Giuseppe Altobello

medico, naturalista e zoologo italiano

Giuseppe Carlo Emilio Altobello (1869 – 1931), naturalista e zoologo italiano.

Fauna dell'Abruzzo e del MoliseModifica

  • [Sui carnivori] Sono sempre arditi, coraggiosi, aggressivi e feroci: si nutrono per lo più di vertebrati, alcuni d'invertebrati, alcuni altri anche di vegetali.
  • [Sui carnivori] È un gruppo di mammiferi che va sempre assottigliandosi per la continua caccia che l'uomo gli fa per liberarsi da nemici pericolosi, per il piacere che gli procura la caccia, per ottenere le loro morbide e folte pellicce che hanno ora raggiunto dei prezzi altissimi.
  • [Sui carnivori] In alcune regioni d'Africa e d'Asia la pelle dei Carnivori è usata come distintivo onorifico: da noi solo le pellicce d' Ermellino hanno un significato di regalità e si usano nei manti dei principi e degli alti dignitari dello Stato e della Chiesa.
  • [Sull'orso bruno] L'Orso è conosciuto fin dalle epoche più remote e mentre prima era comune dalla zona glaciale alla torrida, è andato in seguito man mano sempre più diminuendo da per tutto sia per le mutate condizioni di terreno, sia per le persecuzioni di cui è vittima da parte dell'uomo che lo ricerca e solamente per cacciarlo, e per allevarlo e addomesticarlo, e per usufruire della carne e dell'abbondante suo grasso, e per far uso della sua fitta ed ispida pelliccia. In America sono anche ricercate le sue carni salate e specialmente i suoi prosciutti ritenuti ottimi.
  • [Sull'orso bruno] È animale diffidente, che fugge ogni pericolo, schiva ogni altro animale, fa vita notturna ed ha solo un breve periodo di socievolezza durante la sua prima età in cui passa il tempo a dilettarsi coi suoi riuscendo grazioso non ostante la sua naturale goffaggine. Dopo i due anni comincia a perdere la sua giovialità, abbandona ogni compagnia, si fa sempre più... orso e non esce se non a notte inoltrata.
  • [Sull'orso bruno] Benché pigro e pesante mostra un'agilità grandissima nell'arrampicarsi sugli alberi, nello strisciare lungo le pareti rocciose, nel nuotare, nel correre galoppando.
  • [Sull'orso bruno] Nonostante la sua poca socievolezza naturale, si addomestica con una certa facilità e zingari serbi e montenegrini, profittando di questa sua qualità, portano in giro orsi che tirano di scherma, che ballano, che saltano, che suonano e che raccolgono soldi.
  • Chi è sotto l'impressione dei racconti dei viaggi polari e delle lotte sostenute, dagli esploratori con, quegli orsi terribili ed aggressivi, non crederà certo che il nostro sia un animale tranquillo, pacifico e, se mi è lecito esprimermi cosi, di miti costumi e di vita illibata. Il nostro Orso non ha la tendenza dei suoi consimili carnivori ad essere feroce ed a vivere di sangue e di rapina: egli assume pose di offesa solo quando è stretto da vicino dai suoi assalitori o quando è ferito e non trova altro modo di salvare la propria vita.
  • [Sull'orso bruno] Le carni dell'Orso sono sempre molto gradite a quelle popolazioni e un Orso ammazzato rappresenta sempre un boccone prelibato: io stesso che le ho saggiate le ho trovate tenere e di ottimo sapore.
  • [Sul tasso] È animale tozzo e robusto, pigro, solitario e diffidente, i cui costumi si avvicinano molto a quelli dell'Orso del quale ha anche l'andatura dondolante. Come l'Orso esce di notte dalle sue tane profonde fatte a gallerie ed a scompartimenti; come l'Orso si ciba di animali e di vegetali; come quello, durante l'inverno, nelle sole giornate più rigide, cade in letargo. Diffidente, fugge al minimo sospetto e molte volte non esce nemmeno dalla tana se ha inteso qualche rumore intorno; e quando assalito, non può subito rintanarsi e non può darsi alla fuga perché le sue gambe corte non glielo permettono, si butta col dorso a terra e si difende disperatamente coi denti e colle unghie.
  • [Sul tasso] La sua voce abituale è un sommesso breve grugnito che emette specialmente quando mangia o quando cerca il cibo.
  • [Sul tasso] La sua carne per lo più è mangiata e la sua pelle serve a parecchi usi e soprattutto a rivestire casse e bauli ed a fare pennelli da barba e da pittori.
  • [Sul tasso] Tutti i nostri cacciatori esaltano la carne del Tasso, ma non divido il loro entusiasmo dovuto più all'importanza della preda che al sapore delle carni che sono sempre sgradevoli per un acre odore di selvatico.
  • [Sulla martora] È una piccola fiera molto vivace ed astuta, vorace e sanguinaria che uccide e distrugge anche quando non è stimolata dalla fame. È una nemica della vita e della felicità altrui, della gioia di vivere di tanti poveri esseri soprattutto mammiferi ed uccelli che, improvvisamente aggrediti, passano d'un tratto dalla vita alla morte.
  • [Sulla martora] Corre, salta, s'arrampica con grande agilità e scova quindi e distrugge nidiate di uccelli, famiglie di scoiattoli, di nitele e di moscardini, lepri e lepratti, uova di starne e di pernici.
  • [Sulla martora] La Martora fornisce le più belle pellicce dei nostri mercati ed anche per questo le si fa una caccia spietata che spiega la sua diminuzione.
  • [Sulla faina] È un altro carnivoro agile, coraggioso ed astuto che vive anch'esso di strage per un innato e disordinato istinto di distruzione: uccide per uccidere abbandonando la maggior parte delle sue vittime. Più delle precedenti congeneri cerca di avvicinarsi, per quanto le è possibile, all'uomo e non certo per simpatia, ma pel grande amore che porta agli allevamenti degli animali da cortile. Perseguita le sue vittime, che sono le medesime che cerca la Martora oltre che nei boschi, nei terreni coltivati, lungo i muri e le siepi, nei fienili, nelle colombaie, nelle stalle e nei granai.
  • [Sulla faina] Si caccia col fucile specialmente alla posta, ma si cattura sopratutto con le trappole adoperando le medesime esche usate per la martora ed aggiungendo qualche frutto cotto.
  • [Sulla faina] È temuta da tutti i nostri contadini i quali sanno che se entra in un pollaio inebriata di sangue sgozza tutti gli animali che trova lasciando per lo più i loro corpi intatti e rosicchiando solo il collo ed il cranio per mangiare il cervello.
  • [Sulla faina] Mentre è così feroce e sanguinaria allo stato libero, prigioniera diventa docilissima ed in questi ultimi tempi ho avuto agio di osservare diverse faine adulte, catturate da pochi giorni che si facevano lisciare come gatti domestici, prendere in braccio senza mostrare spavento o risentimento e che, legate, seguivano il padrone senza ribellarsi.
  • [Sulla puzzola] È carnivoro coraggioso ed abile che si slancia contro tutti gli animali con una elasticità di movimenti anche maggiori per il suo corpo snello e flessuoso.
  • [Sulla puzzola] La sua pelliccia è la meno pregiata perché, anche quando è ben preparata, conserva sempre la traccia del suo caratteristico e nauseante odore.
  • [Sulla puzzola] È la specie più comune, è quella che più di frequente si trova nelle case di campagne e nell'abitato, è quella più conosciuta per i continui e gravi danni che arreca. Vien presa facilmente con le trappole, ma in maggior numero è addentata dai cani nelle vicinanze delle abitazioni rurali.
  • [Sulla donnola] Benché piccolo esso fa bene concorrenza ai carnivori superiori distruggendo covate di uccelli ed attaccando i lepratti nel covo, ma il suo cibo abituale è fatto sopratutto di topi, poi di rettili, di anfibi e di insetti diversi. Non teme le vipere che coraggiosamente insegue ed uccide.
  • [Sulla donnola] La sua pelliccia non ha alcun valore ed ha il medesimo cattivo odore di quella della sua sorella, putoria.
  • [Sulla donnola] Da noi, tutti i cacciatori conoscono la sua innata curiosità che, di fronte all'uomo armato di fucile, riesce sempre a tutto suo danno poiché basta fermarsi ed attendere poco, dopo che la Donnola si è nascosta, per veder presto ricomparire la sua faccetta aguzza ed i suoi vividi occhietti a spiare la mosse dell'avversario che non si lascia in quel momento sfuggire la buona occasione di colpirla.
  • [Sul lupo] Vorace, feroce e temerario insidia ed attacca qualsiasi animale, lotta con i cani che sbrana e divora, si ciba di prede vive e di carogne, ricerca mammiferi, uccelli, rettili, rane, insetti, larve ed anche cibo vegetale come foglie diverse e radici.
  • [Sul lupo] Tutti gli animali diventano inquieti a vederlo, dai buoi ai cavalli, ai maiali, alle pecore, alle capre e ai cani, ed è da notare che malgrado l'avversione che esiste fra cani e lupi, all'epoca degli amori, sia in libertà che in ischiavitù essi si accoppiano dando luogo ad ibridi fecondi che ora sono di moda come animali da compagnia e da guardia.
  • [Sul lupo] La locale medicina popolare utilizza molto il Lupo: così contro le coliche dei bambini usa in alcuni luoghi un pezzo di budello chiuso in un sacchetto sospeso al collo; contro gli aborti cinge il ventre delle donne incinte con una corda di budello di lupo; il grasso adopera contro i dolori reumatici e contro le tonsilliti. Un ciuffo di peli od anche un dente rappresentano dei talismani infallibili contro le fatture e i malocchi, malefizi speciali.

Un nemico da combattere – Il lupoModifica

  • Tutti i pastori delle nostre montagne, tutti i proprietari di bestiame brado, qualche cacciatore di paese alpestre, qualche solitario zoologo, rappresentano le sole persone che s’interessano del lupo in Italia. "Mi pare che siano bastanti", potrebbe anche dire qualcuno che non sa i danni che fa il lupo, non sa quali pericoli ci minacciano se lo lasciano ancora libero di moltiplicarsi e di agire secondo i suoi noti brutali istinti di malvagità.
  • Quando i lupi imparano ad addentare la nostra carne non la dimenticano tanto facilmente!
  • Durante l'inverno il lupo diventa maggiormente pericoloso per l'uomo, poiché allora esso non sa come sedare gli acuti stimoli della fame, non potendo nemmeno scavare il terreno, indurito dai geli, per trovare animali diversi: topi, talpe, rettili, anfibi ed insetti.
  • Io posso sembrare un pavido e un catastrofico, ma sono semplicemente uno studioso della fauna nostrana e mi sento in dovere di far conoscere il pericoloso errore che si commette lasciando liberamente propagare questa specie che riesce tanto nociva.
  • La legge vieta giustamente di ammazzare la selvaggina a chi non ha porto d’armi, ma in tal modo proibisce di uccidere il lupo a quei contadini non cacciatori che si trovano il più delle volte nelle condizioni maggiormente favorevoli per poterlo scovare, seguire e colpire.

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