restare... Gino, Gino... (Francesca "Cesca" Camonte) [ultime parole]
  • Non sparare, Guarino! Ti prego! Hai vinto, sono solo! (Tony Camonte) [ultime parole]

DialoghiModifica

  • "Big" Louis Costillo[ultime parole]: Pronto signorina, vorrei parlare con l'173 d Salt Lake Sud. Salt lake, 173. [un uomo intanto si avvicina di soppiatto alla cabina del telefono] La prego, signorina, è urgente!
    Gino Rinaldo: Ciao, Louis. [lo crivella di colpi]
  • Uomo di Gaffney: Ma che cos'è, una retata?
    Tony Camonte: [Lui e i suoi sgherri sono vestiti da poliziotti] Ma come, non ricordi che oggi è San Valentino? Forza, tutti al muro.
    Uomo di Gaffney[ultime parole]: Ma quando finisce questa storia?
    Tony Camonte: Faccia al muro e zampe in aria! [Appena gli uomini di Gaffney si voltano lo crivellano di colpi]
  • Giornalista: Ehi capo, questo Camonte, è un tipo di quelli che piacciono al pubblico, è un tipo pittoresco.
    Il commissario: Pittoresco? che cos'ha di pittoresco un pidocchio? Ecco dov'è lo sbaglio di molti dei nostri giornalisti, fanno di questa teppaglia una specie di semidei. Che cosa diventa Camonte sui giornali? un eroe popolare, romantico, un campione sportivo. Passi ancora quando si trattava dei cattivi del west, che si battevano al sole, mano alla pistola e occhi negli occhi. Ma non questi vermi che sparano alle spalle della gente.
  • Uomo del governo: Le nostre organizzazioni biasimano la sua politica, signor Garston. Il suo giornale potrebbe avere un'influenza decisiva nella lotta contro i gangster, e invece sventola la loro bandiera in prima pagina. Omicidi, lotte tra bande, non si legge altro. Si esaltano i gangster facendogli tanta pubblicità.
    Garston: Volete forse dirmi che possiamo liberarci dai gangster ignorandoli? Tenendoli lontano dalla prima pagina? È ridicolo, fareste proprio il loro gioco. Eliminateli, scacciateli dal paese, e li eliminerete dalla prima pagina.
    Una signora: E nel frattempo, lei pensa che i nostri figli debbano leggere solo di crimini e omicidi?
    Garston: Sempre meglio leggerli che subirli. Le gang si danno battaglia per le strade, la città è piena di mitra, i ragazzi non sono al sicuro neanche nelle scuole. Volete che si continui così?
  • Tony Camonte [al ristoratore Pietro, dandogli una mazzetta]: Tu come ti ritrovi con Johnny Lovo?
    Pietro [ridendo e prendendo la mazzetta]: E chi è Johnny Lovo?
  • Gino Rinaldo[ultime parole, mentre va ad aprire alla porta dell'appartamento in cui vive con Cesca e si ritrova davanti Tony]: Salve, Tony.
    Cesca [imbarazzata]: Tony, io... [Tony spara a Gino] Tony, no! Gino! [scoppia a piangere stringendo il suo cadavere] No! Era mio marito, Tony! Lo amavo! Ci eravamo sposati, volevamo farti una sorpresa! [Al cadavere di Gino] Non è vero, Gino?
  • Tony Camonte [al telefono con Poppy, parlando di Gino]: Non lo sapevo.
    Poppy: Tony, ti prego, parlami!
    Tony Camonte: Non lo sapevo...
  • Tony Camonte [dopo che Cesca lo ha minacciato di morte ma ha desistito]: Cesca, perché non hai sparato?
    Cesca Camonte: Non lo so... Forse perché io sono te, e tu sei me!

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