Leonid Ivašov

generale e politico russo

Leonid Grigorjevič Ivašov (1943 – vivente), militare russo.

Ivašov nel 2005

Citazioni di Leonid IvašovModifica

  • Se le norme del diritto internazionale verranno violate, allora le violeremo anche noi.[1]
  • La Nato è un'organizzazione criminale che non ha il diritto di esistere.[2]
  • La Nato non dispone di strumenti diplomatici, legali, politici nel suo arsenale, ma solo di nuda forza militare.[3]
  • [Sulla morte di Slobodan Milošević] È un omicidio politico su commissione. In quattro anni il Tpi non è stato in grado di provare le colpe di Milosevic. Assolverlo avrebbe significato condannare la Nato per l'aggressione della Jugoslavia. Così lo hanno coscientemente portato alla morte.[4]
  • Ahtisaari ha aiutato i bombardamenti della Nato in Serbia e ha ottenuto il Nobel con un fine politico: sostenere gli interessi degli Usa e della Nato.[5]
  • Per noi non esiste alcun ostacolo di carattere giuridico che possa impedirci di dispiegare le armi tattiche nucleari in Crimea poiché ora la Crimea è il territorio russo e sul nostro territorio possiamo dispiegare qualsiasi arma, ovunque, se ciò non contraddice i trattati internazionali. Attualmente non c’è alcun trattato internazionale che limita il dispiegamento delle armi tattiche nucleari in qualsiasi regione della Russia. I nostri oppositori occidentali devono tenerlo bene in mente. Le armi tattiche nucleari potrebbero essere usate dal mare e dall’aria.[6]

Da Generale Leonid Ivashov : «Il terrorismo internazionale non esiste»

Voltairenet.org, 14 gennaio 2006

  • L’oggetto principale della nuova «élite» mondiale è la realtà naturale, tradizionale, culturale e storica, il sistema esistente delle relazioni tra gli Stati, l’ordine mondiale nazionale e statale della civiltà umana, cioè, in definitiva, l’identità nazionale.
  • [Sugli attentati dell'11 settembre 2001] Le ragioni di quegli attentati devono essere ricercate nella collusione degli interessi del grande capitale al livello transnazionale e globale, in particolare nei circoli non soddisfatti dai ritmi del processo di globalizzazione o dalla direzione presa da esso.
  • In generale, sono i servizi segreti che creano, finanziano e controllano le organizzazioni estremiste. Senza il loro sostegno, tali strutture non possono esistere – e ancor meno effettuare azioni di una tale ampiezza all’interno di paesi particolarmente ben protetti.
  • Osama ben Laden e «al Qaïda» non possono essere stati né gli organizzatori né gli esecutori degli attentati dell'11 settembre. Essi non possiedono né l’organizzazione richiesta a questo scopo, né le risorse intellettuali, né i quadri necessari. Di conseguenza, si è dovuto formare una squadra di professionisti, mentre i kamikaze arabi hanno svolto il ruolo di comparse per mascherare l’operazione.

Da Noi soldati e invasori

La Repubblica, 19 agosto 2008

  • [Sulla primavera di Praga] Io comandavo un reparto di truppe corazzate. Mi avevano spiegato che a Praga le forze della contro-rivoluzione volevano cancellare le conquiste del socialismo e portare il Paese fuori dal Patto di Varsavia. Per questo i nostri fratelli ceki ci hanno chiesto aiuto. Ci hanno chiamati loro... A Yalta e Posdam il mondo era stato diviso in due. E all'Unione Sovietica era toccata l'Europa dell' Est, che - non dimentichiamolo - avevamo liberato noi dai nazisti, nel 1945. Anche la Cecoslovacchia. Cambiare quell'equilibrio fra potenze era troppo rischioso. E andava evitato a tutti i costi.
  • Avevamo ricevuto l'ordine di non sparare sulla popolazione civile. Potevamo, certo, rispondere al fuoco. Ma di nostra iniziativa, dovevamo sparare sempre in alto e mai ad altezza d'uomo.
  • Le ho viste le novità apportate dalla cricca di Dubcek. Le ho viste. Ho visto le donne nude sui cartelloni pubblicitari, in giro per Praga. E ho visto il consumismo che dilagava. Per me, era tutta pornografia. E falsa libertà!

Da L’11 settembre 2001 : una provocazione mondiale

Voltairenet.org, 17 marzo 2009

  • L'esperienza dell’umanità ci mostra che il terrorismo appare ovunque in un dato momento si produca un aggravamento delle contraddizioni, le relazioni comincino a degradarsi in seno alla società e cambi l’ordine sociale, sorga l’instabilità politica, economica e sociale, si liberino dei potenziali d’aggressività, i valori morali vacillino, trionfino il cinismo ed il nichilismo ed esploda la criminalità.
  • La distruzione del modello multipolare che assicurava l’equilibrio delle forze nel mondo ha avviato anche la distruzione del sistema di sicurezza internazionale, delle norme e dei principi che reggevano le relazioni tra Stati, nonché del ruolo dell’ONU e del suo Consiglio di sicurezza. Oggi gli Stati Uniti d’America e la NATO si sono arrogati il diritto di decidere del destino di altri Stati, di commettere atti di aggressione, di sottomettere i principi della Carta delle Nazioni Unite alla loro legislazione.
  • Sono precisamente i paesi occidentali che con le loro azioni ed aggressioni contro la Repubblica federata di Jugoslavia e l’Iraq, nonché permettendo in tutta evidenza l’aggressione israeliana contro il Libano e minacciando la Siria, l’Iran ed altri paesi, hanno liberato un’enorme energia di resistenza, di vendetta e di estremismo, energia che ha rafforzato il potenziale del terrore prima di ritorcersi, come un boomerang, contro l’Occidente.
  • Il terrore genera il culto della forza e le sottomette la politica, il comportamento dei governi e della popolazione. La cosa più spaventosa è che il terrorismo ha un grande futuro in ragione della nuova spirale di guerra che si annuncia per la redistribuzione delle risorse mondiali e per il controllo delle zone-chiave del pianeta.
  • Praticamente ogni atto terroristico dissimula delle potenti forze politiche, delle imprese transnazionali o delle strutture criminali che hanno obiettivi precisi. E quasi tutti gli atti terroristici, eccetto le attività di liberazione nazionale, sono in realtà delle provocazioni.
  • L’atto terroristico commesso a fini di provocazione è vecchio come il mondo. Furono precisamente delle provocazioni terroristiche a servire da pretesto per lo scatenarsi di due guerre mondiali. Gli avvenimenti dell’11 settembre 2001 costituiscono una provocazione mondiale. Si può parlare di operazione di portata mondiale.
  • Grazie alla provocazione dell’11 settembre, gli Stati Uniti d’America hanno consolidato il loro monopolio mondiale e hanno ottenuto l’accesso ad una qualsiasi regione del mondo e alle sue risorse.
  • A mio avviso, il mandante di questa provocazione potrebbe essere stata l’oligarchia finanziaria mondiale, al fine d’instaurare una volta per tutte «la dittatura mondiale delle banche» (l’espressione appartiene al ben noto economista statunitense Lyndon LaRouche) e di garantire il controllo di risorse mondiali in idrocarburi limitate. Contemporaneamente si sarebbe trattato di assicurarsi una dominazione mondiale di lunga durata.
  • L’organizzatore dell’operazione potrebbe essere stato un consorzio ben organizzato ed abbondantemente finanziato formato da rappresentanti (vecchi ed attuali) dei servizi segreti, organizzazioni massoniche e personale dei trasporti aerei.

Da Discorso alla Conferenza degli ufficiali militari di tutta la Russia

Lettera aperta a Vladimir Putin durante la crisi russo-ucraina del 2021-2022, 31 gennaio 2022; riportato in Huaglad.com

  • La Russia (Unione Sovietica) ha già combattuto guerre (giuste) forzate, ma spesso quando sono in gioco interessi vitali dello stato e della società e non c'è scelta. Cosa minaccia l'esistenza stessa della Russia oggi, ed esiste una tale minaccia? Basti dire che c'è una vera minaccia: un paese che sta per finire la sua storia.Tutte le aree vitali, compresa la popolazione, continuano a deteriorarsi e il tasso di estinzione della popolazione sta battendo record mondiali. E il degrado è sistemico e, in qualsiasi sistema complesso, il danno a un elemento può causare il collasso dell'intero sistema. Riteniamo che questa sia la principale minaccia che deve affrontare la Federazione Russa. Tuttavia, questa è una minaccia interna proveniente dal modello statale, dalla qualità del potere e dallo stato della società. Le ragioni della sua formazione sono interne: il modello statale è impraticabile, il potere e la gestione sono totalmente impraticabili e non professionali, la società è passiva e disorganizzata. Nessun paese può vivere a lungo in questo stato.
  • Forzare l'"amore" della Federazione Russa e dei suoi leader attraverso ultimatum e minacce di forza è inutile ed estremamente pericoloso. In primo luogo, l'uso della forza militare contro l'Ucraina metterebbe in discussione l'esistenza stessa della Russia come stato; Secondo, rendere sempre nemici giurati russi e ucraini. In terzo luogo, da un lato, moriranno migliaia (decine di migliaia) di giovani, il che influenzerà sicuramente la demografia futura del nostro paese in via di estinzione. Sul campo di battaglia, se ciò accade, l'esercito russo dovrà affrontare non solo i militari ucraini, inclusi molti russi, ma anche le truppe e l'equipaggiamento di molti paesi della NATO, e i membri dell'alleanza saranno obbligati a dichiarare guerra alla Russia.
  • La Russia sarà ovviamente classificata come una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale, soggetta a severe sanzioni, diventando uno stato canaglia nella comunità internazionale e forse privata del suo status di stato indipendente. Il Presidente, l'Amministrazione, il Dipartimento della Difesa non riescono a capirne le conseguenze perché sono stupidi.
  • Crediamo che i leader nazionali, riconoscendo che non possono sollevare il Paese da una crisi sistemica che potrebbe portare a rivolte popolari e cambiare il potere del Paese con il sostegno di oligarchi, funzionari corrotti, media ardenti e figure di potere, abbiano deciso di rafforzare la politica che distruggerà completamente lo stato della Russia e spazzerà via la popolazione nativa del paese. La guerra è un mezzo per risolvere questo problema, al fine di mantenere temporaneamente il suo potere antinazionale e proteggere la ricchezza depredata dal popolo. Questa è l'unica spiegazione a cui possiamo pensare.
  • Presidente della Federazione Russa, siamo ufficiali militari russi, chiediamo di rinunciare alla politica criminale di provocare la guerra, che lascerà la Federazione Russa da sola ad affrontare le forze combinate dell'Occidente, secondo l'articolo XNUMX della Costituzione della Federazione Russa, annuncia le tue dimissioni.

NoteModifica

  1. Citato in I serbi: L'accordo è vicino uno spiraglio per il Kosovo, La Repubblica, 11 ottobre 1998.
  2. Citato in Mosca invia aiuti a Belgrado, La Repubblica, 4 aprile 2022.
  3. Citato in Leonid Ivashov il vero stratega dello schiaffo, La Repubblica, 13 giugno 1999.
  4. Citato in Tutta colpa dei giudici dure accuse da Mosca, La Repubblica, 12 marzo 2006.
  5. Citato in Belgrado e Mosca: Vergogna. Il dissenso cinese: Occidente codardo, La Repubblica, 11 ottobre 2008.
  6. Citato in La Russia potrebbe dispiegare in Crimea armi tattiche nucleari, Rainews.it, 4 aprile 2014.

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