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Francesco Piccolo

scrittore e sceneggiatore italiano

Citazioni di Francesco PiccoloModifica

  • [Philip Roth] Aveva già scritto alcuni libri ed era in un periodo di crisi quando cominciò a buttare giù pagine e pagine del Lamento di Portnoy. Bastarono un paio di capitoli anticipati da riviste a far capire che stava per succedere qualcosa: nella letteratura americana e di tutto il mondo, nella famiglia di Roth, nella sua vita e nella sua carriera.[1]
  • [...] col tempo ho capito che, in quanto intellettuale, è meglio non andare alle manifestazioni. Uno dei difetti enormi degli intellettuali della sinistra italiana è stato quello di farsi portabandiera delle idee. Mentre invece se fossero gli osservatori dei portabandiera delle idee, capirebbero un po' di più.[2]
  • [Enrico Maria Salerno] Ha presentato Sanremo e il Cantagiro, ha recitato in teatro tutti i grandi autori, è stato attore di film come Io la conoscevo bene, L'armata Brancaleone, Nell'anno del Signore e decine d'altri. Un artista assolutamente anticipatore di quella capacità di usare tutto, alto e basso, autorialità e conduzione, con divertimento e sapienza. Una cosa che ancora oggi molti attori temono, pensano sia sacrilego fare. E invece, nel tempo, le cose belle prendono il sopravvento sulla gerarchia dei generi, e costruiscono con dolcezza il ritratto di una persona. Così come l'abbiamo noi oggi di lui.[3]
  • Per le donne il grande amore sta sempre davanti, nel futuro. Per gli uomini è nel passato: la prima ragazzina, il primo bacio. C'è un'epocale immaturità nell'idea che l'amore abbia a che fare con la giovinezza, e forse con il nulla di fatto, tipico degli inizi. È la scia di un'eterna adolescenza.[4]
  • Per me le idee di Landini sono un ritorno all'indietro, un atto reazionario e in definitiva il male della sinistra.[2]
  • Se uno fa il mio lavoro non può mai pensare a chi si offende, o prova dolore. Non è bello da dire, ma è così. E soprattutto: nulla della propria vita è rintracciabile in modo meccanico nei libri. Prendi pezzi veri e li mischi col falso, rubi qualcosa agli altri e te lo attribuisci. È la libertà da cui nasce l'egocentrismo e la spietatezza: è il tentativo di essere follemente sinceri, ma soprattutto è letteratura.[4]
  • Siamo schiavi degli assoluti, la Grande Felicità o Infelicità che capitano chissà se due, tre volte nella vita. Mentre in una giornata ci sono tantissimi attimi che ci fanno male in modo relativo. Un relativo che accumulandosi ha grande valore per noi. Io volevo riscattarlo: è grave occuparsene così poco. È grave per esempio inseguire il grande amore e non curarsi di quelli piccoli. Hai vissuto sei o dieci anni con una persona e quello non è vero amore? [4]

Momenti di trascurabile infelicitàModifica

  • A Roma, in qualsiasi posto tu vada per farti riparare qualsiasi cosa, scuotono la testa e dicono che non si può riparare.
    Quindi, a Roma, tutto ciò che si rompe, resterà rotto per sempre.
  • I cani vivono meno degli uomini. Questo lo sappiamo tutti, e le persone lo ripetono di continuo. E però continuano a prendere in casa i cani.
  • I titoli di testa un sacco di tempo dopo che il film è cominciato.
    E pensi: ma allora, quello che ho visto finora, cos'era?
  • Quando mi dicono: ti potevi vestire meglio. E io mi ero già vestito meglio.
  • Quando mi viene un'idea che mi sembra buonissima, talmente buona che mi fido, non me la posso dimenticare. Poi dopo un po', svanisce, non me la ricordo più. L'unica cosa che mi ricordo è che era una buona idea, ma non so piú nemmeno a proposito di cosa.
  • Quando non capisci di cosa parla una pubblicità, allora vuol dire che è la pubblicità di una macchina.
  • Quando qualcuno ti dice che devi sapere che ti vuole molto bene, quasi sempre sta per dirti qualcosa di terribile.
  • Quest'anno è volato.
    Si dice tutti gli anni, alla fine dell'anno.
    Mi chiedo come sono gli anni lenti, che non passano mai. Perché non li ho mai vissuti.
  • Una mia amica mi ha detto che fa yoga all’aperto. E prima di cominciare si cosparge di autan, a causa delle zanzare.
    Ma l'autan e lo yoga possono coesistere? Non sono in contraddizione?

Incipit di alcune opereModifica

Il desiderio di essere come tuttiModifica

Sono nato in un giorno di inizio estate del 1973, a nove anni.[5]

L'Italia spensierataModifica

Molti anni fa, nell'inverno del 1969, avevo cinque anni e mia sorella tre. Il sabato sera mia madre ci faceva il bagno, ci asciugava i capelli per un tempo infinito, ci riempiva di borotalco, ci infilava il pigiama. Mio padre veniva a prenderci in bagno e in braccio ci portava in soggiorno, su un divano enorme. Poi andavano di là, mentre noi vedevamo Carosello, e preparavano dei grossi panini con la frittata che erano morbidissimi, grazie all'olio e al calore. Ci sedevamo tutti e quattro sul divano e mangiavamo, aspettando. L'annunciatrice diceva che stava per cominciare. Infatti apparivano le gemelle Kessler, seguite in ogni movimento da un microfono gigantesco che cadeva dall'alto (si chiamava «la giraffa»): ballavano con sincronia perfetta, con l'intento, credo, di apparire una lo specchio dell'altra, e ci dicevano che se cantavamo insieme a loro, quella sera, eravamo belli come loro, e se non cantavamo, eravamo brutti. Noi cantavamo. Ed eravamo più che sicuri di far parte di una comunità molto grande quella sera, una comunità di gente come noi che aveva la casa occupata dall'odore di borotalco e di frittata. E che cantava come noi.

Momenti di trascurabile felicitàModifica

Nelle pagine romane del quotidiano, il mercoledì o a volte anche prima, vedo l'annuncio di un film che aspettavo. C'è scritto: «da venerdì». Chiudo il giornale sapendo che da venerdì comincerà un segmento di tempo dentro cui una sera, presto, andrò a vederlo. Non so ancora dove, quando. Ma ci andrò.
Poi arriva il venerdì, e passa. Il primo fine settimana non se ne parla. Altrimenti anche il sapore dell'attesa durerebbe poco; e poi il primo fine settimana ci vanno tutti.
Aspetto.

NoteModifica

  1. Da Amori, famiglie e altri guai Faccia a faccia tra Philip Roth e Foster Wallace, La Lettura, suppl. del Corriere della Sera, 14 maggio 2017, pp. 2-3.
  2. a b Dall'intervista di Nicola Mirenzi, Francesco Piccolo su Maurizio Landini: "Le sue idee sono il male della sinistra", Huffington Post.it, 28 marzo 2015.
  3. Da Una parentela ancora viva, ACCATTONE cronache romane - 06/2004.
  4. a b c Dall'intervista di Raffaela Carretta, Riscatto tutti quegli attimi che ci fanno male. Preliminari compresi, Io Donna, 21 marzo 2015.
  5. Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937

BibliografiaModifica

  • Francesco Piccolo, L'Italia spensierata, Laterza, 2007.
  • Francesco Piccolo, Momenti di trascurabile felicità, Einaudi, 2010. ISBN 9788806205515
  • Francesco Piccolo, Momenti di trascurabile infelicità, Einaudi, 2015.

FilmografiaModifica

Altri progettiModifica