Cesare Levi

giornalista, critico teatrale e storico italiano

Cesare Levi (1874 – 1926), giornalista, critico teatrale e storico italiano.

Autori drammatici italianiModifica

  • Ma il Verga, temperamento di osservatore acutissimo, riducendo per le scene la novella intitolata Cavalleria Rusticana – pubblicata nel «Fanfulla della Domenica» ancor prima che nel volume: Vita dei campi (1880) – non si avvide, per quella incoscienza che è propria dei veri artisti, del grande valore che aveva quel breve atto drammatico, specialmente rispetto al precedente Teatro: era un nuovo soffio d'aria pura che spirava sul palcoscenico italiano, a spazzare gli ultimi residui del Romanticismo tragico e del convenzionalismo della Commedia borghese. (pp. 4-5)
  • Giornalista, novelliere, poeta dialettale, autore di gaie e spumeggianti commedie e di drammi profondamente psicologici, Roberto Bracco occupa un posto a sé nella letteratura italiana d'oggigiorno: è un solitario, che, pur avendo accostato uomini dei più disparati ambienti, un po' per professione, ma più per curiosità di osservatore, ama vivere fuori di ogni ambiente giornalistico, di ogni cenacolo letterario, insofferente di ogni richiamo o di ogni indiscrezione preventiva intorno alla sua opera. (p. 19)
  • [...] sin dal suo primo dramma: Una Donna, scritto a venti anni, sentiamo nel Bracco questa compassione per colei che dalla società è oppressa, schiava della brutalità del maschio, il quale spesso vale moralmente ed anche intellettualmente meno di lei.
    Questo femminismo sarà il motivo dominante di tutta l'Opera di Roberto Bracco: in ogni suo dramma, in ogni sua commedia, da Una Donna (1892) a L'Amante lontano (1916), la donna appare, nella secolare lotta con l'uomo, sempre la migliore: nell'eterno dissenso, nell'eterna incomprensione fra i due sessi, il Bracco vuol far apparire come ella sia, per leggi inique, in una condizione sottoposta all'uomo, mentre la sua intelligenza, il suo spirito d'abnegazione e di sacrificio, il suo altruismo la dovrebbero porre al suo stesso, livello. (pp. 20-21)
  • L'amico (1886) non ha un grande valore d'arte, ma rivela già, nella sua secchezza drammatica, l'uomo di teatro per eccellenza che sarà [Marco] Praga, rivela in germe quelle che saranno le caratteristiche migliori del commediografo milanese: analisi profonda del carattere femminile, sobrietà concettosa del dialogo, facoltà di osservazione chiara, netta, precisa, e attitudine a riprodurre la realtà della vita con pochi segni caratteristici. (p. 70)
  • [Sabatino Lopez] Subito, alle prime battute di una sua commedia, in quella chiarezza d'esposizione, in quell'entrar immediatamente nell'argomento, in quello snodarsi semplice del dialogo, senza intoppi, senza puntelli, ci accorgiamo di essere di fronte a un commediografo di buona tempra. (p. 113)
  • Il Lopez non esce per lo più dal solito triangolo misuratore del Teatro italiano contemporaneo: marito, moglie e amante forniscono argomento a pressoché tutte le sue commedie e ai suoi drammi [...]. (p. 121)

Incipit di alcune opereModifica

Goldoni nel teatroModifica

Curioso stimolo quello che spinge alcuni autori comici a scegliere a protagonisti delle loro produzioni teatrali altri comici autori: certamente appare strana l'abitudine di risvegliar dall'eterno sonno coloro che furon dai pubblici acclamati per farli responsabili e quasi complici troppo spesso di insuccessi clamorosi, e farli comparire, sotto, una pioggia di fischi, a quello stesso teatro, ove forse pochi anni prima risuonavano gli applausi più entusiastici.
Ben può osservare qualche maligno, che il solo desiderio di veder riversata una parte della gloria dei vecchi autori sulle proprie produzioni, può aver spinto questi commediografi novellini a porre sulle scene quelli, che già furon famosi: fallace speranza! troppo spesso il pubblico, di fronte a commedie manchevoli, in cui sia protagonista un autor comico, ha facile il ricordo delle opere di questo: ed il confronto torna tutto a disfavore dell'autore inesperto.

La critica metastasiana in ItaliaModifica

Parlare oggi – all'alba del XX secolo – di Pietro Metastasio potrebbe sembrare un anacronismo di pessimo gusto.
Chi se ne rammenta più?
Se ci fu scrittore che abbia avuto grandissima, strepitosa fortuna in vita, che sia rapidissimamente salito alla fama, e che non meno rapidamente sia disceso nell'oscurità, questi fu Pietro Metastasio.

BibliografiaModifica

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