Dittatura del proletariato

concetto espresso da Karl Marx e Friedrich Engels

Citazioni sul dittatura del proletariato.

  • Cercando di basarsi sull'aforisma di Marx secondo cui nessun regime scompare dalla scena prima di aver esaurito tutte le sue possibilità, i menscevichi negavano che si potesse lottare per la dittatura del proletariato nella Russia arretrata in cui il capitalismo era ben lungi dall'esaurimento. (Lev Trockij)
  • Di fronte alla palese dittatura della borghesia globalizzata serve sviluppare il concetto della dittatura proletaria, di cui nessuna parte del popolo ha nulla da temere, in quanto vera "democrazia per il popolo". (Marco Rizzo)
  • In Marx ed Engels il concetto di dittatura del proletariato ha assunto una forma più concreta dopo la sconfitta della rivoluzione europea del 1848. In seguito la Comune di Parigi del 1871 doveva rappresentare il grande modello. Sotto il profilo storico l'idea stessa si riallaccia al comunismo politico (Babeuf, Blanqui). La caratteristica esteriore della dittatura proletaria, come di ogni altra dittatura sin dalla formazione del moderno stato costituzionale, può essere vista nella soppressione della divisione dei poteri. (Werner Hofmann)
  • La dittatura del proletariato è stata creata nel nostro paese sulla base dell'alleanza degli operai e dei contadini. Questa è la base prima ed essenziale della Repubblica dei Soviet. Senza questa alleanza, gli operai e i contadini non avrebbero potuto vincere i capitalisti e i proprietari fondiari. (Iosif Stalin)
  • La dittatura del proletariato non è una semplice gerarchia di governo, «abilmente selezionata» dalla mano sollecita di un «esperto stratega» e che «s'appoggia giudiziosamente» su questi o quegli strati della popolazione. La dittatura del proletariato è l'alleanza di classe del proletariato con le masse lavoratrici contadine per l'abbattimento del capitale, per la vittoria definitiva del socialismo, a condizione che la forza dirigente di questa alleanza sia il proletariato. (Iosif Stalin)
  • Nella dittatura del proletariato [sostengono i bolscevichi] la forza e la violenza non vengono utilizzate per ragioni soggettive e personali, bensì per facilitare il progresso sociale. (Waldemar Gurian)
  • Non esistono terze vie tra capitalismo e socialismo, o l'uno o l'altro. Ciò non significa che alcuni rapporti sociali ed elementi della vecchia società non sopravvivano all'interno della nuova, come avviene in qualsiasi formazione economico-sociale, ma sopravvivono in condizioni politiche diverse che li avviano all'estinzione: cessano, cioè, di essere dominanti. La diversità delle condizioni politiche consiste appunto nell'instaurazione della dittatura proletaria, cioè del dominio politico, assoluto e illimitato, della maggioranza degli sfruttati sulla minoranza di sfruttatori. (Marco Rizzo)
  • [Lettera a Luigi Fabbri del 30 luglio 1919] Sulla questione che tanto ti preoccupa, quella di dittatura del proletariato, mi pare che siamo fondamentalmente d'accordo.
    A me sembra che su questa questione l'opinione degli anarchici non potrebbe essere dubbia, ed infatti prima della rivoluzione bolscevista non era dubbia per nessuno. Anarchia significa non governo e quindi a maggior ragione non dittatura, che è governo assoluto senza controllo e senza limiti costituzionali. (Errico Malatesta)
  • La dittatura del proletariato, periodo di transizione verso il comunismo, istituirà per la prima volta una democrazia per il popolo, per la maggioranza, accanto alla repressione necessaria della minoranza, degli sfruttatori.
  • La dittatura del proletariato, se si traduce quest'espressione latina, scientifica, storico-filosofica, in un linguaggio più semplice, ecco che cosa significa: solo una classe determinata, e precisamente gli operai delle città e, in generale, gli operai di fabbrica e di officina, gli operai industriali, sono in grado di dirigere tutta la massa dei lavoratori e degli sfruttati nella lotta per abbattere il giogo del capitale, di dirigerli nel corso del suo abbattimento, nella lotta per mantenere e consolidare la vittoria, nella creazione di un nuovo regime sociale, di un regime socialista, in tutta la lotta per la soppressione completa delle classi.
  • La dittatura del proletariato è la forma particolare dell'alleanza di classe tra il proletariato, avanguardia dei lavoratori, e i numerosi strati non proletari di lavoratori (piccola borghesia, piccoli proprietari, contadini, intellettuali, ecc.), o la maggioranza di essi, alleanza diretta contro il capitale, alleanza che ha per scopo il rovesciamento completo del capitale, lo schiacciamento completo della resistenza della borghesia e dei suoi tentativi di restaurazione, alleanza che ha per scopo l'instaurazione e il consolidamento definitivi del socialismo.
  • Lo sviluppo progressivo, cioè l'evoluzione verso il comunismo, avviene passando per la dittatura del proletariato e non può avvenire altrimenti, poiché non v'è nessun'altra classe e nessun altro mezzo che possa spezzare la resistenza dei capitalisti sfruttatori.
  • Marxista è soltanto colui che estende il riconoscimento della lotta delle classi sino al riconoscimento della dittatura del proletariato.

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