L'ultimo dei Mohicani (film 1992)

film del 1992 diretto da Michael Mann

L'ultimo dei Mohicani

Immagine Hooker_Falls_DuPont_State_Forest_NC.jpg.
Titolo originale

The Last of the Mohicans

Lingua originale francese e inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1992
Genere azione, storico, drammatico
Regia Michael Mann
Soggetto dall'omonimo romanzo di James Fenimore Cooper
Sceneggiatura Christopher Crowe, Michael Mann
Produttore Michael Mann, Hunt Lowry
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note

L'ultimo dei Mohicani, film del 1992 con Daniel Day-Lewis e Wes Studi, regia di Michael Mann

IncipitModifica

1757
Colonie Americane. È il terzo anno della guerra fra Inghilterra e Francia per il predominio del continente. Tre uomini, gli ultimi di un popolo in via d'estinzione sono alla frontiera a Ovest del fiume Hudson. (Testo in sovrimpressione)

FrasiModifica

  • Ci dispiace doverti uccidere, fratello. Rendiamo omaggio al tuo coraggio e alla tua velocità, la tua forza. (Chingachgook) [Rivolto al cervo abbattuto]
  • Facci quello che vuoi del tuo scalpo, ma non venirci a dire cosa fare del nostri. (Nathaniel)
  • La politica britannica è fare di tutto il mondo l'Inghilterra. (Maggiore Duncan)
  • Nel caso la tua mira fosse migliore del tuo buon senso. (Nathaniel) [Toglie il fucile dalle mani del Maggiore Duncan]
  • La gente di mio padre dice che alla nascita del sole e di sua sorella la luna, la loro madre morì. Così il sole diede alla terra il suo corpo dal quale sbocciò tutta la vita. E dal petto di lei tirò fuori le stelle e le lanciò nel cielo notturno per ricordarsi della sua anima. [guarda il cielo stellato] Quindi ecco la tomba dei Cameron e quella della mia famiglia. (Nathaniel)
  • Tutto il mondo va a fuoco. (Cora)
  • Morte e onore vengono considerate alla stessa stregua, ma oggi ho imparato che non sempre è così. (Colonnello Munro)
  • La tua lingua è doppiamente avvelenata. (Mangua)
  • Grande Spirito e Creatore della vita, un guerriero và a te veloce e dritto come una freccia lanciata nel sole. Dà lui benvenuto e lascia lui prendere posto in Gran Consiglio di mio popolo. È Uncas, mio figlio. Dì lui di essere paziente e dà a me una rapida morte, perché loro sono tutti là, meno uno, io… Chingachgook, l'ultimo dei Mohicani. (Chingachgook)

DialoghiModifica

  • Tenente inglese: Tu ti senti un patriota? Un fedele suddito della Corona?
    Nathaniel: È più esatto dire che non mi sento un suddito.
  • Cora: Io vorrei, ma i miei sentimenti non vanno va oltre l'amicizia. Non te ne accorgi?
    Maggiore Duncan: Rispetto e amicizia non sono basi ragionevoli per far sì che un uomo e una donna si sposino? Tutto il resto può crescere nel tempo.
    Cora: Alcuni dicono che vada così.
  • Maggiore Duncan: Ehi, tu! Guida, dobbiamo fermarci, le donne sono stanche.
    Magua: Non qui, due leghe, acqua miglio. Fermeremo là.
    Maggiore Duncan: No, ci fermeremo su quella radura. E quando le signore avranno riposato, ripartiremo.
    Magua: [parlando in Urone] Magua capisce che uomo bianco cane delle sue donne. Quando vogliono mangiare, mette giù il tomahawk per nutrire la loro pigrizia.
    Maggiore Duncan: Scusa, che cosa hai detto?
    Magua: Magua dice: Capisce la tua lingua molto bene.
  • Maggiore Duncan: C'è una guerra in atto. Come sarebbe che andate a Ovest?
    Nathaniel: Ecco, di solito ci mettiamo con il nord di fronte e improvvisamente giriamo a sinistra.
  • Cora: Chiunque siano, anche se sono degli estranei, hanno diritto a una sepoltura cristiana. Non possiamo lasciarli così!
    Nathaniel: Andiamo via.
    Cora: Io non mi muovo. Ho già visto gli orrori della guerra, signore, ma non l'ho mai vista fare a donne e bambini. E questo non è più crudele della vostra indifferenza?
    Nathaniel: Signorina Monroe, non sono estranei ma restano dove stanno.
  • Cora: Perché non avete seppellito quella gente?
    Nathaniel: Chiunque segue le nostre tracce avrebbe avuto un segno del nostro passaggio.
  • Nathaniel: Chingachgook m'aveva avvertito sulla gente come voi.
    Cora: Ah, davvero?
    Nathaniel: Ha detto non tentare di capirli.
    Cora: Cosa?
    Nathaniel: E non tentare di fare in modo che capiscano te. È così perché loro sono una razza diversa, quindi è inutile.
  • Cora: Perché quella gente viveva in questo posto senza protezione?
    Nathaniel: Dopo sette anni a contratto in Virginia, sono arrivati qui perché la frontiera è l'unica terra disponibile per la povera gente. Quaggiù non devono sottostare a nessuno. Non servono permessi per vivere.
  • Cora: Voi avete ragione. Noi non capiamo quello che sta avvenendo qui. E non è come immaginavo quando ci pensavo a Boston o a Londra.
    Nathaniel: Mi dispiace deludervi.
    Cora: No, al contrario. È entrato nel mio sangue così in profondità di ogni qualsiasi immaginazione possibile.
  • Cora: Cosa guardate, Signore?
    Nathaniel: Guardo voi, Signorina.
  • Jack: Tu non vieni con noi?
    Nathaniel: Ho un motivo per restare.
    Jack: Questo motivo porta una gonna a righe e lavora in infermeria?
    Nathaniel: Sì, è così. Senza offesa, ma è un motivo più carino di te, Jack Winthrop.
  • Cora: Vogliono impiccarti. Perché non te ne sei andato quando avevi l'occasione?
    Nathaniel: Perché qui c'era qualcosa che mi interessava.
  • Cora: Se accadesse il peggio, se uno di noi si salverà sopravvivrà anche qualcosa dell'altro.
    Nathaniel: No! Tu devi vivere! Se non ti uccidono, ti porteranno a nord nella terra degli Uroni, sottomessa, capisci? Tu sei forte! Sopravvivrai! Devi vivere, non importa quello che accadrà, io ti troverò. Non importa quanto ci vorrà, fosse anche un secolo. Io ti troverò!

Altri progettiModifica