Luigi Capello

generale italiano

Luigi Capello (1859 – 1941), generale italiano.

Il generale Capello

Per la veritàModifica

  • Mi si è voluto dipingere come un temperamento spinto all'offensiva a qualunque costo. E si è voluto anche dire che io non tenessi conto della resistenza delle truppe pur di raggiungere lo scopo. (cap. II, p. 35)
  • [...] io sono sempre stato contrario al sistema delle piccole offensive per il possesso di questa o quella quota, con replicati tentativi per lo più infruttuosi, con mezzi insufficienti e fatte tanto per fare. Queste offensive che caratterizzarono per tanto tempo la nostra guerra non ci diedero risultati positivi sensibili, mentre ci procurarono perdite e logorio di energia morale. (cap. II, p. 35)
  • Erano le mie azioni inspirate unicamente da egoismo, da sfrenata ambizione? Vi è chi lo ha affermato! Chiunque sia un po' in vista è esposto a simili malevoli giudizi.
    Chi può dire dove finisca il sentimento del dovere e cominci l'egoismo? Non quelli che sono lontani che non possono, in generale, giudicare del movente e del pensiero che determinano l'azione del Comandante, ma soltanto quelli che stanno vicino: e questi sono stati e sono tuttora a me favorevoli; e non furono dalla Commissione [d'inchiesta su Caporetto] interrogati. (cap. II, p. 52)
  • Quanto io ho detto e documentato ampiamente, varrà, spero, a sfatare la leggenda, invenzione di malevoli o di ignari, che alla II Armata[1], per ottenere la vittoria, si speculasse sul sacrificio. Alla II Armata si voleva, per l'Italia, la vittoria, ma senza sacrificio superfluo. Se tutti sempre avessero seguito le direttive ed eseguiti gli ordini del Comando d'Armata, un sensibile risparmio si sarebbe indubbiamente ottenuto. Ma malgrado le lamentate trasgressioni non so se vi sia qualcuno in grado di dimostrare che, nonostante gli errori, le perdite verificatesi sulla fronte della II Armata siano, a parità di risultati, state superiori a quelle subite, nelle grandi azioni offensive, sulle altre parti della fronte! (cap. IV, p. 127)
  • La Commissione [d'inchiesta su Caporetto], non soltanto ha voluto colpirmi nelle qualità professionali, ma mi ha lanciate le più ignobili calunnie intaccanti la mia dignità di cittadino e di uomo, infamandomi in faccia all'Italia ed al mondo.
    La enormità delle accuse, la violazione delle elementari garanzie che debbono circondare la giustizia umana, mi impongono di valermi del diritto sacrosanto di difesa che da nessuno può essere conteso. La stessa particolare acrimonia di linguaggio usata a mio riguardo, dimostra la parzialità ed il malanimo, non solo dei giudici, ma anche del relatore.
    Se mi avessero attaccato soltanto come generale, avrei trovata la forza di tacere, tanto più che nessuno dei Commissari aveva la capacità di comprendermi e tanto meno di giudicarmi. Ma quella gente mi ha attaccato come uomo! (Conclusione, p. 169)

Citazioni su Luigi CapelloModifica

  • Quanto Cadorna era solitario, monacale ruvido e chiuso in un giro di valori e d'idee tradizionali, tanto Capello era brillante, estroverso, moderno, ricco d'immaginazione e maestro di "pubbliche relazioni". (Indro Montanelli)

NoteModifica

  1. Armata comandata dal generale Capello al tempo della disfatta di Caporetto.

BibliografiaModifica

  • Generale Luigi Capello, Per la verità, Fratelli Treves editori, Milano, 1920.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica