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Citazioni di Ferenc HerczegModifica

  • [..] la vera guerra non la combattono gli uomini, ma i cuori delle madri. E se le sofferenze patite in guerra dalle madri si accumulassero in nuvole, la terra non sarebbe mai più toccata dalla luce del sole.[1]

Citato nella prefazione di Ignazio Balla in Géza Gárdonyi, Quel misterioso terzoModifica

  • La vita di un poeta è come un viaggio di esplorazione nel quale egli cerca la sua anima. (p. 11)
  • [Su Géza Gárdonyi] Nel suo stile, in quella magnifica, parca e sempre efficace lingua magiara, pulsa un ritmo di nobile musica. Questo si capisce: intorno a lui la terra e il cielo, l'erba e l'albero, tutto l'universo ha un'armonia musicale. Egli è il poeta più morale e più casto. (pp. 12-13)
  • [Su Géza Gárdonyi] Egli era non solo il sacerdote, ma anche l'asceta della poesia. (p. 13)

NoteModifica

  1. Da Mátyás Rojtos fa pace separata, in Novellieri ungheresi, a cura di Ignazio Balla e Aldo Borgomaneri, Edizioni Alpes, Milano, 1931, p. 107.

BibliografiaModifica

  • Géza Gárdonyi, Quel misterioso terzo, prefazione di Ignazio Balla, traduzione di Silvino Gigante, S. A. Editrice Genio, Milano, 1934.

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