Edwige Fenech

attrice francese naturalizzata italiana (1948-)

Edwige Fenech (1948 – vivente), attrice e produttrice cinematografica francese naturalizzata italiana.

Edwige Fenech (1974)

Citazioni di Edwige Fenech

modifica

  Citazioni in ordine temporale.

Intervista di Claudio Sabelli Fioretti, Corriere della Sera, 12 agosto 2001, p. 18.

  • Se il Signore avesse voluto essere più generoso nei miei confronti mi avrebbe fatto incontrare Ingmar Bergman. E forse quei film io non li avrei mai fatti. Ma io non mi posso lamentare. Se dovessi tornare indietro quei film io li rifarei.
  • Oggi una donna di volontà riesce a farsi strada. Ma deve dimostrare sempre molte più cose di un uomo.
  • Quando un uomo sta con una donna bellissima, viene supercorteggiato perché le altre donne si mettono in competizione con la bellissima. È molto eccitante poter rubare l'uomo di una bellissima. E gli uomini si offrono come vittime sacrificali. In fondo la gente non vuole il sesso, vuole soprattutto poterlo raccontare.
  • Spogliarmi davanti a gente che non conoscevo era terrificante. Io sono sempre stata una persona discreta, anche nel modo di vestire. Sono sempre stata minimalista, mai in giro scollata o trasparente, mai topless. Non è mai stata una passeggiata di piacere. Mai. Appena ho potuto evitare di spogliarmi l'ho fatto.

Intervista di Candida Morvillo, corriere.it, 17 maggio 2023.

  • Quando a 14 o 15 anni, alta già come adesso, vengo fermata per strada, a Nizza, per dire una battuta in un film. Era Toutes folles de lui di Norbert Carbonnaux. Dovevo dire una parola che non conoscevo e non capivo e mi fecero rifare il ciak 32 volte: una figuraccia tremenda. La parola era "mantenuta": "vuoi fare di me la tua mantenuta?". Mamma era con me, ma anche lei non sapeva che cosa significasse. Pensai che non avrei mai rimesso piede su un set. [«Invece, ha fatto una settantina di film da attrice [...] e una trentina da produttrice. Perché cambiò idea?»] Facevo l'indossatrice e, a 18 anni, vinsi il concorso di Lady Francia. Da lì mi portarono alla finale di Lady Europa a Cortina, dove arrivai seconda. Di nuovo, un agente mi fermò per offrirmi un ruolo, ma io e mamma ce ne tornammo a casa. Poi, arriva un telegramma: contratto pronto da firmare a Roma stop. Ci ritrovammo a Cinecittà, un mondo a noi totalmente estraneo, io non parlavo italiano. Mi dissero di firmare dove c'erano le crocette. Il film era Samoa regina della giungla. Avevo capito solo che sarei stata una specie di Tarzan in gonnella. Tutte le mattine, mi spalmavano di crema marrone. La sera, per ripulirmi, mamma impiegava un'ora e mezzo.
  • [«Fu [...] netta quando decise di avere suo figlio Edwin da sola»] Avevo 22 anni, ero incinta, volevo quel bambino, ma rispetto il pensiero del prossimo e non avrei mai obbligato suo padre a fare il padre. [«Aveva anche una carriera agli inizi, non temeva di non lavorare più?»] Certo che sì, non sono un'incosciente. E in quel periodo ho avuto dimostrazione di persone pessime: un orrendo produttore che rimandava il film da due anni s'inventò che voleva girare in quel momento lì e mi fece causa per inadempienza contrattuale. Ma ho avuto anche la fortuna di incontrare persone belle. Il produttore Luciano Martino, col quale poi mi fidanzai, arrivò con un contratto per tre film che mi salvò la vita. Mi fece sentire una leonessa.
  • [«Girava anche sette, otto film l'anno, era solo per soldi?»] Avevo bisogno di lavorare e non ero schizzinosa, anche perché in Algeria non esisteva la distinzione tra film di serie A e di serie B.
  • [...] non rinnego niente: alcuni film cosiddetti erotici erano carini, ben fatti, con attori bravissimi. [«Me ne dica due»] Titoli a parte, Giovannona Coscialunga disonorata con onore o Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda. In ogni caso, grazie a quella gavetta ho poi fatto quattro film con Steno, Cattivi pensieri con Ugo Tognazzi, Sono fotogenico di Dino Risi, Il ladrone di Pasquale Festa Campanile e, in teatro, D'amore si muore, di Giuseppe Patroni Griffi. È così per tutti gli attori: nessuno arriva subito al film geniale. È un mestiere in cui dipendi sempre da altri.
  • [«È per essere padrona del suo destino che nel 1999 diventa produttrice?»] Esattamente, ma ho recitato solo nei primi due film. Dopo, ho preferito imporre altre donne, perché, per me, impormi era stato difficile. La carriera da produttrice mi è piaciuta, anche se per le preoccupazioni non dormivo la notte. Non ho avuto le porte che si aprivano da sole, ma ho dovuto spalancarle a testate.
  • [«Un rimpianto?»] Non aver fatto la Gradisca di Federico Fellini in Amarcord. Mi portava a pranzo dalla sua cuoca, Ubalda, per cui lui mi chiamava Ubaldina, e mi diceva: Ubaldina, devi ingrassare per il film. Alla fine, prese Magali Noël, più matura e formosa di me. Ma io non riuscivo a ingrassare: ero giovane, bruciavo tutto quello che mangiavo.
  • [«Lei che cosa pensò quando scoppiò il MeToo?»] Che finalmente qualcuno denunciava. Ai miei tempi, la parola di una ragazza non aveva valore. A me è successo più volte di essere molestata da chi aveva il potere di farmi lavorare e non ho denunciato: chi mi avrebbe creduto? Però, anche in situazioni pesanti in cui ho corso il rischio di essere violentata, sono riuscita a uscirne indenne: ho un riflesso col ginocchio che è una roba micidiale. Alle attrici di oggi consiglio di mirare col ginocchio dove sappiamo.

Citazioni su Edwige Fenech

modifica
  • Avevo dieci anni ma pensavo già alle donne | e chiuso nel mio bagno amavo Edwige Fenech. (Brunori Sas)

Filmografia

modifica

Altri progetti

modifica