Massimo Giletti

conduttore televisivo e giornalista italiano

Massimo Giletti (1962 - vivente), giornalista e conduttore televisivo italiano.

Citazioni di Massimo GilettiModifica

  • A questi signori, che ci stanno seguendo, dico che le minacce e le pressioni, che ho ricevuto anche io questa settimana, per me sono solo uno stimolo ad andare avanti e rispettare persone come loro, persone di cui l’Italia dovrebbe essere contenta, persone sulle quali poggiare il futuro, oltre al presente. A loro dico che sono qua, fin quando mi lasceranno stare in questo posto, io sono con loro e L’Arena è aperta per loro.[1]
  • Ci sta che ci sia criticità e io la rispetto sempre. Io leggo tutto e ascolto tutto ed accetto le critiche quando sono costruttive. Partiamo da un presupposto: nessuno è perfetto, però ultimamente vedo che ci sono tanti Bernando Gui. Quest’ultimo era un inquisitore molto noto che mise al rogo streghe e quant’altro. C’è insomma questa voglia di colpire a prescindere, ideologicamente, qualsiasi cosa uno faccia anche a priori. Io ascolto, leggo, ma vado avanti per la mia strada. Punto![2]
  • Con la tua parola puoi aiutare gli altri a riflettere, a ragionare. Non bisogna aver paura di farsi il Segno della Croce.[3]
  • [Su Fazio] Credo che una tv di Stato dovrebbe avere un tetto massimo (agli stipendi, ndr), mi sorprende vedere certe cifre incredibili, le reputo incredibili per una tv di Stato. Poi c'è chi ha procuratori molto bravi e riesce a fare dei contratti sui quali qualche punto interrogativo me lo pongo.[4]
  • [Il nome L'Arena] E' dello scrittore Federico Moccia e devo dire che mi ha subito convinto. Sono un uomo di dialettica. Sangue e sudore. Mi piaceva.[5]
  • Faccio quello che mi piace, sempre con passione. Il successo che dura nel tempo è frutto della credibilità, della libertà intellettuale, dell’essere super partes, quindi lontano dalle ideologie.
  • Ho provato sulla mia pelle come possa bastare una sola persona per decidere cosa ne sarà di un conduttore che aveva alle spalle 22 anni in quell’azienda. Nessuno ha mosso un dito. Eppure quel mondo lo porto dentro di me.[6]
  • Io ho le spalle larghe e uno stipendio importante, ma penso a tutti i ragazzi che vanno in prima linea a scrivere di mafia e vengono mandati a processo, e se perdono devono pagare. Questo è il punto grave, inaccettabile. Il fatto che ancora oggi si possa giocare a travisare la realtà della mafia.[7]
  • Io so chi ha deciso di chiudere L'Arena e mi spiace che Orfeo sia sia reso complice di un'operazione che non è neppure servita a chi l'ha voluta. [...] Evidentemente Orfeo è un dg per cui i numeri non contano.[5]
  • L'Arena è stato un programma di inchieste. Sicuramente ha anticipato la lotta ai privilegi, il malumore contro un certo modo di fare politica. Lo riconosco. Ma non c'è stato mai rancore. Per intenderci, se avessi voluto alimentare tensioni, aprivo il programma alle piazze. Ho scelto di non farlo.[5]
  • La fede è una ricchezza, non occorre ostentare ma bisogna viverla nel proprio comportamento all’interno del sistema. Potrei raccontare i miei 30 viaggi a Lourdes, ma non è necessario. Piuttosto per me è importante essere onesto intellettualmente e rispettare gli altri.[8]
  • La fede è una cosa privata. Sono attento a non pubblicizzarla troppo, perché tempo che venga strumentalizzata.[9]
  • La fede è qualcosa avvolto nel mistero e una ricchezza interiore molto importante. Non puoi raccontare come nasce, sono sensazioni vissute nel profondo.[10]
  • Mio padre, che si chiama Emilio e ha 90 anni, continua la vita di sempre: va in ufficio al mattino e torna la sera. Da lui ho imparato a tenere duro e ad avere le spalle larghe. Ho fatto anche il lavoratore stagionale. D’inverno in Rai e d’estate in azienda da papà con la tuta da operaio.[11]
  • [Intrattenimento e giornalismo] Sono due mondi assolutamente diversi. Il modo di raccontare delle storie che uso io diventa diverso dal giornalismo stretto. Io faccio di tutto per raccontare una storia, per farla diventare un racconto che arrivi a più persone possibili. Entrano dentro questa storia le persone che mi seguono, se fossi asettico non entrerebbero.[7]
  • Spesso costruire battaglie, essere attaccati, è un peso psicologico duro da sopportare. Ma alla fine bisogna dar voce a chi fatica a trovare spazio. E’ questo il ruolo del giornalista: fare una tv di rottura.[11]

Nel «mare» della vita...a stile libero

Intervista di Maria Concetta Mattei, Grimaldi Lines, 2020.

  • Amo la vita e stare con gli altri. Ma so anche isolarmi. Ho imparato a osservare, ad allargare il mio sguardo verso l’infinito. E mi piace ascoltare. Viviamo in un mondo di narcisisti, nella cultura del selfie. Saper ascoltare è la cosa più bella.
  • [I miei collaboratori] Devono essere pronti a rischiare, come me, con sentimento e abnegazione. Chiedo loro di spingersi ogni giorno oltre, per offrire un prodotto sempre migliore. Sono razionale, quindi scelgo in base alle competenze, ma l’ultima parola la dice il cuore.
  • Sono un piemontese che ama molto la montagna, mi piace camminare in mezzo ai boschi e respirare il profumo degli alberi specie dopo la pioggia, quando è più intenso, quasi inebriante...però non c’è nulla come il mare che riesca a regalarmi SERENITA’. Il mare è uno sguardo verso l’infinito. La linea sul suo orizzonte rappresenta un po’ la sfida della mia vita: andare lì e poi ancora oltre. Per scoprire cosa c’è.
  • Subito dopo la maturità, a 18 anni, con il mio amico e compagno di liceo, Giancarlo Salier de la Tour. Ci siamo imbarcati a Genova e siamo arrivati in Brasile. E poi da lì abbiamo girato il Sud America, con i soldi guadagnati col nostro lavoro, non quelli di papà. Purtroppo siamo arrivati nella stagione sbagliata, perché li era inverno...

Intervista a Massimo Giletti

Rentato Catania, Lo strillo.

  • Diciamo che L'Arena l'ho creata io. L’ho creata nel tempo, quindi è comprensibile perché la Rai è contenta di me. Ha un indice di ascolto del 23% con oltre 4 milioni di ascoltatori. Non c’è nessuno che fa meglio di noi fra i talk show: nè Vespa, nè Santoro. È diverso, ed è collocato nella fascia oraria importante per la pubblicità. Per me è una grande responsabilità ottenere un prodotto che ha sempre suscitato grande interesse e partecipazione ed è un piacere ed un onore ottenere tale grande attenzione.
  • [Intervistatore: C’è un programma che ha sempre sognato di condurre che nessuno le ha mai proposto?] Mixer condotto egregiamente da Giovanni Minoli. Mi piacerebbe avere un programma di approfondimento attraverso le inchieste dove potrei avere lo spazio per la mia vocazione di giornalista.
  • [Intervistatore: Esiste un programma che rifarebbe?] Ho un bellissimo ricordo di Casa Rai Uno dove l’intrattenimento era dosato equamente per un pubblico giovane ed un pubblico più maturo. Si trattavano argomenti leggeri con ospiti amati dalla gente che aggiungevano valore senza annoiare, senza volgarità e con grande rispetto.

Citazioni su Massimo GilettiModifica

  • Chiesi a Michele Guardì, grandissimo uomo di tv, di sottoporlo a uno dei suoi provini. Lo massacrò. Alla fine mi disse che aveva stoffa. La sera dell'avviso di garanzia ad Andreotti gli dissi di dormire in macchina sotto casa sua; all'alba lo accompagnò a messa, fu l'unico a intervistarlo. (Giovanni Minoli)

NoteModifica

  1. Citato in Valeria Arnaldi, Massimo Giletti minacciato di morte in tv difende i suoi ospiti: «Non mi arrendo», Il Messaggero, 5 marzo 2017.
  2. Dall'intervista di Alessandra Solmi, Massimo Giletti, intervista: “Ho un legame profondo con Cairo”, Superguidatv. 25 aprile 2020.
  3. Citato in Stefania Saltalamacchia, La fede di Massimo Giletti, Vanity Fair, 1 aprile 2015.
  4. Citato in Gianni Carotenuto, Massimo Giletti contro Fabio Fazio: "Prende delle cifre incredibili", Il Giornale, 22 giugno 2019.
  5. a b c Dall'intervista di Carmelo Caruso, Intervista a Massimo Giletti: "Sono un tribuno ma temo la piazza", Panorama, 9 luglio 2018.
  6. Citato in Addio a La7, Massimo Giletti parla chiaro: "Non è casa mia", Pocorn TV, 18 novembre 2019.
  7. a b Citato in Lisa Puzzella, Intervista a Massimo Giletti, Mangialibri.
  8. Dall'intervista di Angela Calvini, Giletti: «Racconto la storia d’Italia», Avvenire, 26 maggio 2015.
  9. Dall'intervista di Nicola Maggesi, Massimo Giletti e la fede: il conduttore di Non è l’Arena si rifugia in chiesa, Novella 2000, 8 novembre 2008.
  10. Citato in Alberto Graziola, Massimo Giletti. La fede, il coraggio e l’infanzia con ‘Toro Seduto’ come idolo, Il Sussidiario, 24 gennaio 2018.
  11. a b Dall'intervista di FRncesco Fredella, Massimo Giletti: “Per anni ho inscatolato balle di cotone”, Il Giornale OFF, 18 marzo 2020.

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