Scappo dalla città - La vita, l'amore e le vacche

film del 1991 diretto da Ron Underwood

Scappo dalla città – La vita, l'amore e le vacche

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Titolo originale

City Slickers

Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 1991
Genere commedia
Regia Ron Underwood
Sceneggiatura Lowell Ganz, Babaloo Mandel
Produttore Billy Crystal
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note

Vincitore di un premio Oscar (1992):

Scappo dalla città – La vita, l'amore e le vacche, film statunitense del 1991, regia di Ron Underwood.

FrasiModifica

  • Hai notato che più invecchi e più le tue ragazze diventano giovani? Tra un po' esci con uno spermatozoo. (Mitch)
  • Quello è il tipo più duro che abbia mai incontrato in vita mia. Avete visto che faccia di cuoio che ha? Se non fosse per gli occhi sembrerebbe una bisaccia! (Mitch) [parlando di Curly]
  • I cowboy fanno una vita diversa, quando c'erano ancora i cowboy, siamo una razza morente! Ma per me significa ancora qualcosa. Tra un paio di giorni porteremo la mandria oltre il fiume e attraverso la vallata. [ridacchia] Non c'è niente come guidare una mandria. (Curly) [a Mitch]
  • Per fare l'amore le donne cercano una ragione, agli uomini basta un letto. (Mitch)

DialoghiModifica

  • Ed: Ti voglio dire solo un'altra cosa: salto col paracadute su bersaglio.
    Mitch: Che cosa?
    Ed: Senti, è un paracadute piccolissimo e scende a doppia velocità!
    Mitch: Bene, così per seppelirti basterà una semplice scatola di fiammiferi.
    Ed: Phil ci viene.
    Mitch: Perchè Phil vuole morire, se fossi sposato con quella vorresti morire anche tu. Guardalo: finge di dormire per non dover parlare con lei.
    Ed: Sono solo un paio di saltini da un aeroplano!
    Mitch: Sì, e poi? facciamo un safari dove gli animali hanno i fucili e ci danno la caccia?
  • Mitch: Sai cos'ho trovato ieri? Dei peli nelle orecchie.
    Barbara: Mitch...
    Mitch: Li perdo dove vorrei averli e mi crescono dove non li vorrei. Ne ho trovato qualcuno anche sulla schiena, sto diventando come "La mosca", te lo ricordi il film?
    Barbara: Ho capito. Allora devo annulare la tua festa di compleanno.
    Mitch: Perché?
    Barbara: Perché i tuoi compleanni ti deprimono.
    Mitch: No, non è vero...
    Barbara: Oh, Mitch. Quando hai compiuto 30 anni hai detto che non ci vedevi più, quando ne hai compiuti 34 hai perso la memoria per un'ora e l'anno scorso, quando ti ho chiesto che regalo volevi, hai detto "Una TAC alla testa".
    Mitch: Mi faceva male!
    Barbara: Quest'anno lasciamolo passare così, eh?
    Mitch: Io voglio vedere i miei amici.
    Barbara: D'accordo. Ma per favore non voglio che la gente pensi che sei uscito da un film di Bergman, capito? "Sa, mio marito è affascinanto dalla morte".
  • Phil: Ok, tocca a me. Il più bel giorno... [della sua vita]
    Ed: Non è stato quando Arlene s'è rotta una gamba?
    Phil: No, no, il mio matrimonio.
    Mitch: Cosa?
    Phil: Sì. Ve lo ricordate? Matrimonio all'aperto. Arlene era quasi bella, forse aveva bevuto un filtro magico. Voi due non facevate che sorridere, e mio padre, in prima fila, mi fece l'occhiolino. Sul serio. Be', non è mai stato affettuoso, ma strizzò l'occhio. Ero il primo dei fratelli che si sposava e aveva un vero lavoro, e mi ricordo che pensai: "Sono cresciuto. Non sono più un... non sono più un bamboccio ormai, sono un uomo". Mi sentivo bene. Fu il più bel giorno della mia vita.
    Ed: E il tuo giorno più brutto?
    Phil: Da allora tutti, nessuno escluso.
  • Ed: Avevo quindici anni e mia madre e mio padre stavano litigando, perché lei lo aveva beccato con un'altra. Quella volta la tizia era venuta addirittura sotto casa a prenderlo. E finalmente capii che lui non tradiva solo mia madre, tradiva anche noi. Così gli parlai. Gli dissi: "Sei un cattivo padre. Non ti vogliamo bene. Ci sono io per mia madre e mia sorella, tu non ci servi più." Lui fece il gesto di colpirmi, ma io non mi mossi. Girò sui tacchi e se ne andò. Non c'ha più dato fastidio. Ma io mi occupai di mia madre e di mia sorella da quella sera. Fu il mio giorno più bello.
    Phil: E qual è stato il più brutto?
    Ed: Sempre quello.

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