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Rita Guarino

calciatrice e allenatrice italiana

Rita Guarino (1971 – vivente), ex calciatrice e allenatrice di calcio italiana.

Indice

Citazioni di Rita GuarinoModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • [Sull'essere calciatrice in Italia] Se fossi stata un uomo sarei stata una professionista, a quest'ora avrei la pensione e sarei una persona più felice perché non dovrei lavorare fino a novant'anni! Mi è sempre rimasto qua, il fatto di non avere questo riconoscimento di status, perché è assurdo, se ci pensi è una cosa atroce, ne va della dignità di una persona: perché io non posso dire "calciatrice"? Era così soprattutto negli anni Novanta... dire «faccio la calciatrice» suona veramente autolesivo, è proprio brutto, è etichettato male, appartiene a una categoria un po' strana. All'estero «I am a soccer player» diventa veramente uno status importante, «Oh, wow!», invece qua dicono: «Ah, sì?», cioè è diverso "wow" da "ah, sì?" e questo ti limita anche nella determinazione del tuo essere donna atleta. [...] Ma come? Io mi faccio un culo così tutto il giorno, mi alleno tutti i giorni per sei-sette volte alla settimana per dimostrare non solo a me, ma anche agli altri che la donna può giocare a calcio a certi livelli, quindi non è che mi piango addosso, e però questo non viene riconosciuto! Eppure faccio la stessa cosa che fanno quegli altri.[1]
  • Sono un'allenatrice con tanto "pathos", passionale, energica [...]. Sento molto la partita, la sento, mi coinvolge e mi piace viverla [...]. Una delle caratteristiche psicologiche delle donne è la determinazione e la voglia di applicarsi e di fare le cose bene. Finché le cose non sono fatte bene, le donne non mollano mai. Dal punto di vista agonistico, davvero non abbiamo nulla da invidiare agli uomini.[2]
  • Baggio è un mio mito, un campione indiscusso, di cui ho avuto modo di ammirare l'eleganza e la fantasia, oltre agli aspetti umani. Una persona mai sopra le righe, che ha sempre rispettato tutti e che ha rappresentato un grande valore educativo per il nostro calcio.[2]

Rita Guarino: i club maschili faranno la fila per avere le donne!

Dall'intervista a Calciofemminileitaliano.it, 21 maggio 2016.

  • [Fino a quattordici anni praticavo anche] pattinaggio artistico, con tutù e paillette. Ho resistito perché mi piace competere, ma prima di ogni gara non mancava mai la partita di calcio e in pista scendevo sporca di fango. Mia madre era disperata.
  • Ricordo la prima partita che ho giocato, mi hanno messo davanti, in attacco, e il mister continuava a urlarmi "sei andata undici volte in fuorigioco", allora mi fermo gli chiedo: "Ma cos'è 'sto fuorigioco?". Ecco ero messa così. Però l'ho capito così bene cos'è il fuorigioco ed è diventato la mia arma, io sempre sul filo.
  • La discriminazione esiste perché in ogni campo la donna vale meno dell'uomo. Ma noi [calciatrici] non vogliamo essere come un uomo, vogliamo solo fare lo stesso sport a modo nostro. La bellezza è nel gesto atletico non nella velocità e nella forza. Bisogna superare il continuo paragone con la maschile, perché questo è limite.

NoteModifica

  1. Citato in Cristina Falco, Più brave per forza – Storie di donne e sport dal Novecento a oggi, Torino, SEB 27, 2015, p. 74, ISBN 978-88-98670-12-3
  2. a b Dall'intervista di Paolo Rossi e Claudio Zuliani a Juventus TV; citato in Rita Guarino: «Orgogliosa di essere alla Juventus», Juventus.com, 23 giugno 2017.

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