Carlo V d'Asburgo

re di Spagna e Napoli, imperatore del Sacro Romano Impero

Carlo V d'Asburgo (1500 – 1558), imperatore del Sacro Romano Impero Germanico e arciduca d'Austria, re di Spagna e principe dei Paesi Bassi come duca di Borgogna.

Carlo V d'Asburgo in un ritratto attribuito a Tiziano e Lambert Sustris

Citazioni di Carlo V d'AsburgoModifica

  • La fortuna è una cortigiana che riserva ai giovani i propri favori.[1]
  • La moderazione è sempre la tattica preferibile.[1]
  • La ragione di stato non deve opporsi allo stato della ragione.[1]
  • Non faccio guerra ai morti, riposi in pace: ormai è davanti al suo giudice.[2][1]
Faccio guerra ai vivi, non ai morti.[3][4]

AttribuiteModifica

  • I letterati mi istruiscono, i commercianti mi arricchiscono, e i nobili mi spogliano.[1]
  • [A Bruxelles, nell'ora del congedo dai sudditi che più gli erano stati fedeli] La mia vita è stata soltanto un lungo viaggio.[5]
  • [All'inizio del proprio regno, parlando di Francesco I] O io sarò un imperatore da strapazzo, o lui sarà un misero re.[6]
  • Parlo in latino/spagnolo[7] con Dio, in italiano con le donne, in francese con gli uomini e in tedesco col mio cavallo.[8][4]
  • Sul mio impero non tramonta mai il sole.[9][1]
Sul mio regno non tramonta mai il Sole.[10]
  • [Ai nobili genovesi] Vi nomino tutti marchesi.[11]
Vos omnes Marchiones appello.

Citazioni su Carlo V d'AsburgoModifica

  • Nessuno serrerà più nel pugno, in Europa, potenza uguale a quella che per trentacinque anni ha assommato in sé l'imperatore senza sorriso. (Giorgio Spini)
  • Tu tollerasti i riformati in Allemagna, perché avevi paura di loro, e li facesti decapitare, bruciare, impiccare e sotterrare vivi nei Paesi Bassi, dove non avevi altro timore che quello di non ereditare abbastanza da quelle api laboriose, ricche di tanto miele. Centomila anime perirono per colpa tua, non perché tu amassi Cristo, mio Signore, ma perché fosti despota, tiranno, roditor di paesi, per unico amor di te stesso, e, quindi, per amor della carne, dei pesci, del vino e della borsa; poiché fosti ingordo come un cane e succhione come una spugna. (Charles De Coster)

NoteModifica

  1. a b c d e f Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013. ISBN 9788858654644
  2. Davanti al sepolcro di Martin Lutero, rispondendo a chi lo consigliava di aprire la tomba e disperdere le ceneri.
  3. Risposta a chi gli consigliava d'impiccare il cadavere di Martin Lutero.
  4. a b Citato in Elena Spagnol, Enciclopedia delle citazioni, Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894
  5. Citato in AA.VV., I grandi di tutti i tempi: Carlo Quinto, Periodici Mondadori, Verona, 1965, p. 75.
  6. Citato in AA.VV., Storia universale: volume secondo, Rizzoli Larousse, Milano, 1973, p. 323.
  7. a seconda della fonte
  8. Attribuito anche a Carlo V di Francia e a Federico II di Prussia.
  9. Affermazione variamente attribuita e generalmente riferita alla vastità dei sui possedimenti, che si estendevano dalle Fiandre al Nuovo Mondo.
  10. Citato in Antonio Brancati, Trebi Pagliarani, Dialogo con la storia 1, La Nuova Italia, Firenze, cap. 20, L'Impero di Carlo V, una formazione anacronistica, p. 263.
  11. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, Milano, 1921, p. 468.

Altri progettiModifica