Marco Presta

attore e conduttore radiofonico italiano

Marco Presta (1961 – vivente), attore, conduttore radiofonico e conduttore televisivo italiano.

Marco Presta (2011)

Un calcio in bocca fa miracoli

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Sono un vecchiaccio.
Dovrei dire che sono una persona anziana, come mi hanno insegnato i miei genitori per i quali chiunque, anche un infanticida antropofago, arrivato a una certa età meritava rispetto.
La verità, però, è che sono un vecchiaccio. (p. 3)

Citazioni

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  • La Bic è la cosa che più d'ogni altra mi ricorda l'essere umano. È capace d'imprese grandiose – compilare schedine vincenti e assegni scoperti –, di azioni mediocri – scrivere liste della spesa e biglietti d'auguri – e di crimini orribili – vergare condanne a morte e lettere d'amore. (p. 4)
  • Secondo me la vita è uno sport individuale, ognuno corre per sé, puoi sforzarti di non fare del male agli altri (uno sforzo che qualche volta mi sono evitato), ma non devi mai illuderti di partecipare a un gioco di squadra. (p. 7)
  • Lei non lo sedusse, lui non la conquistò. Fu semplicemente il confluire naturale delle loro vite. (p. 20)
  • Cani che abbaiano, voci indistinte, musica improvvisa, martellate, mobili trascinati, odore di cavolo, tonfi, urla, corse di bambini, festicciole, orgasmi soffocati, risa, porte sbattute, sciacquoni, colpi di tosse, passi pesanti, pianti di neonati, grida di esultanza, applausi, bestemmie, squilli di telefono, pianoforti e chitarre, grida per le scale.
    Un condominio, insomma. (p. 21)
  • «Sono fatto così» è la giustificazione che tutti usiamo quando, sorpresi a fare una puttanata, vogliamo continuare a farla. (p. 27)
  • Le persone anziane vanno evitate come la peste.
    Sono noiose, ripetitive, insopportabili. Parlano solo di malattie e di ricordi. E i ricordi di solito non riguardano gesta eroiche, traversate oceaniche, orge in un bordello di Marsiglia. Ti parlano di zio Peppino che mangiava le ciliegie con tutto il nocciolo o della piazza di un paesello insignificante che, a bombardarlo, non si farebbe un soldo di danno. (p. 28)
  • Gli anziani, in ogni funerale, contemplano il proprio. Alla fine del rito, più che addolorati, li vedi atterriti. (p. 29)
  • Mi sembra che la vita consista nell'abituarsi alle cose che detestiamo, più che nell'inseguire quelle che ci piacciono. (p. 37)
  • L'amore è un materiale deteriorabile, se non lo conservi attenendoti a certe regole poi devi buttare via tutto. (p. 59)
  • Il silenzio è la cosa più straordinaria che esista in natura, lo si può interpretare in chiave filosofica e artistica ma alla fine è costituito semplicemente dall'assenza di rompicoglioni nelle vicinanze. (p. 81)
  • Adesso va di moda la psicologia, quindi, se sei sposato e vai a letto con un'altra, è perché tua madre ti trascurava, oppure per mancanza di autostima. L'ipotesi che tu ci vada perché l'altra è una bella gnocca non li sfiora neanche. (pp. 83-84)
  • Anche per me il frigo è una meta di pellegrinaggio, se ho dei problemi. Chissà qual è il misterioso motivo per cui questo scatolone di plastica ha un effetto consolatorio sulle sofferenze umane. Forse il pensiero che, anche se lei non t'ama più o se il lavoro va male, hai ancora della bresaola e del gorgonzola, riesce ad allontanare quanto meno la paura più grande, antica come l'uomo: morire di fame.
    Sono convinto che, a differenza del frullatore, del televisore e di tutti gli altri elettrodomestici, il frigorifero abbia un'anima.
    Se in casa c'è un problema o un lutto, fateci caso, il frigo parteciperà al vostro dolore, non funzionerà la sua illuminazione interna oppure farà acqua. (p. 94)
  • Una delle grandi tragedie della nostra epoca consiste nel fatto che tutti sono convinti di avere un'opinione. Qualunque babbeo ti trovi di fronte si sente in dovere di dire la sua sull'economia mondiale, sul Medioriente, sull'ultima scoperta scientifica. Ci vorrebbero delle sanzioni economiche: sei un imbecille, parli del crollo delle Borse, trecento euro di multa. Invece niente. (pp. 102-103)
  • Lo slittino e il curling m'ipnotizzano. Il curling soprattutto: a turno, un componente delle due squadre lancia sul ghiaccio una specie di pentola a pressione, mentre gli altri con degli scopettoni spazzolano la pista. Al primo impatto, sembra la trasposizione atletica di comuni attività domestiche, manca solo, perché il quadro sia completo, che i giudici di gara spolverino, di tanto in tanto, il tabellone del punteggio. (p. 118)
  • Non si fa l'urologo per vocazione. Avere l'ambizione di salvare vite umane e mettere un dito nel sedere alla gente, non sono progetti conciliabili. (p. 120)
  • Essere prevenuti è un atteggiamento che mi sento di consigliare a tutti, si risparmia un sacco di tempo. Io lo sono stato e lo sono tuttora, con risultati davvero soddisfacenti. [...] Perché perdere tempo a cercare di comprendere una persona, quando ti dà immediatamente, chiara e splendente, la sensazione di essere un cretino? Con ogni probabilità lo è davvero. Di esseri umani da conoscere e di pietanze da mangiare ce n'è a bizzeffe, non è il caso di sprecare energie con tutto ciò che, al primo impatto, non ci ha fatto una buona impressione. (p. 132)
  • Non è facendo le scale che t'accorgi d'essere anziano e neanche dal fatto che dormi meno o che senti poco quando ti parlano.
    È di fronte al bancomat che la senilità si manifesta in tutta la sua spietatezza. Il vecchio si avvicina a questi distributori automatici con lo stesso orrore delle vergini che venivano condotte all'altare per essere sacrificate. (p. 172)
  • È arduo sopportare la felicità altrui, specie se innocente. Non poter imputare a chi l'ha raggiunta nulla d'ingiusto o disonesto, la rende indigeribile a milioni di poveri diavoli che l'hanno cercata inutilmente. Sei felice ma almeno dimmi che hai strozzato una vecchietta o che hai derubato tuo fratello. Niente, neanche questo mi viene concesso. (p. 183)
  • Non ho niente da fare e penso che, in fondo, essere vecchi significa questo. Non avere nessun progetto. (p. 189)

Non mi sento arrabbiato, oggi, proprio per niente.
Fa caldo e tolgo la giacca. Arriva uno zingaro che si trascina dietro due pony, si guadagnerà la giornata portando in giro i bambini sui suoi cavallini pezzati.
Non so perché, mi tornano in mente i film western di Armando.
Siedo su una panchina e tiro fuori il referto dalla busta. (p. 190)

Bibliografia

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