Karl Lagerfeld

stilista, fotografo e regista tedesco

Karl Lagerfeld (1933 – 2019), stilista tedesco.

Karl Lagerfeld

Citazioni di Karl LagerfeldModifica

  • Che cos’è, per lei, il lavoro?
    «Io non lavoro, no no no no, non scherziamo. Lavoro è quello di chi va ogni mattina a fare una cosa che non gli piace, eh? Io ho la fortuna di fare quello che amo, e di farlo nelle migliori condizioni: lo sa che i miei sono contratti a vita?».[1]
  • Il motivo per cui le macchine americane non vengono più vendute è perché hanno dimenticato come disegnare il Sogno Americano.
The reason American cars don't sell anymore is that they have forgotten how to design the American Dream. What does it matter if you buy a car today or six months from now, because cars are not beautiful. That's why the American auto industry is in trouble: no design, no desire. (da Vanity Fair, Feb. 1992)
  • «L’appetito vien mangiando, le idee vengono facendo: non è passando due settimane in spiaggia che arriva l’ispirazione. Non ho assistenti che disegnano al computer: disegno tutto io a mano, per spiegare alla persona responsabile di ogni dipartimento – ricami, bottoni, borse, gioielli eccetera – che cosa deve fare. Faccio fotografie, faccio libri. E mi diverto».[2]
  • «Ogni Paese avrebbe bisogno di una Merkel: lei è molto brava. Certo, la questione dei rifugiati rischia di crearle grossi problemi. Ma se di quelli che arrivano da altre parti si può pensare che vengano per ragioni economiche, sappiamo da che cosa scappano i siriani, e sappiamo che non si fermeranno. Anche perché gran parte di loro non ha difficoltà a rifarsi una vita. Sono qualificati, parlano inglese, trovano un impiego».[3]
  • «[...] se hai paura smetti di vivere. Muori se è il tuo destino morire.»[4]
Citato in Patrick Mauriès, ‎Sandrine Gulbenkian e ‎Jean C. Napias, Il mondo secondo Karl
  • Lo so che la vendetta è una cosa deplorevole e brutta, ma non vedo perché non dovrei ripagare con la stessa moneta chi mi ha fatto un torto.
    Proprio quando se n’è dimenticato, gli tolgo la sedia da sotto il sedere, a volte anche dieci anni dopo. (p. 16)
  • [...] Ci sono persone nate per perdersi, cosa che ammiro, mentre io sono fatto per sopravvivere. (p. 17)
  • Da dove viene la mia energia? VDF (Volontà, Desiderio e Forza).[5] (p. 17)
  • Agli stilisti che si lagnano della fatica del loro lavoro, SUVVIA. SONO SOLO VESTITI. non esageriamo! (p. 30)
  • La tendenza è l'ultimo stadio prima della noia. (p.31)
  • Nella moda bisogna sempre abbattere per poi ricostruire, amare ciò che si è detestato e detestare ciò che si è amato.(p.31)
  • La moda è superficiale. Bisogna accettare questo dato di fatto se si sceglie di lavorarci. (p. 31)
  • C'era una stilista che sosteneva che i suoi abiti venivano scelti solo da donne intelligenti. Naturalmente è fallita. (p. 31)
  • La moda è come la musica: tante note con cui giocare. E ognuno può comporre la sua melodia. (p. 35)
  • La moda è un gioco che va preso molto sul serio. (p.36)
  • La felicità non ci spetta di diritto. È frutto di un lavoro che richiede sforzi. (p.40)
  • Ogni epoca ha il cattivo gusto che si merita. (p.40)
  • In passato le persone cosiddette "di mondo" chiamavano col campanello i loro camerieri, oggi sono loro a ricevere in continuazione chiamate e si sentono obbligate a rispondere all'istante. Come se lavorassero al centralino di un grand hotel, nelle ore di punta e in alta stagione. (p.40)
  • La frustrazione è la madre del crimine: senza prostitute e film porno ci sarebbero molti più crimini. (p. 45)
  • Se siete troppo ordinati, finite per trovare solo quello che cercate. Non avrete mai sorprese, nel conoscere le delizie dei ritrovamenti fortuiti. (p. 45)
  • L'omosessualità è come il colore dei capelli, niente di più. E, come diceva mia mamma, ti risparmia una nuora insopportabile. (p. 45)
  • Una cattiveria è scusabile se arguta, quando è gratuita diventa imperdonabile. (p. 45)
  • Non è mai troppo tardi per una nuova vita. (p. 46)
  • Cambiare è il modo più sano per sopravvivere. (p. 46)
  • Non c'è niente di peggio che evocare i "bei tempi andati". Per me significa ammettere il fallimento senza appelli. (p. 46)
  • Piagnucolare sul proprio passato è l'inizio dell'assenza del futuro. (p. 46)
  • Non appena iniziate a pensare che "si stava meglio prima", il vostro presente diventa merce di seconda mano e voi vintage: passi per i vestiti, ma per le persone non è l'ideale. (p. 46)
  • La vita non è un concorso di bellezza. L'intelligenza dura, la bellezza scade. (p. 47)
  • Da giovani si è un po' tutti cretini. Ciò che ci salva è che ce ne accorgiamo solo dopo. (p. 47)
  • La giovinezza si prende a noleggio: oggi ce l'hai, domani ti tocca restituirla. (p. 47)
  • La giovinezza è un club da cui tutti saranno espulsi un giorno o l'altro. (p. 47)
  • Ogni volta che otterrete un successo lo scontate la volta successiva. Qualsiasi cosa facciate vi diranno: «Oh, non è all'altezza dell'ultima». Fate qualcos'altro e vi andrà di nuovo bene. I ricordi tendono a rendere le cose più belle di quanto erano nella realtà. Meglio saperlo! (p. 48)
  • L'ossessione odierna per le rock star è pazzesca: anche chi detesta i jeans crede, indossandoli, di somigliare a una rock star. (p. 48)
  • Chi vuole essere amato per quello che ha fatto dovrebbe fermarsi. (p. 48)
  • Fate ciò che gli altri non si aspettano da voi. (p. 48)
  • Vedete pure la vita in rosa , MA NON INDOSSATELO! (p. 49)
  • Non ho rimorsi né rimpianti. Sul passato ho un'amnesia. (p. 64)
  • Chanel era una donna del suo tempo.
    Non era una conservatrice con lo sguardo rivolto indietro. Al contrario, detestava il passato, compreso il suo, e tutto viene da lì.
    È per questo che la maison Chanel deve essere l’immagine del momento. (p. 77)

NoteModifica

  1. Estratto dell'intervista a Karl Lagerfeld pubblicata sul n° 47 di Vanity Fair Italia, 2015
  2. Estratto dell'intervista a Karl Lagerfeld pubblicata sul n° 47 di Vanity Fair Italia, 2015
  3. Estratto dell'intervista a Karl Lagerfeld pubblicata sul n° 47 di Vanity Fair Italia, 2015
  4. Estratto dell'intervista a Karl Lagerfeld pubblicata sul n° 47 di Vanity Fair Italia, 2015
  5. Nel testo originale EDF è acronimo di Envie Désir et Force ma anche di Electricité de France, il distributore nazionale di energia elettrica, corrispondente alla nostra Enel.

BibliografiaModifica

  • Patrick Mauriès, ‎Sandrine Gulbenkian e ‎Jean C. Napias, Il mondo secondo Karl, traduzione di Ilaria Danieli, Rizzoli, Milano, 2013. ISBN 9788817068666

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