Giancarlo Zizola

giornalista e scrittore italiano

Giancarlo Zizola (1936 – 2011), giornalista e saggista italiano.

Il ConclaveModifica

  • [...] più è andata riducendosi la separazione medievale tra potere direzionale e rinnovamento spirituale del papato, più è divenuto inadeguato il modello di conclave reclusivo, oligarchico e separato nel quale piuttosto si rifletteva l'ecclesiologia della plenitudo potestatis di Gregorio VII, di Innocenzo III e di Bonifacio VIII. Vorremmo forse indicare che il conclave della segregazione poteva essere coerente con una figura segregata di papato al sommo d'una Chiesa intesa come «societas perfecta» e segnata dalla potenza anche temporale.
    Ma nell'ora in cui il ministero petrino sembra recuperare l'eccentricità delle sue origini deboli e crocifisse, pare piuttosto coerente che l'elezione ritrovi la sua forma più antica, coi necessari adattamenti, per integrarsi in una costellazione cristologica che è parte fondante dello statuto biblico della figura di Pietro. (p. 10)
  • [Paolo VI] L'interpretazione che questo «principe riformatore» propone del potere supremo non può non sorprendere per l'intreccio, tormentato ma talora riuscito, di continuità e di innovazione. «Papa del dubbio», egli lo è meno per l'impotenza decisionale che per l'acuta consapevolezza, che lo caratterizza, della complessità dei nuovi problemi che fronteggiano la chiesa. L'Infallibile rivela, nelle sue viscere, una sana ambiguità e si fa apprezzare perché sa accettarla irriducibile, quasi a suggerire il modello d'un magistero che si impegna nel cammino della sua incoerenza effettiva, senza l'angoscia unificatrice e astratta d'un tempo. In questo, la sua esitazione psicologica appare piuttosto il riflesso d'una problematicità coerente con la cultura moderna. Essa reagisce in lui mettendo in tensione fino all'angoscia il suo essere prete e il suo essere uomo del tempo, il dogma e la ricerca del nuovo, il suo essere Pietro e il suo essere Paolo. (p. 244)
  • [Sulla Ostpolitik vaticana] I circoli che hanno ereditato l'intransigenza anticomunista del vecchio «partito romano» non esitano a contestare al papa di aver tolto le castagne dal fuoco ai sovietici, svuotando la forza invincibile dell'obiezione fino al martirio, particolarmente con l'ordine impartito al cardinale Mindszenty di lasciare l'autoesilio ungherese e di raggiungere il Vaticano. Tuttavia Montini crede che la politica di salvare il salvabile all'Est possa infiltrare dentro la piramide sovietica quella minima forza spirituale che, come l'acqua del Tao, scava lentamente i sentieri della propria resistenza e finisce, con una inesorabile e incessante erosione, per vincere.
    Politico, egli nutre una fede indiscussa negli strumenti della ragion pratica. Se i regimi atei firmano con la Santa Sede dei modus vivendi, per Montini ciò equivale in ogni caso ad una vittoria: essi avranno dovuto riconoscere formalmente che la religione vive ed ha diritto di vivere. (p. 246)

BibliografiaModifica

  • Gianfranco Zizola, Il Conclave: Storia e segreti. L'elezione papale da San Pietro a Giovanni Paolo II, Newton Compton, Roma, 1977. ISBN 88-8183-425-1

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