Apri il menu principale

Modi di dire dai libri

lista di un progetto Wikimedia

Raccolta di modi di dire tratti dai libri.

  • 'Chi non ha il suolo natale sotto i piedi non ha neppure un Dio.' Questa espressione non è mia; l'ho sentita dire da un mercante, un vecchio credente, che ho incontrato in viaggio. Veramente egli non disse proprio così, bensì: 'Chi ha rinnegato la propria terra natale ha rinnegato anche il proprio Dio'. (Fëdor Dostoevskij, L'idiota)
  • Dei nemici dichiarati del partito degli York non si preoccupavano molto, data la mutevolezza dei tempi: si usava dire, a quell'epoca, che le cose possono tornare a cambiare prima ancora di essere riuscite a fare del danno. (Robert Louis Stevenson)
  • È più di un secolo che i caravana del porto franco scaricano al Mandraccio i sacchi di spezie del mittente Gama Zagolby. I caravana stessi hanno un modo di dire per le ragazze che si imbellettano: "tidorenu cumme un sacco du Gama". Di quei sacchi, vuoti, ce n'è almeno uno in ogni famiglia del porto: ci si avvolge il cibo da conservare perché l'essenza della spezia continua a profumare per anni e, tenuta lì dentro, "anche 'na suola de scarpun la sa de bun". (Maurizio Maggiani)
  • «Sai come si dice? Tre c sono pericolose: cugini, cognati e compari. Le tresche più gravi si verificano quasi sempre nella parentela e nel comparatico». (Leonardo Sciascia)
  • Si dice "per sempre", nel linguaggio degli Indi, una cosa che non si può rompere. (Aldous Huxley)
  • Si suol dire che il ritardo genera il pericolo; ma si dice anche che chi più fa più falla; e a me pare che sia proprio questa fretta di fare che danneggia gli uomini. (Robert Louis Stevenson)
  • "Un guerriero può cambiare il suo metallo, ma non il cuore", si dice su Barsoom. (Edgar Rice Burroughs)