Il nemico alle porte

film del 2001 diretto da Jean-Jacques Annaud

Il nemico alle porte

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Titolo originale

Enemy at the Gates

Lingua originale inglese
Paese USA, Germania, Gran Bretagna, Irlanda
Anno 2001
Genere guerra
Regia Jean-Jacques Annaud
Sceneggiatura Jean-Jacques Annaud, Alain Godard
Produttore Jean-Jacques Annaud, John D. Schofield
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il nemico alle porte, film del 2001 con Ed Harris e Rachel Weisz, regia di Jean-Jacques Annaud.

Io sono una pietra. Non mi muovo. Molto lentamente metto in bocca della neve. Così lui non vedrà il mio respiro. Prendo tempo. Lascio che mi venga più vicino. Ho soltanto una pallottola. Miro all'occhio con delicatezza. Il mio dito preme sul grilletto. Io non tremo. (Vassili Zaitsev)

  Citazioni in ordine temporale.

  • Mi serve un fucile... Mi serve un fucile... (Vassili Zaitsev)
  • Oggi 20 settembre 1942 un giovane pastore degli Urali è arrivato nella città di Stalingrado sulle rive del Volga, il suo nome è Vassili Zaitsev e come migliaia prima di lui è venuto per rispondere all'appello del compagno Stalin. Armato soltanto di un fucile ha fatto capire subito all'invasore nazista che sarebbe stato punito per ogni passo in avanti fatto nella nostra patria. Che sarebbe potuto solo tornare indietro d'ora in poi. (Danilov)
  • Questa città non è Kursk, non è Kiev, non è Minsk. Questa città: è Stalingrado, Stalin-grado. Questa città porta il nome del nostro capo. È più di una città, è un simbolo. Se i tedeschi, conquistano questa città, con essa cadrà l'intero paese. (Khrushchev)
  • Queste persone si sono prese la briga di scriverci. Domani potremo non essere più qui a rispondere. (Vassili Zaitsev)
  • Non si è spostato! Non si è spostato! Un cecchino che non si sposta, non è normale. (Vassili Zaitsev)
  • Un nobile della Baviera che va a caccia di cervi contro un pastore degli Urali che da la caccia ai lupi. Questo è più di un confronto fra due nazioni: è l'essenza della lotta di classe. (Danilov)
  • La vodka è un lusso che ci possiamo concedere, il caviale è un lusso che ci possiamo concedere, il tempo non lo è! (Khrushchev)
  • Lo ha colpito... Lo ha colpito anche se lui ha saltato per primo. L'ha colpito in corsa! Era un tiro impossibile... Non ho mai visto niente del genere. Tu hai promesso al popolo una vittoria che io non posso ottenere. Non ho alcuna possibilità di farcela contro quell'uomo! (Vassili Zaitsev)
  • Lui non sa nemmeno che esisti ma in quel momento gli sei più vicino di chiunque altro al mondo. Vedi la sua faccia nel mirino... vedi se quella mattina si è fatto la barba o no. Puoi capire se è sposato, vedendo se porta la fede al dito. Non è come... non è come sparare a figure distanti. Non è solo un'uniforme, è la faccia di un uomo! Quelle facce non svaniscono. Ritornano... sono... vengono sostituite da altre facce. (Vassili Zaitsev)
  • Tutte le persone che vedi, sanno che moriranno. Perciò quando la sera che riescono a tornare qui, è un regalo. Allora ogni tazza di the, ogni sigaretta, diventa una piccola festa. Perché per tanti di noi, potrebbe essere l'ultima notte. È solo una cosa che bisogna saper accettare. Arriva per tutti l'ora di morire. (Vassili Zaitsev)
  • Nella foresta, il lupo vive tre anni e l'asino nove. (Vassili Zaitsev)
  • Non dovete abbandonare la sponda del fiume! Non mi interessa se perdete la metà degli uomini! Perdete anche l'altra metà! O perdete la vita! (Khrushchev)
  • Non è morto [Vassili Zaitsev]. E sai perché? Perché io non l'ho ancora ucciso. (Maggiore König)
  • Sono stato così sciocco Vassili. L'uomo sarà sempre l'uomo, non esiste l'uomo nuovo. Con tanta fatica abbiamo provato a creare una società che fosse giusta, dove non ci fosse niente da invidiare al tuo compagno. Ma ci sarà sempre qualcosa da invidiare: un sorriso, un'amicizia, qualcosa che non hai e di cui ti vuoi appropriare. In questo mondo, perfino nel mondo sovietico, ci saranno sempre i ricchi e i poveri. Ricchi di talento, poveri di talento. Ricchi di amore, poveri di amore. (Danilov) [parlando a Vassili]

Dialoghi

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  Citazioni in ordine temporale.

  • Danilov: Quegli uomini hanno una sola scelta: le pallottole tedesche o le nostre. Ma c'è un'altra via: la via del coraggio, la via dell'amore per la madrepatria. Dobbiamo pubblicare di nuovo il giornale dell'Armata, dobbiamo raccontare storie meravigliose, storie che esaltino il sacrificio, il valore. Dobbiamo far sì che loro credano nella vittoria. Dobbiamo dare loro speranza, orgoglio, desiderio di combattere. Sì, abbiamo bisogno di dare degli esempi, ma esempi da seguire. A noi servono... i nostri eroi.
    Khrushchev: Conosci qualche eroe, da queste parti?
    Danilov: Sì, compagno. Ne conosco uno.
  • Generale Friedrich Paulus: Come intende procedere per trovare questo giovane russo?
    Maggiore König: Farò in modo che sia lui a trovare me.
  • Maggiore König: E tu Sasha, per quale motivo aiuti i tedeschi?
    Sasha: Perché sono più forti! Perché loro vinceranno la guerra!
    Maggiore König: E perché ti piace la cioccolata!

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