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Citazioni sul collezionismo.

  • All'opposto della voracità selettiva c'è quella onnivora del collezionista "scoiattolo", accumulatore per eccellenza come Sir Thomas Phillipps, capace nella sua vita di accumulare 120mila tra libri, manoscritti, carte geografiche, sigilli, lettere e disegni antichi (da quelli preziosissimi al ciarpame di nullo valore) stipando la sua casa sino all'inverosimile per la gioia della sua povera consorte. (Vittoria de Buzzaccarini)
  • C'è [di collezionista] la "gazza" attirata dal lucore delle cose che negli oggetti, metaforicamente parlando, molto spesso consiste nella loro provenienza, come se un quid del lustro di precedenti famosi proprietari passasse d'ufficio al collezionista. (Vittoria de Buzzaccarini)
  • Il collezionismo è un habitus mentale che può appartenere indifferentemente a ottimi o pessimi soggetti. È sempre bene ricordare questo assunto per non incorrere nel più banale e fuorviante dei luoghi comuni ovvero considerare i collezionisti soltanto come gente antipatica, avida e narcisista. (Vittoria de Buzzaccarini)
  • Il genere [di collezionista] "topo" è critico, timoroso, insicuro, sospettoso, assillato dal "fare l'affare" come il romano Mamurra descritto da Marziale che, trascorsa la giornata a esaminare mille tesori d'ogni tipo, finisce per comprare due ciotole da meno di tre sesterzi. (Vittoria de Buzzaccarini)
  • La verità è che a furia di far collezioni, di cose, di piante, di tutto, si finisce a poco a poco col voler farle anche con le persone. (Giorgio Bassani)
  • Mi sembra stramba e ricercata la interpretazione «anale» di Freud. Tuttavia il collezionismo è un vizio, come il vizio del gioco: e non sempre si ispira al bello (come nella raccolta di sassi, di scatole, di fiammiferi, di francobolli), ma risponde a un istinto dell'uomo. A un grado successivo si diventa collezionisti d'arte, e questa è l'origine di molti antiquari, alcuni del quali non si sono ancora liberati del «vizio»: ne conosco tra i migliori che si battono per il gusto di ottenere un oggetto, senza pensare al guadagno successivo, e una volta ottenutolo lo tengono in casa: alla fine se ne disfano, per non tradire la loro professione. I Goncourt affermano che il collezionismo è una sostituzione dell'erotismo. Allora si può dire che i più grandi collezionisti siano o fossero i sultani perché collezionando donne combinano il collezionismo con l'erotismo... In ogni modo il collezionismo, che deriva da un istinto di possesso sia pure sublimato, è proprio il contrario del misticismo che porta a spossessarsi di tutto. (Mario Praz)
  • Uno dei più noti esperti di disegno rinascimentale, Eric Hebborn, al termine del suo istruttivo e divertente Manuale del falsario si divertì a classificare i collezionisti secondo una sorta di bestiario, attingendo agli esempi forniti da autori antichi e moderni. (Vittoria de Buzzaccarini)

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