August Kopisch

pittore e poeta prussiano

August Kopisch (1799 – 1853), pittore e poeta prussiano.

August Kopisch in un ritratto di Joseph von Führich

Citazioni di August KopischModifica

  • Agli amici delle bellezze meravigliose di natura fo conoscere che, secondo le indicazioni del nostro oste Giuseppe Pagano, scopersi la Grotta la quale una timorosa superstizione per molti secoli impedì di visitare. Finora essa è accessibile solo ai buoni nuotatori; se il mare è affatto calmo, è agevole entrarvi anche in un piccolo canotto, ma è pericoloso perché il minimo vento che s'eleva rende impossibile l'uscirne. Noi la chiamammo Grotta Azzurra, perché la luce della profondità del mare rischiara d'azzurro il suo ampio spazio. Si resterà sorpresi di vedere l'acqua simile a fuoco azzurro empire la grotta; onde ogni onda sembra una fiamma.[1]

Citazioni su August KopischModifica

  • Augusto Kopisch, curioso tipo di poeta e di pittore, s'era in gioventù sbizzarrito dietro la poesia serba e aveva proclamato inutil cosa lo scrivere, poiché i poeti serbi eran tutti analfabeti. Poeta non proprio da disprezzare, era un caldo ammiratore dell'Italia e aveva tradotto e commentato Dante, e scritto ancora libri e commedie d'argomento italiano, pubblicando anche, e per la prima volta con intendimento scientifico, alcuni nostri canti popolari. (Enzo Petraccone)
  • Nel Gennaio 1828 Augusto Platen mandava da Roma all'amico suo Augusto Kopisch, che già trovavasi in Napoli, un carme ove dicevasi desideroso di raggiungerlo. Ad Augusto Kopisch, poeta e pittore, che aveva avuta la ventura di scoprire o di ritrovare la grotta azzurra di Capri, sede delle sirene, recesso incantato di zaffiro e di argento, ch'egli poi disegnò e modellò più volte. E il Kopisch col Platen fu uno dei più appassionati cantori di Sorrento, lo Stazio dei tempi moderni. La pace del Deserto e della chiesa romita di sant'Agata, il panorama che largamente si apre sul mare azzurro fra il verde e l'oro degli aranceti fioriti e lungiodoranti, sono a lui cari argomenti di liriche gentili. Nelle quali pare che i suoi sogni e fantasmi di poeta si levino a volo, con ali candide, di fra le grotte e le scogliere stillanti, protese a picco sul mare, e conducano l'anima sua lontana lontana fra tanti incantamenti di natura, mentre a pie' dei monti mormora il mare sorrentino. (Alessandro Chiappelli)

NoteModifica

  1. Resoconto sulla scoperta della Grotta Azzurra del 17 agosto 1826; citato in Enzo Petraccone, L'isola di Capri, Istituto italiano d'arti grafiche editore, Bergamo, 1913, pp. 88-89.

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