La regina degli scacchi (miniserie televisiva)

miniserie televisiva drammatica statunitense del 2020 diretta da Scott Frank

La regina degli scacchi

Fiction TV

Immagine Chess piece - White queen.jpg.
Titolo originale

The Queen's Gambit

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno

2020

Genere drammatico
Episodi 7
Ideatore Scott Frank e Allan Scott
Regia Scott Frank
Soggetto dal romanzo di Walter Tevis
Sceneggiatura Scott Frank
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La regina degli scacchi, miniserie televisiva prodotta nel 2020.

Prima stagioneModifica

Episodio 1, ApertureModifica

  • Mi rendo conto che in questo momento provi una grande sofferenza. Ma una volta sprofondata nel dolore, la preghiera e la fede ti rissolleveranno e così ti aiuteranno a trovare la tua strada. Elizabeth hai la possibilità di trovare una vita diversa qui. Una vita migliore di quella che avevi e sono convinta che tu e io diventeremo grandi amiche. (Deardorff)
  • Jolene: Mammina e papino morti? [Elizabeth annuisce] Ricordi le ultime parole che ti hanno detto? Lo chiedo a tutti, oramai. Spesso fanno ridere.
    [Elizabeth ricorda] Mamma di Elizabeth: Chiudi gli occhi.
    Elizabeth: Non me lo ricordo più.
  • Nessuno ci verrà a prendere: siamo troppo grandi o troppo nere. (Jolene)
  • Buonanotte, buonanotte. Separarsi è un sì dolce dolore, che dirò buonanotte fino al mattino e al suo colore. (Signor Fergusson)
  • Signor Shaibel: Questo si chiama Matto del Barbiere.
    Elizabeth: E come si fa?
    Signor Shaibel: Non oggi.
  • Signor Shaibel: Devi abbandonare.
    Elizabeth: Abbandonare?
    Signor Shaibel: Esatto, piccola. Quando si perde la donna così, si abbandona.
    Elizabeth: No!
    Signor Shaibel: Sì, hai abbandonato la partita.
    Elizabeth: Non mi aveva detto questa regola.
    Signor Shaibel: Non è una regola, è sportività.
  • Devi imparare la Difesa Siciliana (Signor Shaibel)
  • Elizabeth: Quindi le caselle hanno un nome?
    Signor Shaibel: Se giochi bene, sì hanno un nome.
  • Ci sono tante altre strategie che dovrai imparare, strada facendo. La Variante Levenfish. La Variante Najdorf. (Signor Shaibel)
  • Elizabeth: È sempre una di quelle cose come la Difesa Siciliana?
    Signor Shaibel: Quelle cose si chiamano aperture.
    Elizabeth: E questa è un'apertura?
    Signor Shaibel: Sì. È il Gambetto di Donna.
  • Signor Shaibel: Quanti anni hai?
    Elizabeth: Nove.
    Signor Shaibel: Hai solo nove anni?
    Elizabeth: Ne farò dieci a novembre.
    Signor Shaibel: A dirti la verità, piccola… tu sei fenomenale.

Episodio 2, ScambiModifica

  • Annette: Tocchi il pezzo, muovi il pezzo.
    Elizabeth: Che vuol dire?
    Annette: Non toccare mai un pezzo se non lo vuoi muovere. Se lo tocchi, devi muoverlo per forza.
  • Townes: Quanti anni hai tu? Ah, lascia stare, mi deprimeresti. Non rispondermi.
    Elizabeth: Mh, ne ho 36.
  • Sebbene io non sia più una moglie, se non per una pantomima legale, credo di poter imparare ad essere una madre. (Alma)
  • Elizabeth: Vincerò.
    Alma: Non ho alcun dubbio, cara.

Episodio 3, Pedoni doppiatiModifica

  • Elizabeth: Beth Harmon, dove devo andare?
    Organizzatore Torneo: Tavolo 15, da quella parte.
    Elizabeth: Grazie.
    Organizzatore Torneo: Non c'è di che.
    Elizabeth: Beth Harmon.
    Giocatore di scacchi: Cazzo…
  • Davvero non capisco perché il mio corpo si ostini a sabotare il mio cervello, quando il mio cervello è perfettamente capace di autosabotarsi. (Alma)

Episodio 4, MediogiocoModifica

  • Elizabeth: Anche tu giochi? [agli scacchi]
    Tim: No, troppo cerebrale. Però gioco a Monopoli.
    Elizabeth: Io non ci ho mai giocato.
    Tim: Evita, diventi schiavo del capitalismo. Io ho comunque il sogno di fare soldi.
    Elizabeth: Scusa, perché fai lezioni di russo se sei uno schiavo del capitalismo?
    Tim: Voglio leggere Dostoevskij in originale.
  • Elizabeth: Credevo che aveste chiuso con i tornei.
    Matt: Io sì, ma Mike rimane un masochista.
  • Matt: Tua madre ha un nuovo amico?
    Elizabeth: Oggi è rientrata alle 3 del mattino, e ieri alle 2.30. Lui ha una Dodge verde che usa praticamente solo per lei. E pranzano e cenano insieme tutti i giorni. E penso scopano anche
  • Alma: Invece perché, Beth, non lavori su te stessa? Non esistono solo gli scacchi.
    Elizabeth: Almeno li conosco.
    Alma: Se c'è una cosa che ho imparato è che non sempre quel che conosci è importante.
    Elizabeth: E cos'è importante.
    Alma: Vivere e crescere. Vivere la vita.
    Elizabeth: Con uno squallido commerciante messicano?
    Alma: Goderti la vita. L'avventura.
  • Alma: Tu sei quello quello che chiamano un giocatore intuitivo, non è vero?
    Elizabeth:Sì, sono stata definita così. Le mie mosse sono spesso spontanee.
    Alma: Ho notato che le tue mosse che riscontrano più successo sono quelle che fai rapidamente. E in viso ti viene una certa espressione. L'intuito non è materia di studio.
  • Hai bisogno di rilassarti. Non esiste al mondo un giocatore più dotato di te. Non ho la minima idea di quali facoltà servano per diventare un grande scacchista, però sono convinta che un po' di svago non possa che migliorarle. (Alma)
  • Quelle come te non hanno vita facile. Due facce della stessa medaglia. Da una parte il talento dall'altra il prezzo da pagare. Non si può dire quale sarà il tuo prezzo. Avrai il tuo momento di gloria, ma quanto durerà? Tu hai così tanta rabbia dentro. Devi fare attenzione. (Signor Shaibel)
  • Girev: Non dovevo lasciare spazio con la torre.
    Elizabeth: No. Ma vedrai che non lo farai mai più.
  • Girev: Un giorno sarò campione del mondo.
    Elizabeth: Quando?
    Girev: Fra tre anni.
    Elizabeth: Fra tre anni avrai sedici anni. Se vincerai, dopo cosa avverrà?
    Girev: Io non capisco.
    Elizabeth: Se vinci i mondiali a sedici anni, cos'altro ti rimarrà da fare?
    Girev: Continuo a non capire
  • Elizabeth: Sei il mio avversario migliore.
    Girev: Non ha ancora giocato con Borgov.
  • È un'orfana. Una sopravvissuta. È come noi, per lei perdere non è contemplato. Altrimenti, che avrebbe nella vita? (Borgov) [Parla in russo di Beth]
  • Mike: Il Bianco è avvantaggiato. Fa sempre la prima mossa e quindi è sempre avvantaggiato. Ho letto che quando i computer impareranno a giocare a scacchi contro altri computer, vincerà solo il Bianco proprio per la prima mossa. Come… come con il tris.
    Elizabeth: Borgov non è una macchina.
    Matt: Chi può esserne certo?
  • Non me l'aspettavo. Non l'ho mai visto prima. Così nessuno lo fa. Voleva spiazzarmi e ce l'ha fatta. Da quel momento per me l'esito della partita era scontata. Io… io non facevo che pensare che avevo perso. Come sui libri, già conosci l'esito, ma vuoi continuare per vedere cosa l'ha portato. Insomma, si stava muovendo in maniera così ovvia, così priva di fantasia, così impostata. E ogni volta che lo guardavo in faccia, non aveva alcun dubbio. Nessuna debolezza. (Elizabeth) [su Borgov]

Episodio 5, ForchettaModifica

  • Non devi avere paura del buio. Anzi, oserei dire che non devi avere paura di niente. Mai e poi mai. Una persona forte è una persona che non teme di stare da sola. Sono altre le persone di cui preoccuparti. Quelle persone che ti dicono cosa fare e provare. In un batter d'occhio hai sprecato la tua vita cercando qualcosa che altre persone ti hanno detto di cercare. Un giorno rimarrai tutta sola, quindi devi imparare a prenderti cura di te stessa. (Alice)
  • Ti va un po' di allenamento? Sì lo so, lo so che sei più brava di me. Ma se devi giocare contro i sovietici, ti serve aiuto. (Harry)
  • Mi scusi Signora, dov'è la goffa ragazzina che mi ha fatto nero cinque anni fa? Direi che è cresciuta, a quanto pare. (Harry)
  • Elizabeth: Mi credi una prima donna, non è vero?
    Harry: Sono gli scacchi. Siamo tutte primedonne.
  • Harry: Sei testarda, ti arrabbi per questo. E quando succede, non vedi oltre la punta del tuo naso.
    Elizabeth: La rabbia mi snebbia.
    Harry: La rabbia è una potente spezia. Un pizzico ti risveglia, troppo ti ottunde i sensi.
    Elizabeth: Da dove l'hai preso, da un biscotto della fortuna?
    Harry: La Signora Grecco, maestra delle elementari.
  • Harry: Ok, dimmi, qual è il tuo finale?
    Elizabeth: L' hai appena visto.
    Harry: Qual era il tuo piano.
    Elizabeth: Per batterti? In realtà non lo so.
    Harry: Esatto, stai ancora improvvisando.
    Elizabeth: Ti ho stracciato cinque volte.
    Harry: Sono un maestro e non ho mai giocato meglio in vita mia.
    Elizabeth: Quanta modestia.
    Harry: Ma non c'è confronto con quello che ti aspetta a Parigi.
    Elizabeth: Lo posso battere Borgov con un po' più di lavoro.
    Harry: Puoi battere Borgov con molto più lavoro. Con anni di lavoro. Borgov non è un ex campione del Kentucky come me. Lui è un campione del mondo che avrebbe potuto batterci quando aveva dieci anni.
  • Diderot gli scrisse e il testo era più o meno: "È da sciocchi correre il rischio di impazzire per fatua vanità". Sai, ci penso qualche volta, quando sputo sangue per analizzare una scacchiera. (Harry)
  • Ti ho insegnato tutto quello che so, che, ammettiamolo, non è molto. Devo incominciare a studiare. Dovrei diventare un ingegnere elettrico, non un perditempo. (Harry)
  • Harry: Già che peccato che Morphy cadde in preda alla paranoia e morì. Stava sveglio tutta la notte, a Parigi, prima delle partite a bere nei caffè e a parlare con gli estranei. Il giorno seguente giocava come uno squalo. Ben educato, ben vestito, muoveva i pezzi con quelle piccole manine da donna. Stracciando tutti i maestri europei uno dopo l'altro. Sai come lo chiamavano? "L'orgoglio e il rimpianto degli scacchi." E si è ritirato a ventidue anni.
    Elizabeth: E pensi che diventerò così?
    Harry: Lo sei già diventata. Anzi penso che lo sei sempre stata. Fa attenzione Beth.
  • Benny: Gli scacchisti più apprezzati di questo fottuto paese ed eccoci qui in una università di second'ordine, a giocare su scacchiere di plastica con pezzi di plastica. Se fosse golf o tennis, ora saremmo circondati da reporter non da questi chiunque essi siano. Dovresti vedere che posti in Unione Sovietica.
    Elizabeth: Ce l'ho in programma.
    Benny: Devi superare me, prima.
    Elizabeth: Ho in programma anche questo.
  • A molti scacchisti manca il coraggio delle loro convinzioni. La chiave è non essere insicuri. Devi giocare con fiducia assoluta. Io so dirti dalla prima mossa se uno ce l'ha o non ce l'ha solo da come muove quel primo pezzo. (Benny)
  • Elizabeth: Mi fa piacere che non l'hai presa male.
    Benny: Sono furioso dentro.
    Elizabeth: Be', non si vede.
  • Benny: Partiamo da qui. Guido io.
    Elizabeth: Quando?
    Benny: Domani pomeriggio quando qui sarà tutto finito. Oh, e per il sesso… scordatelo.

Episodio 6, SospensioneModifica

  • Gli uomini vogliono sempre insegnarti qualcosa. Non per questo sono intelligenti. Molto spesso non lo sono, ma li fa sentire più grandi. Vogliono farti vedere come si fanno le cose. Tu lasciali blaterare e poi va avanti e fai sempre quello che ti pare, cavolo. Devi essere una donna forte per stare sola, in un mondo in cui le persone si accontentano di tutto, per poter dire di aver qualcosa. […] Non dimenticare mai chi sei. (Alice)
  • Leggi i manuali di gioco come il Reinfeld che sono pieni di sacrifici di donne e melodrammi. Dalla tua esperienza del torneo sai che non puoi fidarti di un avversario che si prepara a un sacrificio di donna o di un altro pezzo a sorpresa con un cavallo e una torre. Ma tu sei così. Gli scacchi classici ti annoiano, anche se giocati dai Grandi Maestri. Ti annoi, ne eri annoiata quando hai letto l'analisi finale di Reuben Fine. E poi la controanalisi in Chess Review che segnalava gli errori in Reuben Fine. (Benny)
  • Benny: E questo è niente rispetto a ciò che sto per farti fare ora. Giocheremo ai veri scacchi. Scacchi a regola d'arte. Il tipo di scacchi giocato dai più grandi giocatori del mondo, i sovietici. E sai perché sono i migliori giocatori al mondo?
    Elizabeth: Hanno gli abiti migliori?
    Benny: Perché giocano come una squadra, insieme. Specialmente durante le sospensioni. Si danno una mano. Gli americani, noi giochiamo da soli perché siamo tutti così individualisti. Non ci piace che qualcuno ci aiuti.
  • Elizabeth: Tu stai con Arthur o Hilton?
    Chloe: Entrambi. Nessuno dei due. Due di loro è meglio di uno, non so se mi spiego.
  • La moda è divertente. Fare la modella, le modelle sono insipide. Ma paga per il mio appartamento a Marais. (Chloe)
  • Non potresti mai fare la modella. Sei carina, è vero ma sei troppo intelligente. Le modelle sono persone vuote. L'obiettivo le riempie di colore e consistenza e, di tanto in tanto, persino di mistero. Ma in realtà non c'è alcun mistero. Sono come uno spazio vuoto e stanno lì finché non ci metti dentro qualcosa di interessante. Le modelle sono così. Sono solo quello che gli metti addosso. Sai, alcune sono terribili a letto. Ma infondo, chiunque non mangi è terribile a letto, non credi? (Chloe)
  • Giornalista: Signorina Harmon, cosa direbbe a chi nella Federazione Scacchistica l'accusa di essere troppo alla moda per essere una seria giocatrice?
    Elizabeth: Direi che è molto più facile giocare a scacchi senza il fardello di un pomo d'Adamo.
  • Chloe: E sei mai stata innamorata?
    Elizabeth: Non di Benny.
    Chloe: Certo che no. Nessuna donna può competere con l'amore di Benny per se stesso.
  • Chloe: Quindi siamo ancora innamorati? Qual è il suo nome?
    Elizabeth: Townes.
    Chloe: All'amore non corrisposto. E agli uomini davvero stupidi.
  • Harry: Hai bisogno di aiuto.
    Elizabeth: Che tipo di aiuto sarebbe? Aiuto con i miei scacchi? Perché ci abbiamo provato…
    Harry: Non sto parlando di questo. Mio padre beveva. Non era cattivo. Il massimo che faceva era addormentarsi ancora vestito
    Elizabeth: Ok.
    Harry: Hai il suo stesso odore. I tuoi occhi sono come i suoi e la tua pelle è …
    Elizabeth: La mia pelle?
    Harry: Come ti ho detto, sono preoccupato per te.

Episodio 7, FinaleModifica

  • Spesso le persone sembrano dirci qualcosa per il nostro bene, ma è per il nostro male. (Alice)
  • Jolene: Ora risparmio per la scuola di legge. Lo so. Io, avvocato, ma il mondo è fottuto ormai. E se voglio cambiarlo, non posso passare tutto il mio tempo a insegnare alle ragazze bianche come si tiene una racchetta da badminton. Sarò un'estremista.
    Elizabeth: Non sapevo potesse essere una carriera.
    Jolene: Lo sarà.
  • Elizabeth: Dovrei andare in Russia alla fine dell'anno ma ho paura.
    Jolene: Allora non andare.
    Elizabeth: Devo andare o non avrò nient'altro da fare. Berrò e basta.
    Jolene: Be', mi pare che tu lo faccia in ogni caso.
  • Elizabeth: Ma quello che voglio è un drink. Se non ci fossi tu, starei con una bottiglia di vino adesso.
    Jolene: Sembri Susan Hayward in uno dei suoi film.
  • Elizabeth: Ho letto di questo artista pop, una volta. Comprò un disegno originale di Michelangelo. Quando lo portò a casa, prese un pezzo di gomma da cancellare e lo cancellò, riducendolo a un semplice foglio bianco. Mi ricordo che ne rimasi scioccata. Ora, mi chiedo se io non stia cancellando il mio cervello.
    Jolene: Facciamo finta che tu non appena paragonata a Michelangelo. E guardiamo come sei ridotta. Che se uno resta qui più di cinque minuti, gli sembra di stare in fondo a una fottuta fossa. E sembra che tu te la sia scavata da sola. Il mio consiglio è smetti di scavare.
  • Jolene: Mi hanno assunto per stare al passo con i tempi. Invece della solita donna nera delle pulizie, volevano una donna nera e pulita, che avesse un bel culo e un buon vocabolario.
    Elizabeth: E tu sei molto pulita.
    Jolene: Al colloquio, mi sono assicurata di usare tutte parole tipo "reprensibile", "dicotomia". Si sono accesi subito. Ma me ne andrò non appena avrò superato l'esame.
  • Io voglio quello che hai tu. Sei la più brava di tutti da così tanto tempo che non sai neanche come sia per tutti noi.(Jolene)
  • Per un periodo sono stata tutto ciò che avevi. E per un periodo tu lo sei stata per me. Non eravamo orfane, non finché c'eravamo l'una per l'altra. Capisci di cosa parlo, vero? Io non sono il tuo angelo custode, non sono qui per salvarti. No, io posso a malapena salvare me. Sono qui perché tu hai bisogno che sono qui. Le famiglie fanno così. E noi lo siamo. (Jolene)
  • Sig. Booth: Tre, non si beve.
    Elizabeth: Mi hai appena offerto un drink.
    Sig. Booth: Quello era un test.
  • Luchenko: Eccellente. Un recupero davvero brillante. Mi ritiro con leggerezza.
    Elizabeth: Io gioco le sue partite da quando ero bambina. L'ho sempre ammirata molto
    Luchenko: Lei quanti anni ha ora? No, non me lo dica. Per me sarebbe una pugnalata al cuore. Ho studiato le tue partite in questo torneo. Lei è un prodigio, mia cara. Potrei aver appena giocato con il miglior giocatore mai visto in vita mia.
  • Elizabeth: Benny, qui sono quasi le cinque.
    Benny: Ok. Va a batterlo.

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