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Eleonora Giorgi

Eleonora Giorgi (1953 – vivente), attrice, produttrice cinematografica, regista e sceneggiatrice italiana.

Indice

Da Eleonora Giorgi "egocentrica"

Stampa Sera, 16 dicembre 1987.

  • L'egocentrico si occupa molto di sè, mentre l'egoista si occupa di sè a spese degli altri per fini puramente materiali. Cosa che io non faccio.
  • Credo che raramente si sia riscontrata un'epoca tanto materialistica come quella in cui viviamo, ciascuno teso verso i propri interessi e sordo a richiami di qualsiasi tipo.
  • Mi considero cittadina di un'altra epoca, una romantica, che per vivere bene ha bisogno di avere poche ma preziosissime persone. Una che ha imparato a scarnificare, a sfoltire, a scegliere.
  • Purtroppo anche le donne, oggi, sono entrate nella trappola del consumismo e trascurano i figli pur di portare a casa uno stipendio in più. Per sopravvivere, abbiamo dovuto sposare gli stili maschili.
  • I bambini sono gli esseri più egoisti della terra. Ma negli adulti l'egoismo mi ferisce profondamente, mi sembra una forma di cecità verso gli altri.
  • Io sono una che ha vissuto lo sfascio del proprio matrimonio in prima pagina, coinvolta negli scandali peggiori. Una che ha vissuto, per anni, rapporti sfalsati da un ruolo che non aveva voluto assumere, ma che le veniva imposto dai fatti. Oggi, finalmente, la mia vita è un po' più reale; e vorrei riuscire a tenerla per me. In questo sono immensamente egoista.

Da "Cercavo solo di vivere": Storie di eroi e di eroine della Prima Repubblica

Intervista di Malcom Pagani, Ilfattoquotidiano.it, 4 settembre 2016.

  • Nonostante fossi ostile all'idea, mi feci convincere a fumare l'eroina e in breve di quella nebbia che alterava le percezioni e dilatava i contorni fui prigioniera.
  • Per anni sono stata trattata dai media con pregiudizio, come la squinzia senz'arte né parte, quella che aveva fatto la furba con l'editore, l'arrampicatrice sociale che non sono mai stata. Ero sempre come l'ospite non gradito, il côté frivolo della faccenda, la donna inopportuna che aveva sposato un uomo, [Angelone Rizzoli], che secondo i disegni familiari avrebbe dovuto avere in sorte una donna dell'altissima borghesia milanese.
  • Il cinema italiano colto mi snobbava: non c'era una volta che incontrassi Antonioni senza che lui mi ignorasse platealmente.
  • Massimo era il fratello che avevo sempre cercato. L'uomo che mi fece di nuovo credere negli uomini. Andammo a vivere in campagna, per molti anni. Siamo rimasti fratelli e la cosa mi consola.

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