Edoardo Scarfoglio

poeta, giornalista e scrittore italiano

Edoardo Scarfoglio (1860 – 1917), scrittore, poeta e giornalista italiano.

Citazioni di Edoardo ScarfoglioModifica

  • Ho la disgrazia di contare tra i miei redattori un anarchico spaventoso... Ferdinando Russo, poeta a tempo perso, ma di mestiere propriamente cospiratore [...], si era sin qui nascosto sotto le spoglie di un innocuo vate piedigrottesco... (dalla presentazione di Ferdinando Russo, La Camorra)
  • [Sulla Costiera amalfitana] Mi sono ormeggiato davanti a tutte le calanche, a tutte le fenditure, a tutte le spiagge microscopiche, a tutti i piccoli promontori turriti in cui si insena e si protende questa bellissima fra le parti del globo. Ho approdato alla marinella lillipuziana di Furore, che giace in fondo a un fiord di pupattola, fra due formidabili muraglie granitiche alte trecento metri. Dal cimitero di Conca, verde e canoro di passeri sulla collina come un cimitero mussulmano, ho contemplato il mare venerabile dei nostri padri, il mare fortunoso e profumato, dalle cui profondità emersero tante prue inimiche e tante vele minacciose, da quelle del pirata fenicio, rapitore di donne, a quelle del crociato normanno, fondatore di chiese. E nelle rèfole del maestrale che mi strappavano alla lunga immobilità della notte, e mi portavano in una vasta intavolata dal Capo d'Orso alla punta della Campanella, ho visto e rivisto sfilare quel lembo di mondo medioevale che designano i nomi armoniosi di Majori, Minori, Amalfi: piccolo mondo estatico addormentatosi dopo la morte della sua grande protrettrice Giovanna d'Anjou. (citato in Francesco Flora, Il Flora, Storia della letteratura italiana, cinque volumi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1972, vol. V, p. 512)

Incipit di Ponte GaleraModifica

I contadini s'erano ammucchiati sotto il solleone divampante per la pianura infinita, non un salcio gittava un palmo d'ombra sulle pantanelle fetenti e bollenti di Ponte Galera, non un soffio di vento portava via le esalazioni della melma ardente; le canne gialle si drizzavano aguzze e assetate nel grande riverbero meridiano come fasci di lance, il miasma stava là accovacciato sulla terra arsa, con un'accidia greve.
I contadini presso la bufalara del Demonio, ammucchiati sul terriccio rosso ispido di cardi secchi, tra i manipoli di fagioli mietuti, mangiavano: non erano seduti in un cerchio, come nei freschi e violacei vesperi vendemmiali; ma s'erano gittati in quella caldura soffocante tutti in un fascio nero, con la schiena rotta, con le carni puzzolenti di fango e di sudore, con le facce rosolate dal sole: tra i corpi umani splendevano i feri delle ronche; e in tutto il piano solamente l'ombra di quel fascio vivo alleviava il tormento della terra.

Citazioni su Edoardo ScarfoglioModifica

  • Scalfari e Montanelli direttori all'antica, padroni, mattatori che ricordano gli Scarfoglio, i vecchi direttori dell'ottocento che non solo incrociavano la penna ma anche la spada in una rissa continua con tutti. (Ugo Intini)

BibliografiaModifica

  • Edoardo Scarfoglio, Ponte Galera, I Prismi, Edizione de Il Mattino.
  • Ferdinando Russo, La Camorra, I Prismi, Edizioni de Il Mattino, 1966.

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