Gustavo Strafforello

scrittore italiano

Gustavo Strafforello (1820 – 1903), poligrafo italiano.

Gustavo Strafforello in un'incisione ottocentesca

La Patria. Geografia dell'ItaliaModifica

Provincia di RomaModifica

  • [Isola Tiberina] Quasi nel mezzo della città, il Tevere forma un'isola, tanto celebre negli antichi tempi pei monumenti che conteneva. La sua origine, stando agli scrittori dell'antichità, deriva dall'espulsione dei Tarquinii[1], in seguito alla quale, il Senato decretò che i beni di quella famiglia fossero confiscati, conceduti al popolo e posti a sacco. Le messi che biondeggiavano nel campo tra la città e il Tevere, furono tagliate e gittate nel fiume, di guisa che, arrestandosi l'acqua pei cumuli delle biade gettate, formò una specie di argine che a poco a poco si cangiò in vera e propria isoletta. (I - Circondario di Roma, p. 98)
  • [Piazza Colonna] Era già sotto il governo papale ed è ancora, dopo che Roma divenne capitale d'Italia il cuore della città, il ritrovo dei mercanti di campagna, degli uomini di mare, dei negozianti, come anco delle allegre brigate. Nella state[2] vi si danno concerti e la popolazione vi accorre in folla a passeggiare o a sedersi in crocchi di seggiole che dannosi a pago[3] lungo il palazzo Chigi o dispongosi fuori delle trattorie, caffè e birrarie che apronsi lungo gli altri tre lati. Imperrocché codesta piazza era un quadrilatero formato da quattro palazzi: a nord il palazzo Chigi, a sud il palazzo Ferrajoli, a est (sul Corso) il palazzo Piombino, ora demolito, e ad ovest il palazzo detto delle Colonne.
    Ma il monumento più interessante della piazza è senza paragone la maravigliosa colonna eretta dal Senato e dal popolo romano in onore di Marco Aurelio Antonino per le sue vittorie sui Marcomanni ed altri popoli della Germania. (I - Circondario di Roma, pp. 110-111)
  • [Piazza San Pietro] [...] è il più bello spazio anfitreale moderno col grandioso ellittico colonnato del Bernini (1667) degno vestibolo del primo tempio del mondo. (I - Circondario di Roma, p. 174)
  • [Basilica di San Pietro in Vaticano] Tutte le arti hanno contribuito alla decorazione di questo maraviglioso tempio, il quale è, senza dubbio, il monumento più sorprendente, non solo di Roma, ma del mondo moderno. La pittura, la scultura, l'architettura, il musaico, l'arte di fondere i bronzi e di dorare vi hanno profuso le loro ricchezze, ed i più grandi artefici vi hanno sviluppato i loro talenti: dimodoché, se in Roma non vi fosse altro da vedere che questo solo tempio, sarebbe cosa degna ch'ognuno vi si recasse per ammirarne la impareggiabile magnificenza. (I - Circondario di Roma, pp. 179-180)
  • [Palazzo Farnese] Il più bello e maestoso di Roma e fors'anco del mondo, per la sua architettura. [...]. I massi di travertino, ond'è composto furono tolti sacrilegamente al Colosseo e al teatro di Marcello.
    Il palazzo si presenta nel suo aspetto migliore dalla piazza con fontane a vasche granitiche, tolte dalle terme di Caracalla. Entrando, la grossezza dei massi di travertino e la precisione con cui sono collegati attrae l'attenzione. Nulla può superare la solidità della costruzione: il basamento del cortile posto dal Vignola sul disegno originale del Sangallo e il primo piano dello stesso Vignola, sono degni dei migliori tempi dell'architettura. Tutte le parti superiori dell'edifizio, coll'imponente e maraviglioso cornicione sono di Michelangelo. (I - Circondario di Roma, p. 286)

Provincia di NapoliModifica

  • Suol dirsi comunemente che la Grotta Azzurra rimase sconosciuta sino al 1822 quando fu scoperta da due Inglesi o più veramente da un pescatore dell'isola detto Ferrara, il cui diritto alla scoperta fu riconosciuto dal governo borbonico che gli assegnò una piccola pensione. Il vero si è che la Grotta era nota sin dal 1605, nel qual anno fu descritta dal precitato scrittore napoletano Capaccio[4]. In seguito se ne perdé la traccia e la memoria finché fu riscoperta dal poeta e pittore tedesco Augusto Kopisch di Breslavia (insieme a Fries[5], nel 1826) [...]. (III, Circondario di Castellammare di Stabia, p. 362)

NoteModifica

  1. Gli ultimi tre re di Roma di origine etrusca.
  2. In estate.
  3. In affitto, a pagamento.
  4. Giulio Cesare Capaccio (1550 – 1634).
  5. Ernst Fries (1801 – 1833), pittore tedesco.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica