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Carlo Perasso (1900 – ?), scrittore e partigiano italiano.

Sole e nebbieModifica

IncipitModifica

Ehi tu partigiano!... | pezzente, pidocchioso, lurido | partigiano!... Iena famelica che aggredisci alle spalle e crepi sulla forca. Zingaro | servo di ogni sacrificio. | Ladro di gloria! | Straccione che baratti la madre per un palmo di terra. | Fondatore di immagini notturne. Errabondo amante della notte e della morte. Avventuriero negato alla fede. | Boia! | Bandito! | Comunista!

CitazioniModifica

  • La paura degli altri, condita di lamenti, non la posso sopportare.
    Capiti quel che capiti, rimarrò quassù, dove l'incoscienza del pericolo darà sollievo alla solitudine. (p. 19)
  • Queste guerre sono lunghe e non hanno mai fine. Io dico al buon Dio dove una madre può trovare la pace in un mondo come questo. (p. 28)
  • Al mio paese non si contano i giorni della settimana e, non contando i giorni della settimana, si vive felici. (p. 38)
  • Sulla fossa comune hanno fissato un bastone di quercia. | Sul bastone di questa quercia hanno inchiodato un cartello di legno. | Sul cartello di legno hanno scritto «banditi»! (p. 53)
  • Intorno ai miei occhi | gelati dal ghiaccio | falcia ed urla | lo spettro della Guerra. (p. 59)
  • I borghesi sono i primi nemici di classe e con loro non c'è patto che tenga. (p. 61)
  • Lassù fra Dio e | gli uomini giostra spavalda | la morte | la vita. | Dove regna il sole | non c'è schiavitù. (p. 63)
  • Fuori, nei pascoli montani, fra rupi e bucaneve, veglia paterna l'indomita famiglia partigiana. (p. 77)
  • Simili a giganti incandescenti, cirri maestosi si ergono diritti nella seta del cielo, segnando la porte del Paradiso.
    L'arte sublime del creato invita l'uomo al simposio divino, ma noi combattenti del quarto reparto non possiamo obbedire al solenne richiamo
    . (p. 79)

BibliografiaModifica

  • Carlo Perasso, Sole e nebbie, Barulli Editore, Roma 1972.