Santa Sofia (Istanbul)

monumento bizantino a Istanbul, Turchia

Citazioni su Santa Sofia (Istanbul).

  • Descriverò solo l'esterno, perché dentro non l'ho vista. La chiamano Ayā Sūfiyā e dicono sia stata costruita da Asaf ibn Barakhyâ', figlio della zia materna di Salomone. Fornita di tredici porte e circondata da mura come una città, è una delle più grandi chiese bizantine e comprende un sacrato lungo circa un miglio, con un enorme portone che tutti possono varcare — e infatti anch'io ci sono entrato insieme al padre del sovrano, di cui parlerò oltre. (Ibn Battuta)
  • Santa Sofia non splendeva che d'argento e d'oro; i marmi dei pavimenti variegavano come l'acqua dei fiumi, e i quattro confini del tempio potevano a ragione denominarsi dai quattro fiumi del Paradiso. Nessuna maggior meraviglia avevano contemplato gli occhi dei Greci; e Santa Sofia divenne, come in antico Olimpia, il centro di tutte le arti, la culla della poesia, della pittura, dell'architettura cristiana.
    Centinaia di poeti salirono sull'ambone cantando, nella lingua di Sofocle e nei nuovi metri, le scene e gli spiriti della Fede, e consegnandoli alla pittura perché li diffondesse nel mondo: e un profondo silenzio circondava il canto di quegli inni, nella sinassi gremita di popolo, e un gran plauso d'anime frementi li accompagnava alla fine di ogni strofa, come altra volta a Delfo e in Olimpia. (Domenico Tumiati)
  • Santa Sofia pende nello spazio, dall'alto al basso, legata al cielo da un filo invisibile. L'orizzontale e la verticale, con la loro funzione espressiva, di stabilità o di movimento verso l'alto, vengono annullate da volte ed archi. L'orizzontale e la verticale assumono in tal modo una funzione quasi secondaria nella ritmica spaziale dell'insieme, carico di vibrazioni e di armoniche tensioni. L'insieme della cattedrale rappresenta un mondo autosufficiente, che non poggia su nulla, che non s'innalza verso nulla, ma che, semplicemente, si mostra, si rivela. In effetti il pensiero, più vissuto del resto che pensato, che sedimentò in questo modo di costruire, comprende l'idea che il trascendente scenda per farsi tangibile, che sia possibile una rivelazione dall'alto al basso, che la grazia prenda corpo dall'alto, divenendo sensibile. (Lucian Blaga)

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